Google doodle imbraccia la fisarmonica, pardon il bandoneon, per un giorno. Sulla home page che apparirà solo per oggi a milioni di persone c’è Astor Piazzolla. Celebrato a 100 anni dalla nascita, il musicista argentino è stato uno straordinario innovatore e sperimentatore tra tradizione musicale argentina e il jazz. Insomma, l’aggressività e la dolenza del tango che si avviluppa e si srotola attorno al tratteggio sincopato delle note. L’apice di questo incredibile e avvolgente filone musicale sviluppatosi tra gli anni sessanta e settanta lo trovate in un brano come Years of solitude e nella collaborazione da brividi nel bandoneon di Piazzolla che duetta con il sax baritono di Gerry Mulligan.

Sempre del 1974 è la pubblicazione della registrazione di un brano immortale, suonato e cantato in centinaia di versioni ancora oggi anche dai grandi musicisti pop: Libertango. Il bandoneon di Piazzolla ha questa linea melodica saettante, elettrica, frutto proprio della fusione tra le basi viscerali del tango e il ciclone jazz post be-bop. Fondamentale comunque per Piazzolla, nipote di un emigrato pugliese in Argentina, è tutto l’apprendistato orchestrale argentino negli anni cinquanta, poi gli studi di musica classica in Francia, infine il ritorno in patria per sperimentare quello che diventerà un nuovo genere musicale: il nuevo tango. Una formazione strumentale modello mini band di sette-otto elementi, nessun cantante e tutta l’improvvisazione possibile proveniente dal jazz.

Curioso che l’album con brano omonimo Libertango sia stato pubblicato in Italia grazie ad Aldo Pagani. Brano presente in decine di storici film, inciso tra gli altri in una versione fascinosa da Grace Jones negli anni ottanta. Piazzolla nel 1990 ebbe un’emorragia cerebrale mentre si trovava a Parigi, e rimase in coma per quasi due anni. Morì a Buenos Aires a 71 anni il 4 luglio del 1992.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Arisa senza freni si tocca le tett* in diretta. Geppi Cucciari in imbarazzo: “Tira giù le braccia”

next