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Cronaca Nera

Cronaca

20 Dicembre 2020

Ultimo aggiornamento: 13:55 del 20 Dicembre 2020

Gli sciacalli del Covid non si fermano. Anziano muore all’ospedale San Camillo di Roma, gli rubano la fede e perfino vestiti e occhiali

di F. Q.
Il virus si è portato via un 68enne ricoverato in rianimazione, ma qualcuno gli ha portato via anche la fede, gli indumenti e perfino gli occhiali. La figlia chiede di riavere quegli oggetti ma non c'era traccia. Era già successo a ottobre
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Gli sciacalli del Covid non si fermano. Anziano muore all’ospedale San Camillo di Roma, gli rubano la fede e perfino vestiti e occhiali
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Gli sciacalli del Covid non si fermano. Non quelli per le mascherine a prezzi gonfiati o altro ma quelli che una volta morto, nel passaggio dal lettino alla camera mortuaria, ti tolgono di dosso perfino i vestiti. Era successo a ottobre, con le prime due vittime in Ciociaria spogliate delle fedi all’ospedale Spaziani di Frosinone. Stavolta è toccato a un 68enne di Fondi, ricoverato in rianimazione all’ospedale San Camillo di Roma e deceduto, dopo aver lottato invano contro il virus, il 14 dicembre scorso. Quando la figlia ha chiesto alla struttura ospedaliera di poter riavere la fede nuziale e i pochi beni che il padre aveva con sé si è sentita rispondere che di quegli oggetti non c’era traccia. Tutto sparito. Vestiti e occhiali compresi. La storia è ricostruita da Repubblica. “Faccia una denuncia contro ignoti per appropriazione indebita”, hanno detto alla donna dal San Camillo, specificandole anche che quella sparizione potrebbe appunto essere opera di sciacalli, entrati in azione durante il trasporto della salma dal reparto di rianimazione alla camera mortuaria. La signora si è quindi rivolta ai carabinieri denunciando l’accaduto. Una vicenda analoga a quella avvenuta a Frosinone, dove è stata denunciata la scomparsa delle fedi di un’anziana di 79 anni, che poco tempo prima, sempre a causa del Covid, aveva perso il marito. Ma del resto – ricorda il quotidiano – ad approfittare del virus sono anche i cosiddetti topi d’appartamento. Sempre in provincia di Frosinone infatti, a Ferentino, durante il funerale di una delle vittime del virus, i ladri hanno svaligiato l’abitazione dell’uomo. “Non ci posso credere – scrisse uno dei figli sui social – No, non pensavo proprio che potessero esistere persone così, senza un cuore, senza un’anima”.

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  • 11:33 - Ustica: Francia pronta a collaborare, Lo Voi ritira richiesta archiviazione ‘nuove prospettive’

    Roma, 30 set. - (Adnkronos) - La procura di Roma ha formalizzato il ritiro della richiesta di archiviazione alla luce della disponibilità arrivata dalle autorità francesi a trasferire all’Italia tutta la documentazione relativa alla strage di Ustica avvenuta la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone. A darne atto è stato il procuratore capo Francesco Lo Voi arrivato in aula nell’udienza in programma questa mattina davanti al gip Livio Sabatini.

    “E’ arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c’era stata negli anni passati - ha detto Lo Voi in udienza - Questo rappresenta per la procura una forma di riattivazione che apre un filone con nuove prospettive. Tutto questo ci porta a ritirare la richiesta di archiviazione”.

    I documenti messi a disposizione coprono un lungo periodo, fino a primi anni 90, e tra questi ci sarebbero anche quelli del ministero della Difesa francese e file informatici. Nella nota dell’ambasciata francese inviata al ministero degli Esteri e trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e a sua volta alla procura di Roma si dà inoltre atto della disponibilità ad assecondare ulteriori richieste qualora arrivassero. La richiesta di archiviazione, ora ritirata, riguardava due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm di piazzale Clodio, entrambi contro ignoti.

