Cancellate Trump da Mamma ho perso l’aereo 2. L’appello sui social dilaga e la damnatio memoriae che già colpi Kevin Spacey rischia di fare bruttissimi scherzi. Per ora si tratta della solita onda di post e retweet che si gonfia a ridosso delle ore in cui l’oramai ex presidente degli Stati Uniti è stato sospeso da Facebook, Twitter e Instagram. In pratica, per molti utenti “democratici” non avrebbe senso tenere il cameo di Trump nella commedia natalizia del 1992, scritta e prodotta da John Hughes e diretta da Chris Columbus, seguito del campione d’incassi Mamma ho perso l’aereo del 1990.

Il tycoon appare per sette secondi e risponde ad una domanda che gli pone il protagonista, il piccolo Kevin (Macaulay Culkin) appena entrato nel viavai del prestigioso Trump Plaza Hotel di New York ed estasiato di fronte a cotanta ricchezza tra lampadari, stucchi e tappeti. “Mi scusi dov’è la reception?”, chiede Kevin ad un tizio lungo lungo vestito di scuro che cammina nelle direzione opposta alla sua. E Trump, che si gira, mostrandosi alla macchina da presa: “In fondo alla hall sulla sinistra”. Kevin ringrazia e procede, mentre Trump lo guarda da lontano come dire: “Questo tipetto mi pare di conoscerlo”. Un cameo oltretutto ben fatto e recitato in modo buffo da entrambi per la commedia quale Home Alone 2 è.

“Come per la maggior parte delle location di New York si paga una tassa e ti permettono di girare in quel luogo. Ci avvicinammo così al Plaza Hotel, di proprietà di Trump, perché volevamo girare una sequenza nella hall e perché non avevamo i soldi per ricostruire il Plaza in un set della produzione”, ha spiegato il regista Columbus in una recente intervista su Insider. “Trump ha così dato l’ok. Abbiamo pagato la quota, ma ha anche detto: ‘L’unico modo per usare il Plaza è se appaio anche io nel film’. Così abbiamo deciso di inserirlo, e quando abbiamo proiettato per la prima volta quella sequenza è successa una cosa strana: quando Trump è apparso sullo schermo la gente ha esultato. Così ho detto al mio montatore: ‘Lasciamolo. È un momento che piacerà al pubblico’”.

Insomma, che cosa vogliono fare i twittatori anti-Trump: cancellare la sequenza o addirittura sostituirla, per carità scherzano, con una sovrapposizione in digitale come avvenne ad esempio per le sequenze già girate da Kevin Spacey in Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott, poi sostituito virtualmente da Christopher Plummer. In attesa che un altro tribunale del popolo cinematografico si esprima ricordiamo che Trump appare brevemente anche in Celebrity di Woody Allen, sempre nei panni di se stesso, di profilo, mentre spiega a Judy Davis il suo ultimo investimento lavorativo in fatto di architettura. Cinque-sei secondi, non di più. Insomma, quando si è trovato l’accordo con produttori, distributori e censori medioevali, va cancellato anche quello.

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