Con quello taglio di occhi sottile e conturbante, capelli nero scuro e “mascara generoso” potrebbe essere scambiata per una donna araba come niente. Benedetta Paravia, l’italiana più celebre negli Emirati Arabi Uniti, in un’intervista al Corriere della Sera racconta la sua vita di successi tra programmi tv, hit musicali, impegno umanitario e relazioni internazionali in mezzo al deserto. Intanto Paravia, originaria del salernitano, laureata in giurisprudenza a La Sapienza, è più nota come cantante e attrice con uno pseudonimo: Princess Bee. Le origini del suo trasferimento negli Emirati rimangono misteriose come la sua età. Di lei si sa solo che all’improvviso si è fatta strada nel campo musicale e che conduce da diversi anni due programmi tra i più visti della tv di stato con oltre un milione di spettatori in un paese da nemmeno dieci milioni di abitanti: Hi Dubai e Hi Emirates.

Lei stessa spiega che sono dei talk vis a vis che vanno in onda dopo il tg della sera su storie di successo di donne emiratine o immigrate: “Una rifugiata tibetana arrivata in miseria dall’India e oggi benestante. Una libanese cui fu amputata una gamba per un tumore e ora fitness model”, ha spiegato Paravia. Contrariamente ai pregiudizi sul ruolo sottomesso della donna nel Medio Oriente di religione islamica, l’italiana più famosa di Dubai che, precisa, non conosce la lingua araba (“altrimenti cadrebbe un mito”?) e che negli Emirati le donne “comandano” occupando “la metà dei posti statali e il 30 per cento dei consigli d’amministrazione”. Patente “emiratina” nel portafoglio (“non siamo in Arabia Saudita”, sottolinea), Paravia/Princess Bee mescola vaghi ricordi di lavoro (da modella, poi da cantante) a quell’attività umanitaria svolta da almeno quindici anni ricordando che grazie a lei, come dire, si sono sviluppati rapporti di distensione tra arabi ed israeliani.

Tanto che grazie a diversi enti benefici Paravia è riuscita a far operare ed aiutare bambini con problemi di salute nella Striscia di Gaza. Tanti i pretendenti alla sua mano, tra cui eredi di importanti sceicchi, ma lei ha accettato solo di sposare (con rito islamico ndr) un connazionale di religione cattolica, da cui poi si è separata. La poligamia? “Un dogma dell’Islam che non interessa alle nuove generazioni”. Differenze tra Italia ed Emirati? “Negli Emirati ho trovato molta correttezza sociale. La prima volta che tornai a Roma rimasi scioccata dai “vaffa” degli automobilisti. A Dubai per una parolaccia ti arrestano”. Infine, un buffetto al ministro degli Esteri in uscita, Luigi Di Maio, suo corregionale: “Ho molto rispetto per chi distribuisce bibite e popcorn. Non c’è ambasciatore che non mi parli benissimo di lui”.

Riceviamo e pubblichiamo
L’articolo ha riassunto in modo non appropriato un testo pubblicato dal Corriere della Sera. Non vi sono “misteri” legati all’arrivo della signora Paravia negli Emirati Arabi, anni addietro. E’ stato ribadito più volte che all’epoca dei fatti che la signora si recò a Dubai con il fidanzato e il fratello. Altresì non è stato mai dato – da parte della signora Paravia – alcun “buffetto” al ministro Di Maio, mentre ci risulta che è stata data una risposta corretta alla domanda posta dal giornalista, utilizzando sempre la massima onestà e trasparenza che contraddistingue la nostra assistita (in merito proprio all’episodio, suindicato). Altresì il ministro Di Maio è molto stimato dalla diplomazia, in maniera trasversale.

Arianna Burioni
Manager Testimonial

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