La Guida Michelin ha confermato tutti gli undici ristoranti italiani a tre stelle e ha annunciato le nuove stelle. L’occasione è stata quella della presentazione della 66a edizione della Guida Michelin Italia con la quale ha anche fatto il suo debutto il nuovo pittogramma dedicato alla sostenibilità – la stella verde – assegnato agli chef che promuovono una cucina più sostenibile. Tra le 29 le novità stellate che hanno delineato un nuovo firmamento in tredici regioni della penisola, figurano 3 new entry e 26 novità , per un totale di 371 ristoranti stellati.

A distinguersi è stato in particolare Davide Oldani, chef del ristorante D’O a San Pietro all’Olmo, nel milanese, che ha ricevuto la seconda stella Michelin e il premio Michelin quale mentore della Sostenibilità dalle mani di Federica Pellegrini. “Sto tremando – ha detto Oldani, che è stato anche ambasciatore dell’Expo e cuoco del Villaggio Olimpico 2016 – non ho mai avuto questa sensazione del bello e del leggero. Sono felice per i ragazzi che mi accompagnano in questa avventura nata 17 anni fa con la cucina democratica. E sono orgoglioso per il riconoscimento sulla sostenibilità che per me spazia dalla tracciabilità del cibo all’aiuto ai pescatori e ai cacciatori, oltre che nella valorizzazione di materie prime stagionali”. E nel palmares delle due stelle Michelin, dunque, anche quest’anno non sono rientrati Carlo Cracco e Gianfranco Vissani.

Le tre stelle quindi vengono confermate ai ristoranti Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

A 13 chef è stata invece assegnata la nuovissima stella verde, simbolo della sostenibilità: Gardenia di Mariangela Susigan a Caluso; Don Alfonso 1890 di Alfonso ed Ernesto Jaccarino a Sant’ Agata sui Due Golfi; Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena; Dattilo di Caterina Ceraudo a Strongoli; Lazzaro 1915 di Piergiorgio Siviero a Pontelongo; Virtuoso Gourmet – Tenuta le Tre Virtù di Antonello Sardi a San Piero a Sieve; Joia di Pietro Leeman a Milano; D’O di Davide Oldani a Cornaredo; I’ Ciocio-Osteria di Suvereto di Fabrizio Caponi a Suvereto; Casa Format di Igor Macchia a Orbassano; St. Hubertus di Norbert Niederkofler a San Cassiano; Caffè La Crepa di Franco Malinverno a Isola Dovarese; Lanterna Verde di Roberto Tonola a Villa di Chiavenna.

Sono tre le novità che portano i ristoranti che ”meritano una deviazione”, e quindi le Michelin, a 37: Ristorante D’O – San Pietro All’Olmo (MI); Ristorante Harry’s Piccolo – Trieste; Santa Elisabetta – Firenze. La Lombardia rimane la regione più stellata, con 3 novità: 59 ristoranti (3 con tre stelle, 6 con due e 51 con una stella). Il Piemonte, con 2 novità, è sempre in seconda posizione, con 46 ristoranti (1 a tre stelle, 4 con due e 41 con una stella), mentre la Campania, con 3 novità, si colloca al terzo posto del podio, con 44 ristoranti, (6 con due stelle e 38 con una). A seguire, la Toscana è la regione più ricca di novità (6) per un totale di 43 ristoranti (1 a tre stelle, 5 a due e 36 con una stella) e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità (1 a tre stelle, 4 a due e 32 con una stella). Tra le province, Napoli è sempre in vetta con 28 ristoranti (6 con due stelle e 22 con una), Roma conferma la seconda posizione con 23 (1 con tre, 1 con due e 21 con una stella). Milano, scivola dal terzo al quinto posto con 17 ristoranti (1 con tre stelle, 4 con due e 12 con una stella), alle spalle di Bolzano con 20 (1 con tre stelle, 3 con due e 16 con una) e Cuneo a quota 19 (1 con tre, 2 con due e 16 con una stella).

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