Elisa ha interrotto il lavoro nel suo studio per intervenire in diretta Facebook e YouTube de Il Fatto Quotidiano. In questo momento infatti l’artista è impegnata con il suo nuovo progetto discografico. “Sono qui chiusa in questo studio – ha detto durante l’intervista – con lo stretto necessario per non andare in giro in altri studi e lavorare in sicurezza e senza problemi. Faccio tutto qui e sono contenta. Sto scrivendo tanto e sto tentando una mission impossibile, vediamo se ce la faccio, sono in un vortice perché sto cercando di produrre e scrivere un doppio album”. (RIVEDI LA DIRETTA)

Non è escluso che nel nuovo album ci sarà qualche brano in inglese. “È una lingua che ho imparato da sola. Sono arrivata a Berkeley, in California, a 18 anni – ha ricordato Elisa – e parlavo in modo molto strano perché avevo imparato la lingua inglese attraverso alcune poesie, avevo un vocabolario strano. Piano piano vivendo lì (ho messo radici in California per sei anni) ho imparato a parlarlo e sono riuscita ad andare a fondo, cercando di capire tutte le sfumature. Così rimane per me il miglior metodo per imparare la lingua”.

Elisa prima della seconda ondata della pandemia ha tenuto alcuni concerti in giro per l’Italia in location all’aperto e con un massimo consentito di oltre mille persone. Tutti Live che si sono tenuti in sicurezza senza alcun contagiato. L’intero incasso del tour è andato a sostegno della crew. “Volevo dimostrare proprio questo, che era possibile far musica. – ha affermato l’artista -Io, il management e l’agenzia abbiamo rinunciato alla nostra somma e abbiamo puntato all’incasso di spettacoli medio-piccoli con quantità media di pubblico. Abbiamo raccolto 190mila euro con paga doppia per tutta la crew come fosse un tour normale e non ridotto. In più sono avanzati (oltre a tutte le spese come viaggi, benzina, hotel, dormire e mangiare per tutta la crew) 40mila euro che abbiamo dato ad Agorà che sostiene oltre 300 top class tra tecnici e fonici, figure tecniche e creative che fanno il 99.9% degli spettacoli”.

La riflessione si è spostata anche sulla stretta attualità e su alcune proposte. “Vengono aperti i centri commerciali, dove per forza avvengono gli assembramenti, ma paradossalmente un concerto è meno pericoloso – ha affermato Elisa – perché viene organizzato in sicurezza e per evitare i contatti con un’altra persona. Quello che andrebbe, secondo me, preso in considerazione per l’economia e la proposta culturale è considerare di fare show pomeridiani in inverno nel pomeriggio e nel fine settimana in luoghi al chiuso a pagamento e a sedere. Una proposta fattibile e concreta che muove anche l’economia e l’indotto dal ristorante agli alberghi”.

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