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Cronaca Nera

Cronaca

20 Dicembre 2020

Ultimo aggiornamento: 13:55 del 20 Dicembre 2020

Gli sciacalli del Covid non si fermano. Anziano muore all’ospedale San Camillo di Roma, gli rubano la fede e perfino vestiti e occhiali

di F. Q.
Il virus si è portato via un 68enne ricoverato in rianimazione, ma qualcuno gli ha portato via anche la fede, gli indumenti e perfino gli occhiali. La figlia chiede di riavere quegli oggetti ma non c'era traccia. Era già successo a ottobre
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Gli sciacalli del Covid non si fermano. Anziano muore all’ospedale San Camillo di Roma, gli rubano la fede e perfino vestiti e occhiali
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Gli sciacalli del Covid non si fermano. Non quelli per le mascherine a prezzi gonfiati o altro ma quelli che una volta morto, nel passaggio dal lettino alla camera mortuaria, ti tolgono di dosso perfino i vestiti. Era successo a ottobre, con le prime due vittime in Ciociaria spogliate delle fedi all’ospedale Spaziani di Frosinone. Stavolta è toccato a un 68enne di Fondi, ricoverato in rianimazione all’ospedale San Camillo di Roma e deceduto, dopo aver lottato invano contro il virus, il 14 dicembre scorso. Quando la figlia ha chiesto alla struttura ospedaliera di poter riavere la fede nuziale e i pochi beni che il padre aveva con sé si è sentita rispondere che di quegli oggetti non c’era traccia. Tutto sparito. Vestiti e occhiali compresi. La storia è ricostruita da Repubblica. “Faccia una denuncia contro ignoti per appropriazione indebita”, hanno detto alla donna dal San Camillo, specificandole anche che quella sparizione potrebbe appunto essere opera di sciacalli, entrati in azione durante il trasporto della salma dal reparto di rianimazione alla camera mortuaria. La signora si è quindi rivolta ai carabinieri denunciando l’accaduto. Una vicenda analoga a quella avvenuta a Frosinone, dove è stata denunciata la scomparsa delle fedi di un’anziana di 79 anni, che poco tempo prima, sempre a causa del Covid, aveva perso il marito. Ma del resto – ricorda il quotidiano – ad approfittare del virus sono anche i cosiddetti topi d’appartamento. Sempre in provincia di Frosinone infatti, a Ferentino, durante il funerale di una delle vittime del virus, i ladri hanno svaligiato l’abitazione dell’uomo. “Non ci posso credere – scrisse uno dei figli sui social – No, non pensavo proprio che potessero esistere persone così, senza un cuore, senza un’anima”.

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  • 21:30 - Revolut down, sistemi tornati operativi: "Denaro e dati dei clienti sempre stati al sicuro"

    (Adnkronos) - Dopo il down con blocco totale di oggi, i sistemi Revolut sono tornati operativi. Lo fa sapere la stessa Revolut, dopo che oggi alcuni servizi "hanno subito un'interruzione a causa di un problema con Google Cloud". "Possiamo confermare - si legge nella nota della società - che i servizi sono stati ripristinati. Il denaro e i dati dei nostri clienti sono al sicuro e lo sono sempre stati. Ci scusiamo per gli eventuali disagi causati".

    App bloccata e pagamenti che non funzionavano: questo quanto numerosi clienti hanno riscontrato, segnalando problemi nell’accesso al conto, nella consultazione del saldo e nell’utilizzo delle carte. Il disservizio, segnalato anche in Italia, ha coinvolto diverse funzionalità della banca digitale, compresi bonifici e prelievi. Revolut ha confermato le anomalie. Oggi, diversi servizi di Google Cloud hanno subito gravi interruzioni di rete presso il data center europeo situato a Londra. Tra le società colpite, anche la fintech Revolut.

    All'apertura dell'applicazione compariva un messaggio di errore generico che recitava "Qualcosa è andato storto" (Something went wrong) con l'invito a riprovare più tardi. Di conseguenza, i clienti si sono trovati momentaneamente impossibilitati a visualizzare il proprio saldo o a disporre dei propri fondi.

    In Italia, dove l'istituto fintech ha da poco superato la quota record di 5 milioni di clienti, la piattaforma Downdetector Italia ha visto un'impennata fulminea delle segnalazioni, toccando un picco di oltre 1.500 avvisi in meno di un'ora. I correntisti italiani si sono trovati di fatto impossibilitati a effettuare il login e l'accesso all'applicazione.

    "Lavoriamo alla soluzione del problema da quando è stato identificato questa mattina. Noi possiamo confermare che i dati e i soldi di tutti i nostri clienti sono al sicuro", ha detto all'Afp un portavoce di Revolut.