  • 11:23 - Zangrillo: "Ooltre il 75% dei dipendenti pubblici utilizzausa già strumenti di Ia"

    roma, 30 set. (Adnkronos) - “Un'indagine condotta dal Dipartimento della funzione pubblica su oltre 8.000 dipendenti pubblici indica che il 75,2% usa già strumenti di Ia e l'80% la reputa utile per automazione e analisi dati”. Così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro pubblico durante l’appuntamento di Bip Circle a Roma. “Oggi la vera sfida è capire come governare questo strumento. Il nostro approccio si basa su due presupposti: l'IA deve essere un supporto e la responsabilità deve restare degli uomini. Oltre la metà dei dipendenti pubblici si è formata nell'ultimo anno sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, privilegiando canali istituzionali come Syllabus. Chi si forma riporta benefici tangibili, acquisendo più proattività e capacità di riconoscere l'utilità degli strumenti”.

    Il ministro ha continuato evidenziando quali sono gli strumenti di cui si è dotato il comparto pubblico per la gestione delle risorse umane. “Con Agorà stiamo sperimentando per la prima volta un modello di adozione dell’intelligenza artificiale. Non una singola applicazione, ma un ecosistema di soluzioni agentiche progettate per intervenire in ogni momento chiave della vita professionale dei dipendenti pubblici. E con il toolkit Minerva stiamo aiutando le amministrazioni ad analizzare nel modo migliore competenze e profili per orientare selezione, mobilità e reskilling”. Nell’ottica di rendere attrattivo il settore pubblico, conclude Zangrillo, “il portale inPA è stato dotato di nuove funzionalità. Mi riferisco in modo particolare a Skill matrix che permette ai candidati di vedere nell’area personale i concorsi piú in linea al proprio percorso di studi e professionale. Si aggiunge, poi, l’assistente virtuale Camilla che consente, attraverso una conversazione tra utente e chatbot, di avere informazioni dettagliate sui concorsi senza perdere tempo nella lettura dei bandi concorsuali”.

  • 11:22 - Eu Screening Week, Murelli (Lega): "Urge piano screening cardiovascolare"

    Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - “Se pensiamo alla misurazione dell'ipertensione, del colesterolo e della glicemia, l'Italia non è dotata di un sistema di screening per le malattie cardiovascolari. Ecco perché dobbiamo almeno introdurre questo tipo di screening: intervenire sull'ipercolesterolemia o sulla glicemia alta ci permette di intercettare le patologie, non solo cardiovascolari, prima che si verifichino eventi gravi come l'ictus o l'infarto. Per questo motivo, almeno all'interno del piano nazionale, deve essere prevista una fascia di finanziamento per questo tipo di screening rivolto a tutta la popolazione, intervenendo direttamente su tutte le categorie. In un secondo momento si potrà agire anche sull'ipercolesterolemia familiare e sulla lipoproteina(a), potendo in questo modo verificare se vi siano anche propensioni genetiche delle persone verso questo tipo di malattie”.

    Lo ha detto la senatrice Elena Murelli, in occasione della prima Eu Screening Week lanciata dalla Commissione europea per rafforzare gli screening cardiovascolari in tutta Europa, intercettare in anticipo i principali fattori di rischio e rendere i controlli accessibili anche alle fasce più vulnerabili della popolazione.

    Una proposta che si inserisce nel quadro del Safe Hearts Plan (il piano europeo ‘Cuori Sicuri’), presentato nel dicembre 2025, che punta a ridurre del 25% entro il 2035 le morti premature legate alle patologie cardiovascolari.

