Aveva reagito quando i rapinatori erano entrati nel bar di suo padre, armati, e loro lo avevano accoltellato ad un occhio. Francesco Traiano, 38 anni, figlio del titolare del bar Gocce di Caffè in via Guido Dorso, a Foggia, è morto lo scorso 9 ottobre dopo tre settimane di agonia in ospedale. Oggi la polizia ha arrestato cinque persone sospettate di essere i rapinatori che causarono la sua morte. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura dauna e dalla Procura per i Minorenni di Bari, stanno cercando di ricostruire come sono andate davvero le cose lo scorso 17 settembre nel bar. Secondo una prima ricostruzione, tre persone a volto coperto poco dopo le 14 avrebbero fatto irruzione nella bar-tabacchi e i titolari avrebbero reagito, dando vita a una colluttazione, nella quale il figlio del proprietario è rimasto ferito gravemente ed è poi deceduto.

Sarebbe stato il minorenne arrestato, che ha 17 anni, la persona che ha materialmente inferto le coltellate al volto che hanno ucciso Traiano. Dei cinque giovani arrestati dalla polizia, quattro sono in carcere il 17enne, i 21enni Antonio Pio Tufo e Christian Consalvo, e Antonio Bernardo di 24. Mentre i domiciliari sono stati concessi a Simone Pio Amorico, di 22 anni. I cinque sono stati arrestati su ordinanze di custodia cautelare de gip del tribunale di Foggia Armando Dello Iacovo, e del tribunale per i minorenni di Bari, Patrizia Famà: sono accusati di omicidio volontario (il minorenne), concorso anomalo in omicidio (Consalvo, Tufo e Bernardo) e furto, rapina e incendio dell’auto, mentre Amorico solo di favoreggiamento.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti quel pomeriggio il 17enne, Tufo e Bernardo hanno fatto irruzione nel locale, mentre Consalvo è rimasto fuori alla guida dell’auto. I tre erano tutti a volto coperto con passamontagna e solo il 17enne impugnava un coltello. “Il minore spalleggiato da Bernardo – ricostruisce il pm Rosa Pensa della Procura di Foggia – si è avventato sulla vittima colpendola ripetutamente al volto e continuando a sferrare calci anche quando Francesco Traiano si è accasciato al suolo”. Nei momenti di concitazione – ricostruiscono gli investigatori – Tufo ha scaraventato contro un dipendente del bar un posacenere. Arraffato il bottino sono fuggiti a bordo della Fiat Punto rubata il giorno prima a Foggia.

Due dei rapinatori Bernardo e Tufo sono scesi immediatamente dal veicolo, mentre gli altri due, ovvero il 17enne e Consalvo hanno abbandonato l’auto in una zona di campagna e le hanno dato fuoco venendo poi prelevati da Amorico a bordo di un’altra auto. Nel corso delle intercettazioni i poliziotti hanno evidenziato che gli indagati ridevano ed erano preoccupati di come spendere i soldi della rapina: c’è chi pensava di fare un tatuaggio, chi invece una vacanza. “Le immagini delle telecamere di sicurezza mettono in evidenza che il 17enne impugnasse l’arma mentre faceva irruzione nel bar ed era pronto ad utilizzarla”, ha dichiaro il questore di Foggia Paolo Sirna.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

A 86 anni perde il pullman e fa 4 chilometri a piedi per il vaccino: la disavventura (con lieto fine) di Livia. “Non potevo mancare”

next
Articolo Successivo

Val Seriana, il sindaco di Valgoglio: “Ats contro lo screening di massa? Lunedì farò i tamponi ai miei cittadini, non posso restare a guardare” – Video

next