In 104 nel Bolognese avevano ‘barato’ per ottenere i buoni spesa finanziati dal governo durante il primo lockdown per aiutare le famiglie in difficoltà. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Bologna durante le verifiche su centinaia di posizioni. E ora le Fiamme Gialle segnalerà la presunta irregolarità alle autorità amministrative per le ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché all’ente locale per il recupero dei contributi erogati.

Le attività di verifica, svolte con riferimento ai dati acquisiti presso il Comune di Molinella, hanno finora riguardato 288 posizioni, riscontrando le informazioni dichiarate in sede di autocertificazione da parte dei richiedenti, con riferimento sia agli intestatari dei buoni spesa che ai componenti del nucleo familiare. Dai controlli è emerso, stando a quanto ricostruito dai finanzieri della tenenza di Molinella, 71 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari – che hanno fittiziamente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità – nonché di ulteriori 33 autocertificazioni nelle quali era riportata una posizione reddituale non compatibile con i requisiti per ottenere i buoni.

In sostanza uno o più componenti dei nuclei familiari destinatari dei controlli, nei mesi di marzo e aprile, aveva regolarmente percepito lo stipendio o altre entrate per cospicui importi, a fronte di rapporti d’impiego regolarmente in essere, o in altri casi le persone che avevano ottenuto i buoni spesa sono risultati percettori di reddito di cittadinanza o di indennità di disoccupazione, quindi già beneficiari di altre prestazioni sociali agevolate, come risulta dalle informazioni fornite dall’Inps.

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