    “Il piano ha tracciato una strada da seguire - afferma la senatrice - gli Stati membri devono dotarsi entro il 2027 di un piano nazionale cardiovascolare. All'interno del piano ci sono tre chiavi di lettura: la prevenzione, lo screening e la presa in carico. Sono tre punti fondamentali che dobbiamo tenere in considerazione nel momento in cui andremo a scrivere il nostro Piano nazionale cardiovascolare” che dovrà “considerare tutti i territori, senza disomogeneità. Dovrà essere multidisciplinare - continua Murelli - considerando non solo le patologie cardiovascolari, ma anche le malattie renali e croniche” alla luce del fatto che “il paziente non ha quasi mai una sola patologia, bensì diverse condizioni che si concatenano. Inoltre - aggiunge - dev'essere misurabile, poiché devono esserci degli indici di monitoraggio per verificare se il piano nazionale viene efficacemente ed effettivamente realizzato”.

    La senatrice si sofferma poi sull’esigenza di “investire in prevenzione, che è l'aspetto fondamentale”: “Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, di ospedalizzazione e di disabilità in Italia - osserva - Si parla di 206mila decessi per malattie cardiovascolari nel 2026, di cui 115mila riguardano le donne. Se non riusciamo a intervenire in anticipo, proprio tramite gli screening, non possiamo diagnosticare tempestivamente queste malattie e agire prima che si manifestino”.

    Per Murelli “bisogna quindi intervenire prima che le persone vadano incontro a problemi di disabilità, anche perché l'impatto sulla sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale è notevole: si parla di 87 miliardi di costi diretti e di 47 miliardi di costi indiretti che ricadono sulle famiglie a causa delle malattie cardiovascolari. Non è dunque solo una questione di prevenzione, screening e presa in carico, ma anche di sostenibilità del Ssn), conclude.

  • 11:18 - Aurigemma (Lazio): "Cruciali investimenti in prevenzione cardiovascolare"

    Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - Quando si parla di prevenzione e screening cardiovascolare “la strategia diramata a livello nazionale, sia dal Ministero della Salute”, con il Piano nazionale della prevenzione, “sia da Agenas", l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, "si rivolge alle Regioni, che detengono un controllo e una governance della sanità territoriale importanti e fondamentali. In tal senso, gli investimenti in atto sui due pilastri fondamentali della sanità, la prevenzione e gli screening, sono cruciali. Questo significa passare da una sanità puramente ospedaliera a una sanità territoriale, basata sulla presa in carico dei pazienti, con prevenzione e screening effettuati anche in giovane età, per cercare di intervenire precocemente e, soprattutto, per ridurre quel tasso di mortalità che oggi è ancora troppo alto”.

    È il commento di Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, rilasciato in occasione della prima Eu Screening Week lanciata dalla Commissione europea per rafforzare gli screening cardiovascolari in tutta Europa, intercettare in anticipo i principali fattori di rischio e rendere i controlli accessibili anche alle fasce più vulnerabili della popolazione.

    Per far sì che campagne come la European Screening Week abbiano un impatto duraturo, sono però necessarie sinergie tra istituzioni e clinici del territorio per rafforzare nel cittadino la cultura e l'importanza della prevenzione. “Con il progetto ‘Un Consiglio di Salute’ abbiamo creato proprio una rete che parte dai medici di medicina territoriale, dagli specialisti, dalle aziende e dalle società scientifiche, per cercare di cambiare la cultura della prevenzione”, si sofferma Aurigemma.

    Obiettivo del progetto è la promozione della salute e del benessere “nei luoghi di lavoro, nei luoghi di aggregazione e nei centri commerciali, ma soprattutto ampliare la platea degli screening su una patologia come quella cardiovascolare che oggi è la prima per indice di mortalità tra le diverse patologie”, afferma.

    “Parliamo di una malattia che presenta una familiarità e una trasmissibilità del rischio all'interno dei nuclei familiari - aggiunge - Diventa quindi fondamentale prevenire per ridurre notevolmente il tasso di mortalità”, conclude.

