Bong Joon-ho, il regista premio Oscar di Parasite, sarà presidente della giuria del festival di Venezia 2021. Tra sale cinematografiche che non riaprono più, con una distribuzione nazionale e internazionale pressoché inesistente, l’annuncio della Biennale di Venezia sembra una notizia di fantascienza. Intanto si sappia che la 78esima Mostra Internazionale d’Arte del Cinema di Venezia si terrà dall’1 al 11 settembre 2021. Per l’occasione, se il Covid-19 non avrà sterminato anche cento anni di settima arte, Bong si appresterà a visionare i film in Concorso scegliendo infine il Leone d’Oro. “La Mostra di Venezia porta con sé una lunga e ricca storia, e sono onorato di essere coinvolto nella sua meravigliosa tradizione cinematografica – ha spiegato il regista coreano. “Come presidente della Giuria, e soprattutto come incorreggibile cinefilo, sono pronto ad ammirare e applaudire tutti i grandi film selezionati dal festival. Sono pieno di autentica gioia e di speranza”.

Bong è fresco vincitore di un Oscar per la miglior regia di Parasite, autentica sorpresa cinefila che ha sfondato ad Hollywood e che di statuette poco meno di un anno fa se n’è portate a casa ben quattro: regia, film, sceneggiatura e film straniero. L’annuncio della Biennale, va detto, è uno di quei tafferugli di retroguardia con la vicina, e tramortita, Cannes, che prosegue da anni. Questione di prestigio cinefilo, di esposizione a livello mondiale, di attenzione mediatica che va oltre chiaramente i film in gara. Parasite, oltretutto, prima della sua marcia trionfale agli Oscar 2020 aveva vinto proprio la Palma d’Oro nel maggio 2019. Bong ha 51 anni, è nato a Deagu in Corea del Sud, ed è salito alla ribalta nel suo Paese nel 2006 per aver fatto centro al box office con un monster-movie intitolato The Host.

Un autentico gioiello di genere con un respiro epico alla Spielberg e un’elaborazione formale di classe frutto della vitalità produttiva sudcoreana sul finire del secolo scorso. Prima del successo nazionale, che poi lo ha portato a dirigere un action fantasy classista ed ecologista come Snowpiercer (2013) e il rutilante film animalista Okija (2015), Bong era stato apprezzato dal circuito festivaliero art house con il sublime Memories of murder (2003). Bong propone un cinema visivamente spettacolare e allo stesso tempo straordinariamente ponderato e profondo a livello etico. Regista totale rispetto ad ogni ambito della produzione e realizzazione, attento ad ogni singolo dettaglio di messa in scena (su Parasite si studia da tempo il set design nelle università di tutto il mondo), Bong deve molto al padre grafico e disegnatore, grazie al quale ha più o meno consciamente organizzato il suo cinema partendo da un preciso e già fantasmagorico storyboard primigenio, nonché all’influenza adrenalinica del cinema di Scorsese (ringraziato più volte, anche nella notte del trionfo agli Oscar). Nella sua top ten su Sight and Sound oltretutto ha inserito Il salario della paura di Cluzot e Zodiac di Fincher, due capolavori senza tempo. Allora, come si fa a non amare Bong?

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