Il caso del gatto Grisù, cacciato per errore da un treno a Pescara mentre i proprietari dormivano, sbarca in Parlamento con una interrogazione a firma della deputata M5S Daniela Torto. “Ad allontanare il gatto dal mezzo è stato proprio il capo treno. Mi auguro che presto Grisù ritorni dalla sua famiglia, ma allo stesso tempo ritengo che l’accaduto metta in evidenza ciò che doveva essere fatto e non è stato fatto”, ha spiegato la parlamentare abruzzese in un video postato sulla sua pagina Facebook giovedì pomeriggio annunciando la presentazione di una interrogazione “per fare luce” sulla scomparsa del felino. Il gatto, dopo l’annuncio della parlamentare, è stato ritrovato, come fa sapere Enpa in una nota, ma l’approdo in Aula resta. Il micio non aveva mai lasciato la stazione di Pescara e “aveva trovato un posticino al sole protetto da un cespuglio”.

L’episodio era avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Da allora le ricerche sono andate avanti senza sosta, con il contributo, oltre che dell’Enpa Pescara, anche della Polfer e dei cittadini. Decine i volontari che domenica scorsa, grazie ad un tam tam sui social, si sono presentati in stazione con i trasportini. E della vicenda si è interessata anche l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, che aveva lanciato un appello all’aeroclub pescarese per l’utilizzo dei droni nelle ricerche. Il treno in questione, partito da Lecce, era diretto a Torino. Grisù, un maschio castrato di 14 anni, in piena notte in qualche modo è riuscito ad aprire il trasportino e ad allontanarsi. È stato trovato mentre girava per il treno e, pensando che si trattasse di un randagio, è stato fatto scendere.

Per Torto “serve una rivoluzione culturale anche nel mondo animale. Un mondo – ha proseguito nel video-appello – troppo spesso aggredito e mai ritenuto alla pari del mondo dell’essere umano”. Non tutti gli utenti però, hanno apprezzato l’iniziativa e sotto il post della deputata grillina si possono leggere diversi commenti ironici. “Onorevole oggi capisco quando è dura la vita da parlamentare”, scrive un utente. Mentre un altro sentenzia caustico: “Poteva essere di qualsiasi partito ed invece…”.

A denunciare la vicenda era stata l’Enpa, annunciando di aver diffidato Trenitalia affinché prenda “provvedimenti nei confronti” del capotreno, “responsabile di questa assurda condotta”. La presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, aveva sottolineato che il responsabile si è reso “colpevole del reato di abbandono di animali e maltrattamento“. Nella diffida, si legge, era stato chiesto a Trenitalia di “attivare tutte le risorse possibili per trovare il micio”. L’Enpa non escludeva, tra l’altro, “un esposto per l’accertamento dei fatti e di costituirsi parte civile nel caso in cui il responsabile venga rinviato a giudizio per i reati commessi. Speriamo con tutto il cuore che la situazione si risolva nel migliore dei modi possibili, ma cose di questo tipo – conclude Rocchi – non devono più succedere”.

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