  • 11:17 - Perrone Filardi (Federico II): "Safer Hearts Plan grande passo avanti per salute cardiovascolare"

    Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - “L'Europa ha fatto un passo molto importante riguardo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, perché il rilascio di un piano europeo come il Safe Hearts Plan rappresenta un traguardo di politica sanitaria di grande rilievo. Adesso tocca ai governi nazionali implementare queste raccomandazioni, focalizzate sullo screening dei fattori di rischio”.

    Lo dice Pasquale Perrone Filardi, Past President Società Italiana di cardiologia, professore ordinario di Cardiologia all'università Federico II di Napoli e direttore del dipartimento di Scienze biomediche avanzate, commentando la prima Eu Screening Week, l'iniziativa lanciata dalla Commissione europea per rafforzare gli screening cardiovascolari in tutta Europa, intercettare in anticipo i principali fattori di rischio e rendere i controlli accessibili anche alle fasce più vulnerabili della popolazione.

    Per il professore, con questa iniziativa “l'Europa punta sulla prevenzione primaria delle malattie" cardiovascolari "che rappresentano la più importante causa di mortalità e morbilità in Europa e, ovviamente, anche in Italia. Tutto questo deve essere calato nella nostra realtà, soprattutto a livello territoriale, perché i programmi di screening devono essere fatti sul territorio”.

    Perrone Filardi sottolinea quindi la necessità di “programmi su larga scala, partendo dai soggetti che presentano un profilo di rischio basale più elevato, per poi estenderli alla popolazione generale”. Per fare questo, aggiunge, “abbiamo bisogno di misure strutturali che guardino allo screening della popolazione adulta, focalizzandosi sul monitoraggio dei fattori di rischio cardiovascolare che, nella grande maggioranza dei casi, sono modificabili e possono quindi essere intercettati e modulati in senso favorevole per i cittadini”.

    “La prima cosa che dovremmo auspicare - avverte Perrone Filardi - è che non avvenga ciò che purtroppo accade spesso nel nostro Paese e in molte altre situazioni dell'assistenza sanitaria, ovvero la frammentazione dei percorsi. La frammentazione regionale dei percorsi assistenziali non va bene per il nostro sistema”.

    Chiamando poi in causa la rete di prossimità, lo specialista evidenzia che “tutte le componenti della medicina di territorio devono essere messe in sintonia e a sistema. In particolare, le Case della Comunità potranno rappresentare un punto fisico e multispecialistico per il controllo e la profilazione del rischio cardiometabolico e cardionefrometabolico”, mentre “le farmacie dei servizi, che oggi sono parte strutturale della medicina territoriale attraverso il Decreto 77, potranno supportare questo percorso tramite adeguati programmi di screening”.

    Per l’esperto l'obiettivo deve essere un modello replicabile ovunque. “Gli elementi importanti sono la generalizzabilità dell'intervento su tutto il territorio, l'uniformità, ovvero parlare la stessa lingua e applicare le medesime indicazioni raccomandate dalla Società Europea, e la disponibilità di indicatori di esito misurabili. Dobbiamo infatti riuscire a capire in quale misura, con quali tempi, con quali sforzi e con quali risorse questi interventi di prevenzione si traducono in un guadagno effettivo in termini di riduzione delle malattie e della stessa mortalità cardiovascolare”, conclude.

  • 11:03 - Ict, 14 ottobre a Milano quinta edizione di 'Armundia TalkInn'

