Vi stupirò, non farò ironia sul fenomeno Lidl. Scarpe da ginnastica, ciabatte, magliette, calzini, tutti andati a ruba, edizione limitata, diventati subito oggetti di culto, rivenduti su internet a prezzi esorbitanti. Una catena di supermercati che diventa un marchio di moda, di fashion low cost, e i wurstel passano in secondo piano, c’è Fedez che le indossa e quindi non bisogna farsele scappare.

Perché dovrei fare ironia sulle code davanti ai supermercati? Siamo in piena pandemia e queste persone coraggiose affrontano il temibile virus per una paio di scarpe da ginnastica dai colori vivaci, mi tolgo il cappello davanti a tanta sgargiante audacia. Mi ricorda la psicosi collettiva degli orologi Swatch negli anni Ottanta, erano orologi casual ed economici, e andarono a ruba come queste scarpe della Lidl, anche se gli orologi non erano in edizione limitata.

Io sono un patito di psicosi collettive, le trovo assolutamente deliziose, mi fanno ben sperare sul futuro dell’umanità, potranno esserci altre pandemie, alluvioni, invasioni di cavallette, terremoti californiani, sparizione progressiva delle api, estinzioni dei merluzzi, Fedez si farà cancellare tutti i tatuaggi, la Ferragni si farà mora, i visoni uccisi diventeranno visoni-zombie, potrà accadere di tutto in questo martoriato mondo, ma l’Uomo continuerà a fare la fila per assicurarsi delle scarpe di culto o dei calzini, anche bucati, la low cost generation ci indica il cammino: non c’è limite al Fatuo, il fatuo è molto più forte del tragico, non c’è gara, Euripide non può nulla contro dei wurstel che si infilano un paio di scarpe da ginnastica, ed è giusto che sia così, ed è bello che sia così.

Nella mia vita sono stato poche volte a teatro ma moltissime volte in un supermercato. A teatro mi annoio quasi sempre, solo Gassman non mi annoiò, mentre in un supermercato potrei stare delle ore a guardare i consumatori che consumano la propria vita davanti al reparto surgelati o nel reparto pescheria, tra una branchia e l’altra, con l’occhio fisso dei pesci che ci scruta, scruta il nostro mondo di superficie, dove branzino fa rima con attimino e tonno con sonno.

Che dire? Che fare? direbbe Lenin. La rivoluzione? No, per carità, detesto gli spargimenti di sangue. A me questa società consumistica piace un sacco, un botto, un frego. Mi diverte, la trovo esilarante. Ora vado su eBay a vedere se è rimasto un paio di scarpe Lidl, potrei spendere tutta la pensione di mamma per averle, ma se non dovessero esserci più farò una cosa che non ho mai neanche sognato di fare: scriverò a Fedez, chiederò aiuto a lui. E come ultima ratio scriverò anche alla Lidl. Uno dei due mi risponderà, ci credo, ho ancora fiducia nell’Uomo.

Il Fatuo è tragico, ma se indossa calzini e scarpe Lidl non si nota la tragedia. Andiamo in pace.

Che c'è di Bello - Una guida sulle esperienze più interessanti, i trend da seguire e gli eventi da non perdere.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, il discorso pubblico è scaduto nella logica del contrario. Mi spiego meglio

next
Articolo Successivo

Coronavirus, la realtà è molto complessa: meglio negare tutto. E passa la paura

next