Una battaglia legale per “accaparrarsi” l’eredità di Maradona? “No”. Almeno secondo il suo avvocato e amico Angelo Pisani che ha scritto un lungo post su Facebook: “Non esiste, ad oggi, una battaglia legale per l’eredità di Maradona: i suoi figli hanno tutti gli stessi diritti. Il suo vero lascito è il brand che può nascere dal suo nome, un brand che se fosse stato valorizzato così come hanno fatto campioni ‘normali’ del calibro di Messi e Ronaldo, avrebbe fruttato patrimonio inesauribile e perpetuo, capace di sostenere anche mille eredi“. Si legge. Non solo, da Pisani arriva proprio un “suggerimento” per i figli: “Io credo che gli eredi di Diego, almeno ora, debbano unirsi e puntare proprio sul suo nome, che di fatto è già un brand, come lo sono la sua filosofia di vita e i suoi insegnamenti sui valori umani. Maradona non ha mai sfruttato a pieno la sua immagine, però possono farlo gli eredi, se collaborano ed investono nei suoi insegnamenti maturati anche da errori umani che molti altri colpevoli invece negano falsamente. Questa è il suo vero lascito: la possibilità di organizzare e valorizzare la sua storia“. Poi la spiegazione sulla gestione del patrimonio di Diego Armando: “Fino a circa 20 anni fa il suo patrimonio era gestito dalla moglie Claudia e dalle sue figlie. Era Claudia ad amministrare il patrimonio del pibe de oro, quando Maradona guadagnava ingenti quantità di denaro nella veste di giocatore più forte del mondo. Parlai con lei prima di accettare quella che era la difesa impossibile ma necessaria ad un uomo ingiustamente sfruttato da tanti che non gli volevano sinceramente bene essendo solo abbagliati dalla luce Maradoniana. Diego era uno che faceva molti regali, anche parecchio costosi, in particolare alle sue donne alle quali non faceva mancare gioielli, orologi, viaggi e anche altro. Negli ultimi anni della sua vita viveva di benefit che gli venivano messi a disposizione. Non gli ho mai visto usare denaro o carte di credito. Dovunque andasse c’era qualcuno che gli faceva dei doni: viaggiava in aereo senza pagare, grazie al fatto che era Diego Maradona. Nei ristoranti mangiava gratis. Ricordo che anche a Dubai, dove hanno avuto da sempre intuito per il brand Maradona , ogni giorno, c’era qualcuno che si presentava in albergo con un’auto nuova di zecca e con la richiesta di farla provare a Diego, cosicché si vedesse che andava in giro con quella vettura. E questo è accaduto in Venezuela, quando mi porto’ da Maduro, a Cuba da Fidel Castro, e in Italia, anzi soprattutto in Italia. Sono convinto che se fosse entrato in una banca anche lì gli avrebbero messo del denaro in mano, solo perché era Maradona“.

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