Il contagio da Coronavirus preoccupa enormemente tutti gli osservatori. Si espande maggiormente la variante inglese e i vaccini stentano ad arrivare. Le soluzioni migliori non appaiono sicuramente quelle adottate dall’Unione Europea, che ha aggiunto alla burocrazia degli Stati l’appesantimento della propria con inutili perdite di tempo, ma quelli di Cuba, della Russia, di Israele e dell’Inghilterra; la quale, utilizzando la sua acquisita libertà dai lacci europei, ha potuto procedere autonomamente sulla via delle vaccinazioni di massa, riuscendo a far diminuire l’infezione del 40%.

Nel frangente di una malattia che ha investito il mondo intero si è infranto del tutto il pensiero neoliberista, che principalmente si fonda sull’egoismo individuale e mira a distruggere l’eguaglianza economica di tutti i cittadini, e quindi l’esistenza dello stesso Stato democratico. Le idee neoliberiste presuppongono un mondo ordinato, che proceda nel tempo senza che si verifichino eventi improvvisi, dannosi e non fronteggiabili dai singoli, ma richiedono lo sforzo unanime e solidale di tutti.

Chi ha sostenuto la distruzione del welfare, la sottrazione di fondi alla sanità pubblica, la distruzione del patrimonio pubblico e la sua cessione ai privati, e quindi il disinteresse per le masse, deve dirci oggi se di fronte a una realtà così tragica abbia o no cambiato pensiero. Purtroppo Draghi è al comando della nostra nazione e accanto a lui c’è Francesco Giavazzi, che fino a ieri ha esaltato i benefici da lui presupposti del sistema economico predatorio del neoliberismo. Gli italiani di buon senso si aspettano ora la salvezza da parte del nostro Capo del Governo e questi deve fare i conti, di fronte agli enormi danni che deve risolvere, innanzitutto con le idee che finora ha propugnato. Egli dovrebbe tornare a un sistema economico di stampo keynesiano, che nel Governo Conte era sostenuto da Mariana Mazzucato.

E in questo senso potrebbe considerarsi positiva l’annunciata nomina di Giuseppe Conte come capo del Movimento 5 Stelle. Ma questo riguarda il futuro. Fino a questo momento il Governo Draghi si è mosso sulla base dei suoi originari e rovinosi convincimenti, ne è un esempio la vicenda della concessione delle autostrade ai Benetton, la cui revoca per legge dovrebbe essere già stata attuata da due anni.

I Benetton, invece, non badano al fatto che le autostrade sono state piuttosto costruite col sudore degli italiani – fino al punto di ritenere inadeguata la cosiddetta buona uscita, di circa 8 miliardi di euro, offerta da Cassa Depositi e Prestiti (che è una S.p.A. a capitale pubblico). Per altro l’arroganza dei Benetton si è spinta oltre i limiti del normalmente accettabile, infatti essi hanno ottenuto la proroga fino al 2026 della gestione dell’autostrada A4 Brescia-Padova, trafficatissima e straordinariamente lucrativa, in vista del suo prolungamento fino a Trento, prolungamento che in 15 anni non è stato neanche progettato ed è impossibile realizzare per la situazione orografica.

Gli italiani devono, a questo punto, capire che il nostro governo potrà averla vinta sulla pandemia e sugli altri numerosissimi problemi, relativi soprattutto alla perdita di posti di lavoro, se cambieranno le idee fino ad ora professate da Draghi e dal suo amico Giavazzi, in questa situazione il lumicino in fondo al tunnel di cui tanto parlava Monti: potrebbe essere solo il sorgere di una nuova forza politica che assuma come suo obiettivo fondamentale la riforma del sistema economico dell’Italia e dell’Europa in senso keynesiano. Lo impongono gli articoli 3, 11, 41, 42, 43, 117, comma 1, e 117, comma 2, lett. e) della nostra Costituzione repubblicana e democratica.

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