E’ davvero incredibile come certi politici riescano ad essere molto più piccoli di quello che dice la loro statura misurata in centimetri! Ne abbiamo una efficace rappresentazione proprio in questi giorni grazie ai “giornaloni” e ai tg di “bocca buona” che spiattellano qualunque notizia purché sia utile a calamitare qualche spettatore in più con cui rinvigorire il dio “share degli ascolti”, padrone dei commerci e del nostro tempo libero. O magari anche soltanto qualche editore spaventato più dal rischio che questa nuova crisi, sicuramente già peggiore di quella del 2008, rimetta in gioco quegli equilibri di potere così faticosamente conquistati (controllando pedissequamente ogni giorno gli indici di borsa e lo “spread” i quali – notoriamente – sul piano dello “share” non fregano niente a nessuno). In realtà ben pochi sanno veramente cosa siano quegli indici e quei valori buttati là mentre la gente mangia e beve (notizie), ma servono a far credere che sia interesse di tutti.

E che dire di quella commedia svolta direttamente nell’Aula del Parlamento da un signore che, dopo aver raggiunto il vertice esecutivo in modi spicci ed essersi poi scavato da solo la fossa (metaforicamente) per la sua incapacità di mantener la parola data, ora gode come un mandrillo solo per la sua dimostrazione di bravura nel tenere in scacco il premier Conte per spingerlo ad usare il Mes europeo.

I responsabili della nostra economia gli hanno già spiegato che, attualmente, la nostra dotazione di cassa non necessita di quei prestiti (che infatti nessuno in Europa ha ancora utilizzato) anche perché, come tutti i prestiti agevolati, hanno dei vincoli d’uso precisi che devono essere meticolosamente dimostrati se non si vuole correre il rischio di revoca dopo averli ottenuti.

Il che non toglie però che, in un momento tragico come quello dell’Italia odierna, si possano effettivamente usare quei fondi, almeno per certi utilizzi. Dovrebbero però specificare i casi in cui sarebbero veramente molto utili e l’agevole modalità del loro rimborso, piuttosto che usare la minaccia di far mancare i numeri in Senato in caso di diniego.

Io non sono ancora riuscito a capire come faccia uno così, bravo a costruire trappole per gli avversari, a non essersi ancora accorto che poi il primo a caderci dentro è sempre lui.

Tutti hanno capito che lui fa tutto questo solo perché ha estremo bisogno di recuperare punti nel gradimento popolare. E anche che l’unica a guadagnare dal suo frenetico presenzialismo è Giorgia Meloni, che accompagna vocalmente la sua strategia con sguaiati rimproveri a Giuseppe Conte in un rumoroso e protervo accento romanesco che, per quanto antipatico a tutti coloro che romani non sono, riesce ad essere più credibile di Matteo Renzi, la cui credibilità è ormai scesa irreparabilmente al punto zero.

Sulla gravità del momento e dell’urgenza degli aiuti, però, Renzi ha ragione. E’ per questo che mi chiedo dove sono e cosa fanno gli economisti in Europa visto che lo stesso Mario Draghi ha sentito il bisogno di invocare un robusto sostegno finanziario a tutti i soggetti che sono stati costretti a chiuder bottega a causa del “CarognaVirus”, che miete vittime a centinaia ogni giorno. Anche quelli che sopravvivono, si confrontano con l’incubo del fallimento alle porte a causa di promesse di aiuto che non arrivano mai.

Quando sento dire nei notiziari che i tanto attesi aiuti arriveranno, forse, la prossima estate, non prima!, mi chiedo se quei professori hanno fatto qualche esperienza esecutiva in aggiunta a quella cattedratica: qualunque amministratore sa bene che la tempestività dei pagamenti è persino più importante dell’abbondanza teorica se quella disponibilità non è presente nel momento del bisogno. Nel 2008 la Lehman Brothers è fallita proprio per questo motivo, non perché non avrebbe potuto recuperare nei mesi successivi.

In un momento così grave per tutta l’Europa, la Bce è l’unica grande banca centrale al mondo che non è stata capace di fare almeno un giro di “Helicopter Money” per attutire la tremenda “botta” del Covid-19.

In questo disgraziato anno abbiamo visto migliaia di persone morire rantolando per la mancanza di ossigeno nei loro polmoni. Tra pochi mesi rischieremo di vedere l’intera nostra economia europea sgonfiarsi e morire allo stesso modo se non arriveranno in tempo molti robusti sostegni finanziari. Altro che “Next Generation Eu”!

Renzi, Meloni e Salvini sbagliano a bersagliare Conte in questo momento, ma gli egocentrici economisti nella Commissione Europea fanno di peggio continuando a pensare agli interessi nazionali invece che all’occasione forse unica che abbiamo per unificare finalmente il tutto, debiti compresi! Visto anche che comunque i debiti, nel prossimo futuro, avranno molto meno peso che nel passato. Ne riparleremo presto.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

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