    L'assistenza clienti dell'istituto aveva confermato formalmente la crisi attraverso una nota ufficiale diramata via social: "Attualmente stiamo riscontrando un'interruzione del servizio che influisce su più funzionalità. Pertanto, potreste riscontrare problemi con la nostra app. Il nostro team di ingegneri è attivamente al lavoro per ripristinare il pieno servizio il più rapidamente possibile. Ci scusiamo per qualsiasi inconveniente".

     A quanto apprende l'Adnkronos, Revolut utilizza Google Cloud sia per servizi interni che esterni. C'è quindi la possibilità che anche i dipendenti Revolut abbiano avuto difficoltà ad accedere agli strumenti interni. Per quanto riguarda i servizi esterni, le segnalazioni degli utenti hanno riguardato l'applicazione fuori servizio, così come il login via web, i pagamenti delle carte e gli addebiti automatici. Intanto anche altre realtà finanziarie come Lloyds, Bank of Scotland, Equifax e HSBC sarebbero state colpite.

    "Stiamo attualmente riscontrando un'interruzione informatica che interessa più servizi a causa di un recente guasto di Google Cloud. Possiamo confermare che tutti i soldi e i dati dei nostri clienti sono al sicuro. Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato identificato questa mattina e ci scusiamo con chiunque sia stato colpito e per qualsiasi disagio causato", riferiva un portavoce Revolut all'Adnkronos.

    "Diversi servizi di Google Cloud stanno registrando un elevato numero di errori e interruzioni di rete intermittenti nella regione 'europe-west2'", ha quindi comunicato Google in un aggiornamento relativo al proprio data center di Londra.

    Secondo quanto monitorato sulla pagina ufficiale di stato del servizio della banca, non si è trattato di un semplice bug d'accesso, ma di un'interruzione sistemica che ha coinvolto quasi tutte le funzionalità principali:

    - Operazioni bancarie: Blocco totale dell'app, impossibilità di consultare il saldo e sospensione temporanea dei bonifici.

    - Pagamenti e prelievi: Segnalate numerose transazioni rifiutate tramite carta fisica e digitale, oltre al blocco dei prelievi di contante presso gli sportelli ATM.

    - Servizi accessori: Paralizzati anche il trading azionario, il mercato delle criptovalute, l'accesso ai 'Salvadanai' e persino la chat di supporto live per i clienti.

  • 21:28 - 17 ottobre, la disinformazione corre con le proteste. Arcadia: “Guerra cognitiva anche in Italia”

    (Adnkronos) - Non sono i bot il principale pericolo della disinformazione durante le proteste di piazza. A preoccupare è soprattutto la velocità con cui notizie false, immagini decontestualizzate e accuse non verificate riescono a diffondersi tra utenti reali, sovrapponendosi alle informazioni utilizzate dai manifestanti per organizzarsi. È quanto emerge da una ricerca di Cyabra e Arcadia, presentata in anteprima all'Adnkronos, che ha analizzato le conversazioni sui social network durante la grande giornata di mobilitazione nazionale del 17 ottobre in Francia.

    Lo studio, condotto su X, TikTok, Facebook e Instagram, fotografa un ecosistema informativo nel quale contenuti autentici e manipolati si mescolano in tempo reale, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che accade effettivamente nelle piazze dalle narrazioni costruite per alimentare tensioni e indignazione.

    I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno: 290 milioni di visualizzazioni per 4.497 post che mostravano scontri, saccheggi o episodi di violenza. Il 17 ottobre sono stati rilevati 8.977 post e commenti, circa dieci volte il volume di una giornata ordinaria, con un picco di 1.562 pubblicazioni alle 19.

    Tra le narrazioni più diffuse, una delle più virali accusava la polizia francese di avere deliberatamente provocato i manifestanti. Un account falso su X, creato soltanto nel luglio 2026 e con 571 follower, sosteneva che alcuni agenti avessero appiccato un incendio a un cassonetto per poi riaccendere le fiamme.

    Il messaggio, pubblicato proprio nelle ore più calde della mobilitazione, ha totalizzato 1,29 milioni di visualizzazioni e oltre 20mila interazioni. Secondo l'analisi, si trattava di una falsa ricostruzione, capace però di raggiungere un pubblico enormemente superiore a quello abituale dell'account.

    Un secondo caso riguardava un presunto ordine di “sparare per uccidere” impartito all'Eliseo. Anche in questo caso la notizia era falsa, ma ha comunque raccolto circa 483mila visualizzazioni ed è stata segnalata attraverso una nota della comunità di X.

    È proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi dello studio: la disinformazione non arriva necessariamente da profili automatizzati o falsi. Sette contenuti segnalati per informazioni ingannevoli, tra cui il presunto ordine di sparare e diversi video riciclati degli scontri del 2023, provenivano da account autentici. Complessivamente hanno ottenuto 4,83 milioni di visualizzazioni.