    Milano, 30 set. - (Adnkronos) - Si svolgerà mercoledì 14 ottobre, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, la quinta edizione di Armundia TalkInn, l’evento annuale promosso da Armundia Group, tech company specializzata nella progettazione e fornitura di soluzioni e servizi Ict per il settore bancario, assicurativo e finanziario. 'Into the Deep – Pioneering Banking & Insurance: technologies beyond prejudice' è il tema scelto per l’edizione 2026 che porta al centro del confronto la complessità che oggi il settore è chiamato a governare: non soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma la loro integrazione con infrastrutture e sistemi legacy, processi sempre più articolati, nuovi rischi, requisiti di resilienza, normative in evoluzione e modelli di servizio sempre più sofisticati. Dopo anni in cui la trasformazione digitale ha modificato il modo in cui clienti e imprese accedono ai servizi finanziari e assicurativi, la sfida si sposta sempre più in profondità: nei sistemi, nei dati, nei modelli decisionali e nelle condizioni necessarie per rendere l’innovazione responsabile e sostenibile. È nella capacità di governare questa complessità che si gioca una parte rilevante della prossima fase di innovazione del settore. È da questa prospettiva che nasce la tavola rotonda 'Oltre i pregiudizi: Finance & Insurance tra tecnologia, fiducia e regole', moderata dalla giornalista Barbara Carfagna, che rappresenterà il momento centrale di Armundia TalkInn 2026. Il confronto riunirà cinque diversi punti di osservazione - banca, compagnia assicurativa, vigilanza, regolazione digitale e techfin - per affrontare alcune delle principali questioni che interessano il settore. In questo scenario, anche il tema dei pregiudizi assume una dimensione concreta.

    Tre gli assi lungo i quali si svilupperà il confronto: tecnologia, fiducia e regole. Tre dimensioni che non rappresentano necessariamente vincoli all’innovazione, ma che devono trovare un equilibrio per consentire a banche e assicurazioni di adottare nuove tecnologie mantenendo controllo, sicurezza, trasparenza e capacità di governo. Ad aprire l’evento sarà 'Operazione Batiscafo Trieste – Il futuro non si osserva, si esplora', un opening video e keynote con la regia di Massimiliano Finazzer Flory, che introdurrà il tema dell’edizione attraverso il parallelismo tra l’esplorazione delle profondità marine e la necessità di comprendere ciò che si trova sotto la superficie della trasformazione digitale, accompagnando simbolicamente il pubblico in un viaggio nella conoscenza e nel coraggio della scoperta. Dopo la tavola rotonda, il programma proseguirà con 'Dentro la complessità: modelli matematici e nuove intelligenze', con l’intervento del matematico e professore emerito Alfio Quarteroni, che approfondirà il ruolo della matematica nell’affrontare sistemi complessi e nel supportare decisioni in presenza di vincoli e obiettivi differenti. L’intervento affronterà quindi l’evoluzione verso la Scientific AI, attraverso l’integrazione di conoscenza, dati e modelli matematici per sviluppare sistemi più robusti, interpretabili e affidabili, con applicazioni rilevanti anche in ambito finance. Seguirà l’intervista a Gianluca Berghella, 'Le parole chiave dell’innovazione bancaria e assicurativa' e la serata si concluderà con la performance teatrale '88 frequenze', interpretata da Antonella Carone (Uno&Trio): un ritratto teatrale di Hedy Lamarr - diva e scienziata - che intreccia bellezza, genio e battaglia per la legittimazione, invitando a guardare oltre i pregiudizi.

    Intervengono: Alessandro Foti, Ceo, FinecoBank; Marco Passafiume Alfieri, Ceo Cnp Vita Assicura; Alessandra Perrazzelli, direttore scientifico, Center for Digital Regulation Strategy; Ida Mercanti, Segretario Generale, Ivass; Gianluca Berghella, Ceo e presidente, Armundia Group; Alfio Quarteroni, matematico e professore emerito, Politecnico di Milano, Epfl Losanna; Massimiliano Finazzer Flory, attore, autore e regista; Barbara Carfagna | Giornalista Rai, moderatrice dell’evento. Armundia TalkInn è un format ideato e promosso da Armundia Group per capitalizzare la conoscenza e farla convergere in un osservatorio sul futuro dell’industria bancaria e assicurativa. Un luogo di confronto sui driver dei processi trasformativi in corso, per farsi le domande più giuste e trasformare conoscenza e consapevolezza in nuove prospettive strategiche. Per una cultura dell’innovazione che metta al centro non i servizi ma l’uomo, i suoi valori e le sue esigenze, con visione, etica e ispirazione. I posti per Armundia TalkInn 2026 sono limitati. La partecipazione è gratuita, previa registrazione sul sito www.armundiatalkinn.com/it.

