Un appuntamento già fissato non c’è, ma per capire se la maggioranza potrò rimettere insieme i cocci bisognerà aspettare la riunione sul Recovery plan, col testo rinnovato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e ri-bollinato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il capo del governo nella sua nota su facebook ha toccato, con toni molto soft, gli argomenti al centro della contesa con Italia Viva e Matteo Renzi: tra questi il restyling del piano di recupero, appunto, e un “rafforzamento della squadra” dell’esecutivo. Da parte sua Renzi, che per carattere non è certo incline a mollare la presa, ha risposto di aspettare di “vedere i fatti”. Una linea che diventa verbo per il suo partito. “Il pallino è tutto completamente nelle mani di Giuseppe Conte – dice a SkyTg24 il presidente Ettore Rosato, tra coloro che sarebbero papabili per un posto da ministro in un eventuale rimpasto – Può decidere di andare in Senato, di confrontarsi con noi, di confrontarsi con i leader della maggioranza”. Rosato sottolinea che “non abbiamo ancora il testo del recovery plan, lo riceveremo in giornata spero. In ogni caso siamo in una fase positiva perché quel testo, di una fragilità e di una debolezza straordinaria, sembra sia stato modificato, ma vedremo”. Insomma, i toni sono sempre aciduli ma in maggioranza ci si può attaccare a quel “fase positiva“, anche se Italia Viva fa notare di non avere ancora il nuovo testo del documento di programmazione per i fondi europei.

Non è chiaro il percorso che Renzi intenda intraprendere, ammesso che torni la pace all’interno della maggioranza. Ma se il suo obiettivo davvero continuerà a essere Conte la strada si farebbe in salita visto che per il secondo giorno consecutivo il vicesegretario del Pd Andrea Orlando blinda il presidente del Consiglio, questa volta a Omnibus, su La7: “Non mi iscrivo al partito di Conte, non sono fan di nessuno dei leader in campo. Il mio non è un diktat ma un pronostico: impicci con la destra non se ne possono e non se ne debbono fare, non è semplice trovare una figura” come Conte “che tenga insieme forze politiche così diverse” come quelle della maggioranza: “Si rischia di buttare tutto all’aria per poi scoprire che il quadro non è ricomponibile”. “E’ un rischio forte che in questo momento non può essere corso – ribadisce Orlando – Si tratta di lavorare in questo perimetro, tutte le altre strade portano in un burrone“. Il nome di Orlando peraltro gira tra quelli possibili per il “rafforzamento” del governo, forse con la delega al coordinamento del Recovery plan. In generale il vice di Zingaretti ribadisce che “è assolutamente urgente licenziare il Recovery, definire un patto di legislatura e poi valutare i soggetti migliori a gestirlo”. E qui risuonano le parole di Conte che ieri su facebook ha detto, rivolto alla maggioranza, che ora è il momento di “correre insieme”.

Se la “scaletta” è certamente quella che porterà prima a un vertice di governo e poi al passaggio in Aula. Ma anche qui la maggioranza è abbastanza divisiva sulla percezione di questo appuntamento. Italia Viva la vive come “una sfida”, come ha detto Renzi: “Andiamo in aula, ci confronteremo sulle idee, non sui numeri”. Per Orlando “è utile coinvolgere le Camere, è una richiesta storica che la mia forza politica ha sempre sostenuto. Spero non diventi un luogo per spettacolarizzare il conflitto ma di composizione. Rispettare le Camere significa fare tutti gli sforzi possibili per trovare un punto di unità”. E dal Pd continua il sostegno a un intervento di Conte per trovare una svolta: “È lui il garante dell’unità – dice il capogruppo alla Camera Graziano Delrio – Deve assumere una iniziativa che tenga presente le sensibilità delle componenti della sua maggioranza. Ci sono questioni aperte, bisogna fare alcune scelte, concrete e di sintesi. Se lui deciderà che c’è bisogno di nuove persone per questa nuova stagione, lo deciderà lui insieme ai leader politici, come si fatto quando è nato il governo, e lo proporrà al presidente della Repubblica”.

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