    Un'altra tecnica individuata dagli analisti consiste nel ripubblicare filmati autentici modificandone il contesto geografico o temporale. Immagini di scontri avvenuti nel luglio 2023 sono state presentate come riprese delle manifestazioni di ottobre, mentre video girati a Madrid sono stati attribuiti alla Francia.

    Particolarmente significativo il caso dei saccheggi di Lione, i cui filmati sono stati riproposti come immagini provenienti da Bordeaux. I ricercatori hanno individuato 78 copie degli stessi contenuti, pubblicate in alcuni casi ad appena sei secondi di distanza l'una dall'altra.

    A queste operazioni si aggiungono le cosiddette esche emotive: messaggi costruiti per provocare paura o indignazione e spingere gli utenti a interagire. Una presunta notizia su un ragazzo che avrebbe perso una mano a Saint-Étienne, accompagnata dall'invito a guardare un video nei commenti, è stata pubblicata 33 volte da 20 account differenti, 12 dei quali identificati come falsi.

    La tecnica consiste nel fare circolare contenuti ingannevoli proprio attraverso gli hashtag utilizzati da chi partecipa alle manifestazioni, sfruttando la necessità di ricevere aggiornamenti immediati.

    L'analisi degli hashtag mostra una presenza significativa di profili non autentici. Su X, il 30,2% degli account individuati nella conversazione #Manifestationdu17 è stato classificato come falso. La percentuale raggiunge il 25% nell'hashtag #GiletsJaunes. Circa il 27% dei contenuti analizzati nei due filoni è stato inoltre segnalato come contenuto d'odio, con una distribuzione che coinvolge sia account autentici sia profili falsi.

    Eppure, proprio la distinzione tra autenticità degli account e diffusione dei contenuti rappresenta il punto centrale della ricerca. Le immagini che hanno ottenuto la maggiore visibilità provenivano infatti da utenti reali: 28,5 milioni di visualizzazioni per i filmati da Marsiglia, 15,3 milioni per quelli relativi al municipio di Limoges e 9,9 milioni per i mezzi della polizia a Parigi.

    Anche l'Italia è entrata nel flusso della conversazione: i post sugli scontri in piazza Duomo a Milano hanno raggiunto 12,8 milioni di visualizzazioni, mostrando come le narrazioni della protesta potessero estendersi rapidamente oltre i confini francesi.

    Per Domenico Giordano di Arcadia, i risultati dell'analisi francese rappresentano un segnale d'allarme che riguarda direttamente anche il nostro Paese. “Anche in Italia siamo oramai nel pieno di una guerra ibrida e cognitiva, una strategia coordinata e pulviscolare che punta a destabilizzare l’ordine pubblico ingannando e manipolando le percezioni e l’opinione pubblica online”, afferma all'Adnkronos.

    Una minaccia che, secondo Giordano, non può essere contrastata affidandosi esclusivamente agli strumenti di verifica messi a disposizione dei singoli utenti o alle iniziative spontanee delle comunità digitali.

    “Questa sfida non può essere fronteggiata efficacemente lasciandola all’auto-regolamentazione delle comunità, alla capacità degli utenti di distinguere il vero dal verosimile, ma richiede uno sforzo più deciso e congiunto da parte dei governi e delle piattaforme per definire regole che nel rispetto della libertà di espressione e della privacy dei cittadini possano ridurre la portata dei contenuti inquinanti”.

    Il nodo, dunque, non è soltanto tecnologico, ma anche politico e regolatorio: individuare strumenti capaci di limitare la circolazione dei contenuti manipolatori senza comprimere i diritti fondamentali e la libertà di espressione.

    Per Cyabra e Arcadia, il problema non riguarda soltanto la disinformazione in quanto tale, ma le sue possibili conseguenze sulla sicurezza pubblica. Un'accusa infondata contro la polizia, la notizia falsa di un manifestante ferito gravemente o un presunto ordine di aprire il fuoco possono circolare tra persone già coinvolte in situazioni di forte tensione, prima che intervenga qualsiasi smentita.

    La ricerca individua quindi nella tempestività della verifica uno degli strumenti fondamentali per contrastare questi fenomeni. Monitorare gli hashtag durante le mobilitazioni, controllare rapidamente l'origine dei filmati e individuare gli account appena creati sono alcune delle misure indicate dagli analisti.

    Il rischio, spiegano nel rapporto, è che “un ordine falso o una presunta provocazione scatenino uno scontro prima che qualsiasi rettifica raggiunga la folla”.

    La conclusione è che la manipolazione delle conversazioni online non richiede necessariamente grandi eserciti di bot. Bastano pochi contenuti costruiti per suscitare indignazione, inseriti al momento giusto in una conversazione autentica e rilanciati da migliaia di utenti reali, perché una notizia falsa riesca a condizionare il racconto di ciò che sta accadendo nelle piazze. E, potenzialmente, a influenzare anche quanto accade fuori dagli schermi.