  • 10:53 - A Parma 'Un mondo di Menu', Barilla espone collezione storica

    Roma, 30 set. (Adnkronos) - Dalle tavole di Casa Savoia ai banchetti dell’Italia post-unitaria, dalle celebrazioni dello Statuto Albertino alla spedizione della 'Stella Polare' verso il Polo Nord. A Mercanteinfiera Autunno dal 3 all’11 ottobre, Academia Barilla porta in mostra a Parma alcuni dei più rari menu della sua collezione storica, per raccontare la storia anche attraverso ciò che veniva servito a tavola. Tra le quattro mostre collaterali, la mostra 'Un mondo di menù' curata da Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi per Garum, Biblioteca e Museo della Cucina & Menu Associati, porta a Fiere di Parma una selezione di documenti dedicati alla storia del menu.

    Per la mostra sarà presentata una selezione di alcuni tra i più rari e preziosi esemplari della collezione storica di Academia Barilla, il centro culinario di Barilla dedicato alla promozione della Cultura Gastronomica Italiana, con la Pasta come principale ambasciatore del gusto. Nata nel 2004 a Parma, Città Creativa Unesco per la gastronomia, Academia Barilla è un luogo di incontro e condivisione per chef, professionisti e appassionati, dove cultura, esperienza e innovazione si incontrano. Cuore culturale di Academia Barilla è la Biblioteca Gastronomica, strumento di conoscenza dell’evoluzione della gastronomia e del gusto.

    La collezione storica di menu, che comprende oltre 5.000 esemplari, è frutto della ricerca del conte Livio Cerini di Castegnate, noto Accademico della Cucina, e della moglie Wilma. Il menu, nella sua forma moderna affermatasi nell’Ottocento con il servizio 'alla russa' non è soltanto un elenco di portate, ma un documento capace di raccontare un’epoca attraverso piatti, vini, occasioni conviviali, persone, luoghi e forme artistiche. La raccolta si affianca così ai libri e ai ricettari della Biblioteca Gastronomica, offrendo una testimonianza concreta di ciò che veniva effettivamente portato sulle tavole.

    Tra i menu selezionati per la mostra spicca il raro esemplare del pranzo di nozze di Tomaso di Savoia-Genova con la principessa Isabella di Baviera, celebrato a Monaco di Baviera il 15 aprile 1883. Un pezzo unico, realizzato come un elegante cilindro a losanghe nei colori della Baviera, avvolto da un nastro tricolore e arricchito da elementi in bronzo. Dalla corte alla politica, un altro menu particolarmente significativo è quello dell'1 marzo 1848, tra i più antichi della collezione. Fu realizzato per il pranzo 'alla russa' offerto dal Corpo Decurionale della Città di Torino a cinquanta convitati in occasione delle celebrazioni per lo Statuto Albertino, proclamato ufficialmente tre giorni dopo.

    La collezione attraversa poi epoche e contesti molto diversi. Dal menu di Casa Savoia del 1907, primo della Corte redatto in italiano, a quello della cena offerta nel 1937 da Galeazzo Ciano a Hermann Göring, dove compare anche una 'Pizza alla napoletana' fino al menu manoscritto e acquerellato della cena offerta a Gabriele D’Annunzio a Fiume nel 1919, con la firma autografa e la dedica del poeta. Non mancano testimonianze legate allo sport, alla guerra e alle grandi spedizioni. Dai menu realizzati nel campo di prigionia di Therezin per l'1 maggio 1918, alle tavole imbandite per il Giro d’Italia e il Tour de France nei primi anni del Novecento, fino ai due menu manoscritti della spedizione della 'Stella Polare' guidata dal Duca degli Abruzzi verso il Polo Nord nel 1900.

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