“Caro Stefano… Quante frasi delle canzoni che hai scritto mi tornano in mente in queste ore difficili, amico mio… Soprattutto mi rimbomba nella memoria quel ‘Siamo nati per combattere la sorte / ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi’. E mi incazzo, sai?, per lo scherzo crudele di questa sorte. Tu che amavi la vita, tu che le hai dedicato un inno, e la vita che ti ha portato via“. Comincia così la lettera che Roby Facchinetti ha scritto a Stefano D’Orazio, l’ex batterista dei Pooh scomparso venerdì scorso a causa del Covid. Il cantante ha pubblicato sul suo profilo Facebook un lungo post d’addio per l’amico, in cui si è lasciato andare ai ricordi e alla commozione per la sua improvvisa scomparsa.

“Ed io da domani ti prometto che lavorerò perché il nostro ‘Parsifal’, anch’esso rinviato dalla pandemia, possa andare in scena e andarci come tu lo volevi. Mi assumo la responsabilità di questo, vivrò artisticamente anche e soprattutto per questo, d’ora in poi – prosegue la lettera di Facchinetti -. Ma ora le parole finiscono… E che rabbia anche a pensare che tu non ci hai neanche potuto lasciare l’ultima tua parola, Stefano, come avevi scritto nel nostro nuovo brano pensando a Valerio. E questa impossibilità di salutarti, starti accanto, sentire la tua ultima parola sconvolge tantissimo, credimi. Però vale sempre quanto aveva scritto il nostro Poeta, sai? E senz’altro l’avrà ribadito anche a te, accogliendoti in un abbraccio là dove ora siete insieme, che alla fine quello che resta, quello che conta, specie in una vita come la tua, specie di una persona come te, è amore”.

“Amore, amore, amore, solamente amore. Per ora dunque ciao, Stefano. Anzi… Solo una cosa, ancora. Grazie d’aver scritto per noi anche quei versi magnifici, nei quali ho la certezza che hai anticipato il senso forte di questo periodo tremendo, che recitano “Quando tutto sarà finito / torneremo a riveder le stelle”. Perché sai, pensandoci su, trovo bellissimo pensare che adesso che per te tutto è finito, per quanto ciò ci addolori, le stelle tu le starai facendo ridere: rendendole ancor più luminose. Perché adesso la tua casa è proprio lassù fra le stelle. Quelle stelle per cui pure tu hai dovuto timbrare il passaporto”, conclude Facchinetti, firmandosi semplicemente “Roby”.

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