  • 21:01 - Revolut down, sistemi tornati operativi: "Denaro e dati dei clienti sempre stati al sicuro"

    (Adnkronos) - Dopo il down con blocco totale di oggi, i sistemi Revolut sono tornati operativi. Lo fa sapere la stessa Revolut, dopo che oggi alcuni servizi "hanno subito un'interruzione a causa di un problema con Google Cloud". "Possiamo confermare - si legge nella nota della società - che i servizi sono stati ripristinati. Il denaro e i dati dei nostri clienti sono al sicuro e lo sono sempre stati. Ci scusiamo per gli eventuali disagi causati".

    App bloccata e pagamenti che non funzionavano: questo quanto numerosi clienti hanno riscontrato, segnalando problemi nell’accesso al conto, nella consultazione del saldo e nell’utilizzo delle carte. Il disservizio, segnalato anche in Italia, ha coinvolto diverse funzionalità della banca digitale, compresi bonifici e prelievi. Revolut ha confermato le anomalie. Oggi, diversi servizi di Google Cloud hanno subito gravi interruzioni di rete presso il data center europeo situato a Londra. Tra le società colpite, anche la fintech Revolut.

    All'apertura dell'applicazione compariva un messaggio di errore generico che recitava "Qualcosa è andato storto" (Something went wrong) con l'invito a riprovare più tardi. Di conseguenza, i clienti si sono trovati momentaneamente impossibilitati a visualizzare il proprio saldo o a disporre dei propri fondi.

    In Italia, dove l'istituto fintech ha da poco superato la quota record di 5 milioni di clienti, la piattaforma Downdetector Italia ha visto un'impennata fulminea delle segnalazioni, toccando un picco di oltre 1.500 avvisi in meno di un'ora. I correntisti italiani si sono trovati di fatto impossibilitati a effettuare il login e l'accesso all'applicazione.

    "Lavoriamo alla soluzione del problema da quando è stato identificato questa mattina. Noi possiamo confermare che i dati e i soldi di tutti i nostri clienti sono al sicuro", ha detto all'Afp un portavoce di Revolut.

    L'assistenza clienti dell'istituto aveva confermato formalmente la crisi attraverso una nota ufficiale diramata via social: "Attualmente stiamo riscontrando un'interruzione del servizio che influisce su più funzionalità. Pertanto, potreste riscontrare problemi con la nostra app. Il nostro team di ingegneri è attivamente al lavoro per ripristinare il pieno servizio il più rapidamente possibile. Ci scusiamo per qualsiasi inconveniente".

     A quanto apprende l'Adnkronos, Revolut utilizza Google Cloud sia per servizi interni che esterni. C'è quindi la possibilità che anche i dipendenti Revolut abbiano avuto difficoltà ad accedere agli strumenti interni. Per quanto riguarda i servizi esterni, le segnalazioni degli utenti hanno riguardato l'applicazione fuori servizio, così come il login via web, i pagamenti delle carte e gli addebiti automatici. Intanto anche altre realtà finanziarie come Lloyds, Bank of Scotland, Equifax e HSBC sarebbero state colpite.

    "Stiamo attualmente riscontrando un'interruzione informatica che interessa più servizi a causa di un recente guasto di Google Cloud. Possiamo confermare che tutti i soldi e i dati dei nostri clienti sono al sicuro. Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato identificato questa mattina e ci scusiamo con chiunque sia stato colpito e per qualsiasi disagio causato", riferiva un portavoce Revolut all'Adnkronos.

    "Diversi servizi di Google Cloud stanno registrando un elevato numero di errori e interruzioni di rete intermittenti nella regione 'europe-west2'", ha quindi comunicato Google in un aggiornamento relativo al proprio data center di Londra.

    Secondo quanto monitorato sulla pagina ufficiale di stato del servizio della banca, non si è trattato di un semplice bug d'accesso, ma di un'interruzione sistemica che ha coinvolto quasi tutte le funzionalità principali:

    - Operazioni bancarie: Blocco totale dell'app, impossibilità di consultare il saldo e sospensione temporanea dei bonifici.

    - Pagamenti e prelievi: Segnalate numerose transazioni rifiutate tramite carta fisica e digitale, oltre al blocco dei prelievi di contante presso gli sportelli ATM.

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  • 20:31 - Revolut down e blocco totale, la banca: "Soldi sono al sicuro"

    (Adnkronos) - Revolut down oggi, app bloccata e pagamenti che non funzionano: numerosi clienti stanno riscontrando problemi nell’accesso al conto, nella consultazione del saldo e nell’utilizzo delle carte. Il disservizio, segnalato anche in Italia, coinvolge diverse funzionalità della banca digitale, compresi bonifici e prelievi. Revolut ha confermato le anomalie e ha comunicato che i tecnici sono al lavoro per ripristinare il servizio. Oggi, diversi servizi di Google Cloud hanno subito gravi interruzioni di rete presso il data center europeo situato a Londra. Tra le società colpite c'è la fintech Revolut.

