È crollato, collassando su sé stesso, l’iconico radiotelescopio di Arecibo sull’isola di Porto Rico, lo strumento che per sessant’anni è stato usato per indagare i misteri dell’universo e provare a comunicare con gli alieni. Un gigante della tecnologia celebrato anche da Hollywood, basti pensare all’indimenticabile passeggiata acrobatica di Pierce Brosnan per raggiungerei il Dome in James Bond “GoldenEye”.

Il radiotelescopio è crollato al suolo dopo che ha ceduto l’ultimo cavo di sicurezza che sorreggeva il grande ‘Dome’ da 820 tonnellate sospeso a 150 metri di altezza. “Nessuno si è fatto male”, rassicurano dalla National Science Foundation. Sarebbe comunque stato demolito, dopo i due gravi incidenti di quest’anno che hanno reso inservibile la gigantesca antenna, larga 305 metri e formata da quasi 40 mila pannelli di alluminio montati su una rete di cavi d’acciaio. È la fine di un’icona resa celebre dal film “Contact” di Robert Zemeckis del 1997, con Jodie Foster, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1985 da Carl Sagan, sul primo contatto tra gli umani e gli alieni. Ma anche dalla pellicola “Species” del 1995 e di un episodio della serie “X-Files” (1994).

Inaugurato nel 1963 come il più grande telescopio del mondo, secondo quanto riferisce l’Agi, Arecibo è stato utilizzato in diverse iniziative volte a captare messaggi alieni, compresa la più famosa di tutte, SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence). Nel 1964, Arecibo fu cruciale nella ricerca per ricalcolare il tempo di rotazione di Mercurio, abbassando di 29 giorni la precedente erronea misura, e successivamente per la scoperta delle stelle di neutroni, l’ultimo stadio di vita delle stelle molto grandi. Nel 1989, grazie all’osservatorio di Arecibo fu possibile ottenere la prima immagine radar di un asteroide (quella di 4769 Castalia) e di intuire l’esistenza di pianeti esterni al nostro sistema solare.

Nel 1974, la sua antenna venne utilizzata per inviare il famoso “messaggio di Arecibo“, verso l’Ammasso globulare di Ercole, un sistema composto da circa mezzo milione di stelle a circa 25 mila anni luce da noi. Il messaggio radio, ideato da Frank Drake (padre della ricerca di vita extra-terreste e del del progetto SETI) con rappresentazioni schematiche del sistema solare, della molecola di Dna, di un essere umano e dello stesso radiotelescopio, e’ ancora in viaggio. Nel caso venisse captato da qualcuno, potremmo ricevere una risposta non prima di 50 mila anni. Il lavoro di Arecibo dunque potrebbe non essere ancora finito.

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