    Ecco cosa sta succedendo e quali operazioni risultano interessate dal blackout.

    All'apertura dell'applicazione compare un messaggio di errore generico che recita "Qualcosa è andato storto" (Something went wrong) con l'invito a riprovare più tardi. Di conseguenza, i clienti si trovano momentaneamente impossibilitati a visualizzare il proprio saldo o a disporre dei propri fondi.

    In Italia, dove l'istituto fintech ha da poco superato la quota record di 5 milioni di clienti, la piattaforma Downdetector Italia ha visto un'impennata fulminea delle segnalazioni, toccando un picco di oltre 1.500 avvisi in meno di un'ora. I correntisti italiani si trovano di fatto impossibilitati a effettuare il login e l'accesso all'applicazione.

    "Lavoriamo alla soluzione del problema da quando è stato identificato questa mattina. Noi possiamo confermare che i dati e i soldi di tutti i nostri clienti sono al sicuro", ha detto all'Afp un portavoce di Revolut.

    L'assistenza clienti dell'istituto aveva confermato formalmente la crisi attraverso una nota ufficiale diramata via social: "Attualmente stiamo riscontrando un'interruzione del servizio che influisce su più funzionalità. Pertanto, potreste riscontrare problemi con la nostra app. Il nostro team di ingegneri è attivamente al lavoro per ripristinare il pieno servizio il più rapidamente possibile. Ci scusiamo per qualsiasi inconveniente".

     A quanto apprende l'Adnkronos, Revolut utilizza Google Cloud sia per servizi interni che esterni. C'è quindi la possibilità che in questo momento anche i dipendenti Revolut abbiano difficoltà ad accedere agli strumenti interni. Da quanto si è appreso, non sono state ancora fornite tempistiche per la risoluzione del problema, al quale Revolut lavora insieme a Google Cloud. Per quanto riguarda i servizi esterni, le segnalazioni degli utenti riguardano l'applicazione fuori servizio, così come il login via web, i pagamenti delle carte e gli addebiti automatici. Revolut ha assicurato in una nota che dati e soldi dei clienti sono comunque al sicuro. Intanto anche altre realtà finanziarie come Lloyds, Bank of Scotland, Equifax e HSBC sarebbero state colpite.

    "Stiamo attualmente riscontrando un'interruzione informatica che interessa più servizi a causa di un recente guasto di Google Cloud. Possiamo confermare che tutti i soldi e i dati dei nostri clienti sono al sicuro. Stiamo lavorando per risolvere il problema da quando è stato identificato questa mattina e ci scusiamo con chiunque sia stato colpito e per qualsiasi disagio causato", riferisce un portavoce Revolut all'Adnkronos.

    "Diversi servizi di Google Cloud stanno registrando un elevato numero di errori e interruzioni di rete intermittenti nella regione 'europe-west2'", ha comunicato Google in un aggiornamento relativo al proprio data center di Londra.

    Secondo quanto monitorato sulla pagina ufficiale di stato del servizio della banca, non si tratta di un semplice bug d'accesso, ma di un'interruzione sistemica che coinvolge quasi tutte le funzionalità principali:

    - Operazioni bancarie: Blocco totale dell'app, impossibilità di consultare il saldo e sospensione temporanea dei bonifici.

    - Pagamenti e prelievi: Segnalate numerose transazioni rifiutate tramite carta fisica e digitale, oltre al blocco dei prelievi di contante presso gli sportelli ATM.

    - Servizi accessori: Paralizzati anche il trading azionario, il mercato delle criptovalute, l'accesso ai 'Salvadanai' e persino la chat di supporto live per i clienti.

    - Revolut ha confermato tramite i propri canali (tra cui Reddit) l'esistenza di un disservizio che sta impattando diverse funzionalità dell'infrastruttura.

    - Il team di ingegneri della banca è già attivamente al lavoro per ripristinare la piena operatività dei servizi nel minor tempo possibile.

    - Al momento l'istituto di credito non ha ancora fornito una tempistica precisa per la risoluzione definitiva del guasto.

  • 20:00 - Lotto, inaugurazione della nuova sala estrazionale di Milano

    Milano, 20 ott. (Adnkronos) - E' stata inaugurata a Milano la nuova Sala estrazionale del Lotto, completamente rinnovata nell’ambito del programma di innovazione avviato con la nuova concessione del Gioco del Lotto, che Brightstar Lottery si è aggiudicata nel luglio 2025. Un percorso che interessa l’intero ecosistema del Lotto, dalle infrastrutture tecnologiche alla rete di vendita, fino alla valorizzazione degli elementi più iconici della sua tradizione. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i vertici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Federazione Italiana Tabaccai. La nuova sede di Milano comprende una sala di circa 200 metri quadrati, una regia tecnica dedicata, una sala test e spazi specializzati a supporto delle attività operative. Progettata per ospitare le tecnologie dedicate alle operazioni di estrazione, la struttura è soprattutto il nuovo sito nazionale di Disaster Recovery per le estrazioni del Lotto: in caso di necessità, può assumere l’intera operatività estrazionale, contribuendo a garantire continuità, sicurezza e resilienza del servizio.

    La Sala di Milano rappresenta una delle espressioni più visibili di un più ampio programma di trasformazione tecnologica avviato con la nuova concessione del Lotto e che ha interessato anche la rete di vendita. Nel documento di risposta al bando di gara per il rinnovo della concessione era stato assunto l’impegno di completare in 12 mesi il rinnovo tecnologico della rete. Il programma è stato completato in soli 8 mesi, con quattro mesi di anticipo rispetto alle tempistiche previste, portando alla sostituzione di 300.000 dispositivi presso i 35.000 punti vendita della rete del Lotto. Un intervento che testimonia la capacità di realizzare programmi di innovazione tecnologica complessi in tempi rapidi, mettendo a disposizione della rete terminali di ultima generazione e piattaforme tecnologiche evolute, efficienti e progettate per accompagnarne l’evoluzione.

    Parallelamente, è stata rinnovata l’infrastruttura tecnologica centrale attraverso una moderna architettura di Private Cloud articolata su due Region, Roma e Milano, con tre Data Center ciascuna, rafforzando ulteriormente l’ecosistema tecnologico a supporto delle attività del Lotto. "La nuova Sala Estrazionale di Milano è molto più di uno spazio tecnologico: rappresenta il percorso di trasformazione avviato con la nuova concessione del Lotto. Un progetto in cui l’innovazione permea ogni aspetto della nostra attività, dalle infrastrutture ai processi, dall’offerta di gioco alla valorizzazione della tradizione. Abbiamo realizzato un ambiente moderno, sicuro e resiliente, capace di guardare al futuro senza perdere di vista i valori che da sempre alimentano la fiducia dei giocatori: trasparenza, affidabilità ed eccellenza operativa. Perché in Brightstar l’innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma soprattutto di persone, delle loro competenze, della loro passione e di cultura orientata al miglioramento continuo", dichiara Alessandro Paciucci, SVP Italy Lottery Operations di Brightstar.

    Nel corso dell’evento è stata presentata anche la Nuova Smorfia, un progetto che rinnova uno dei patrimoni culturali più rappresentativi italiani e del Lotto mantenendo saldo il legame con la tradizione. Restano intatti i novanta numeri, mentre vengono rinnovati significati, immagini e linguaggio attraverso un nuovo universo visivo contemporaneo. Dal progetto è nato anche un libro dedicato alla Nuova Smorfia, che raccoglie i novanta numeri, le loro storie, i significati e il nuovo immaginario visivo. Il volume sarà distribuito nelle ricevitorie del Lotto a Natale. La nuova Sala estrazionale, il rinnovamento tecnologico della rete e la Nuova Smorfia raccontano così un percorso che guarda al futuro attraverso innovazione, tecnologia ed efficienza, preservando al tempo stesso l’identità e lo storico legame del Gioco del Lotto con la cultura italiana.

  • 19:33 - Alzheimer, analisi Altems: "Priorità garantire diagnosi e cure omogenee"

    Roma, 20 ott. (Adnkronos Salute) - Trasformare la programmazione sanitaria sulle demenze in servizi stabili, ridurre le differenze territoriali e preparare il Servizio sanitario nazionale alle nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. È il focus principale dell'incontro 'La malattia di Alzheimer come sfida di sanità pubblica', che si è svolto oggi nella Sala Matteotti della Camera dei deputati, su iniziativa dell'onorevole Annarita Patriarca, promotrice dell'Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer. In Italia, ricorda una nota, la malattia di Alzheimer colpisce circa 700mila persone e coinvolge oltre 3 milioni di familiari e caregiver. Le demenze rappresentano la settima causa di morte a livello globale, con un impatto che si estende ben oltre la clinica, incidendo sull'autonomia, sulla vita delle famiglie e sulla capacità dei servizi sanitari e sociosanitari di assicurare un'assistenza continuativa. L'incontro ha promosso un confronto tra istituzioni, comunità scientifica, rappresentanti regionali e associazioni dei pazienti sulle evidenze del policy paper 'Alzheimer in Italia: sistemi regionali alla prova dell'innovazione diagnostico-terapeutica. Governance, percorsi e readiness organizzativa: un'analisi comparativa di nove Regioni', realizzato da Altems Advisory con l'obiettivo di individuare le azioni necessarie per rendere la risposta ai bisogni delle persone con malattia di Alzheimer e delle loro famiglie più preparata, equa e omogenea.

    "Riaccendere l'attenzione sull’Alzheimer significa mettere ancora una volta al centro dell'agenda pubblica i bisogni delle persone e delle famiglie che affrontano ogni giorno la malattia e hanno bisogno di risposte concrete - dichiara Patriarca - Questa iniziativa nasce dalla volontà di creare un'occasione di confronto tra istituzioni, comunità scientifica, e associazioni e individuare le priorità su cui concentrare l'impegno comune. Di fronte all'evoluzione delle possibilità diagnostiche e terapeutiche, come istituzioni abbiamo la responsabilità di accompagnare il cambiamento, affinché si traduca in servizi accessibili e percorsi di assistenza continui, in qualsiasi parte del territorio nazionale. Mantenere alta l'attenzione significa dare continuità a questo impegno e fare in modo che le famiglie possano contare su un sostegno lungo tutto il percorso della malattia".

    L'Italia ha costruito negli anni un impianto istituzionale dedicato - a partire dal Piano nazionale demenze del 2014, cui si sono affiancati il Tavolo permanente sulla demenza e il Fondo per l'Alzheimer e le demenze - che ha consentito alle Regioni di avviare delle progettualità. In questo quadro si inserisce il nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031. Articolato in 7 aree di intervento, il documento introduce obiettivi, azioni e indicatori misurabili per accompagnare il passaggio da una logica prevalentemente progettuale a una programmazione stabile. Tra le priorità, oltre all'integrazione tra centri specialistici e servizi territoriali, il sostegno ai caregiver e lo sviluppo di sistemi informativi capaci di misurare la qualità dell’assistenza, figurano la prevenzione e la diagnosi biologica precoce, rilevante anche per quanto concerne l'utilizzo di nuovi farmaci disease-modifying. Questi intervengono sui meccanismi biologici della malattia con l'obiettivo di rallentarne la progressione, ed è dunque fondamentale identificare tempestivamente le persone che possono beneficiarne, evidenzia la nota. In questo scenario, assume crescente importanza l'impiego dei biomarcatori, tra cui quelli ematici, che possono contribuire a rendere il percorso diagnostico più accessibile e tempestivo, nell'ambito di protocolli clinici appropriati. Favorirne l'implementazione nella pratica clinica, insieme al rafforzamento dell'accesso agli esami diagnostici specialistici, rappresenta dunque una priorità per preparare il Ssn all'innovazione. Tale trasformazione richiede una rete coordinata tra medicina generale, Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) e servizi sociosanitari per accompagnare le persone dall'identificazione dei primi segnali fino alla diagnosi, al trattamento e alla continuità assistenziale.

    "Il position paper realizzato da Altems Advisory dà corpo e numeri alle difficoltà di malati e famiglie, che sopportano il peso delle differenze territoriali in cure, assistenza e servizi - evidenzia Patrizia Spadin, presidente di Aima, Associazione italiana malattia di Alzheimer - Aima denuncia da anni la mancanza di una rete effettiva e di una presa in carico adeguata per tutte le fasi di malattia: meno del 50% dei pazienti con diagnosi riesce ad essere in carico ai Cdcd, e i pazienti in fase avanzata e con problemi comportamentali non hanno luoghi adeguati di cura né specialisti disponibili (se non a pagamento) nella maggior parte dei territori. La diagnosi precoce è possibile in un manipolo di centri, soprattutto nel Nord Italia, e l'ipotetico accesso all'innovazione farmacologica, oggi disponibile soltanto a pagamento, è reso inattuabile non soltanto dall'ente regolatorio, ma anche dalle Regioni che non investono nell'ammodernamento della rete e nell'organizzazione dei servizi. Sempre più l'Alzheimer diventa una malattia per ricchi".

    Il paper restituisce una fotografia di questo percorso attraverso l'analisi di 9 Regioni, approfondendo sia la programmazione sanitaria e l'organizzazione delle reti sia i percorsi diagnostico-terapeutici. Il risultato, si legge nella nota, evidenzia una distanza ancora da colmare: gli strumenti di programmazione sono generalmente presenti sul piano formale, ma la loro traduzione in una pratica operativa uniforme resta incompleta. Governance, integrazione dei servizi, utilizzo dei dati e supporto ai caregiver presentano livelli di sviluppo differenti. Anche l'accesso alla diagnostica avanzata riflette questa disomogeneità. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità richiamati nel report, solo 2 Cdcd su 3 a livello nazionale hanno accesso alla Pet amiloide; nelle Regioni analizzate, la quota varia da circa il 48% al 92%. Un'evidenza che, alla luce delle nuove opportunità terapeutiche, rende ancora più urgente rafforzare la capacità diagnostica dei servizi, promuovendo anche l'integrazione dei biomarcatori nei percorsi clinici, secondo criteri condivisi di appropriatezza e in raccordo con gli approfondimenti specialistici. La sfida non riguarda soltanto la disponibilità delle tecnologie, ma la capacità del sistema di garantirne un utilizzo appropriato ed equo sul territorio nazionale.

    "L'analisi delle 9 Regioni mostra una convergenza più formale che operativa: piani, atti e progettualità ci sono quasi ovunque, ma la loro traduzione in reti stabili, dati condivisi e percorsi diagnostici standardizzati è ancora disomogenea - afferma Eugenio Di Brino, co-fondatore e partner di Altems Advisory - Abbiamo osservato una catena causale riconoscibile: dove manca una governance operativa, i Pdta invecchiano, i sistemi informativi si frammentano e la diagnosi precoce finisce per dipendere dalla sensibilità dei singoli professionisti. Per questo la preparazione alla futura innovazione non si misura sulla disponibilità di una singola tecnologia, ma sulla capacità di integrare governance, percorsi, infrastrutture informative e continuità assistenziale, valorizzando il ruolo della medicina generale. È su questa integrazione che si gioca la possibilità di offrire alle persone con Alzheimer le stesse opportunità di diagnosi e presa in carico in ogni Regione".

    Il rafforzamento dei servizi richiede risorse e continuità nella programmazione. Il Fondo per l'Alzheimer e le demenze ha destinato alle Regioni 33,4 milioni di euro nel triennio 2024-2026, oltre il doppio rispetto al triennio precedente. Per lo studio, questo investimento rappresenta una base da consolidare attraverso finanziamenti adeguati e orizzonti temporali superiori ai tre anni, così da rendere strutturali gli interventi avviati.

    "La sfida della malattia di Alzheimer - rimarca Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e finanza di Regione Lombardia - richiede una visione capace di anticipare l'innovazione, rafforzando le reti assistenziali e garantendo diagnosi precoci e accesso equo alle nuove opportunità terapeutiche. Regione Lombardia vuole continuare a essere un punto di riferimento, promuovendo modelli organizzativi all'avanguardia, capaci di guardare oltre gli attuali indirizzi nazionali ed europei. In questa prospettiva, appare sempre più rilevante sviluppare un sistema condiviso di validazione degli indicatori di processo e di risultato tra le Regioni, in grado di rendere confrontabili le esperienze territoriali e generare dati strutturati a livello centrale, a supporto di evidenze sia sul piano clinico sia su quello economico-contabile. Investire nell'integrazione tra ricerca, centri specialistici e medicina territoriale, insieme alla misurazione degli esiti e alla sostenibilità degli interventi, significa trasformare il progresso scientifico in risposte concrete per i pazienti e le loro famiglie".

    Gli obiettivi sono dunque: rafforzare il coordinamento delle reti regionali, aggiornare e armonizzare i percorsi diagnostico-terapeutici alla luce dell'evoluzione delle opzioni diagnostiche e di cura e assicurare strumenti di finanziamento adeguati ai bisogni assistenziali. L'iniziativa - conclude la nota - è stata realizzata con il contributo incondizionato di Lilly Italia, Roche e Roche Diagnostics.

  • 19:33 - Alzheimer, Zamboni (UniMoRe): "Nuove terapie ne rallentano la progressione"

    Roma, 20 ott. (Adnkronos Salute) - "Oggi abbiamo la possibilità di modificarne la traiettoria" della malattia dell'Alzheimer, "attraverso farmaci che rimuovono la proteina che è causa della malattia, soprattutto nelle fasi iniziali. Non curiamo la patologia: questi pazienti non potranno guarire. Non sono farmaci in grado di restituire ciò che è andato perduto, ma rallentano la progressione e, su alcune persone selezionate, potrebbero portare dei benefici". Lo ha detto Giovanna Zamboni, professoressa di Neurologia all'università di Modena e Reggio Emilia, intervenendo all'evento istituzionale 'L'Alzheimer come sfida di sanità pubblica', organizzato oggi a Roma su iniziativa dell'onorevole Annarita Patriarca alla Camera dei deputati. Nel corso dell'incontro è stato presentato lo studio di Altems Advisory 'Alzheimer in Italia: sistemi regionali alla prova dell'innovazione diagnostico-terapeutica. Governance, percorsi e readiness organizzativa: un'analisi comparativa di nove Regioni'.

    Per questa patologia, "fino a oggi - sottolinea Zamboni - non avevamo strumenti per poter modificarne la traiettoria che, ahimè, è inesorabilmente progressiva: porta infatti a una perdita delle funzioni cognitive che causa la perdita dell'autonomia e, successivamente, la morte".

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