“È incollato col Vinavil“: così viene descritta la situazione delle barriere fonoassorbenti montate lungo la rete autostradale. A parlare è Lucio Ferretti Torricelli, responsabile opere d’arte di Spea, che si rivolge a Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, i due ex manager di Autostrade per l’Italia finiti agli arresti domiciliari nell’inchiesta della Procura di Genova che indaga per attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. Ferretti Torricelli sottolinea che la resina utilizzata per gli ancoraggi è difettosa e totalmente inefficace: “È incollato col Vinavil”, ripete in due occasione. Inoltre nella stessa conversazione sottolinea che le barriere Integautos non rispondono “ai requisiti della norma”. Donferri Mitelli, all’epoca ex responsabile manutenzioni, lo zittisce: “Hai parlato troppo“.

Questa conversazioni, come altre contenute nell’ordinanza firmata dal gip Paola Faggioni che ha disposto anche l’arresto ai domiciliari per l’ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci, sono avvenute nell’ufficio di Donferri Mitelli nella sede di Aspi a Roma. Sono registrazioni cruciali, spiega il giudice, perché dal tenore dei dialoghi “emerge chiaramente la consapevolezza, da parte dei dirigenti di Aspi, fin dai primi mesi del 2017, della difettosità delle barriere e in particolare della assoluta inidoneità delle stesse a resistere all’azione del vento”. Nelle conversazioni emerge appunto il problema “dell’impiego di colla non omologata“, scrive il gip.

I primi cedimenti si verificarono tra il 6 novembre 2016 e 17 gennaio 2017, sui viadotti Rio Rezza in carreggiata ovest e Rio Castagna in carreggiata est, sulla A12 Genova-Sestri Levante. In seguito, ricostruisce l’ordinanza, si sono verificati ulteriori cedimenti delle barriere sul tratto autostradale A14. Per questo i vertici di Aspi hanno deciso di analizzare le ragioni dei cedimenti: analisi da cui è emerso che, come ribadisce Ferretti Torricelli intercettato, la barriera Integautos non è verificata per resistere alle azioni del vento e che la resina Inghisol, oltre ad essere sprovvista della prevista marchiatura CE, è dieci volte meno efficace delle altre resine normalmente utilizzate: “…eh già una resina di merda che non è certificata CE e che tiene dieci volte meno di un’altra”, dice il responsabile opere d’arte di Spea, la consociata di Aspi. È invece Donferri che imposta la strategia per mettere una pezza alla errata progettazione delle strutture garantendo il massimo risparmio all’azienda che altrimenti avrebbe dovuto spendere 140 milioni di euro.

La soluzione trovata da Ferretti, si legge nell’ordinanza del Gip, prevedeva delle modifiche alle barriere già installate, motivando tale motivazione con una modifica legislativa del 2008. Per Donferri però è un’opzione troppo costosa visto la lunghezza della rete autostradale: “ahahaha su 400 km… ma tu sei scemo?”. Il tema è oggetto di un’altra conversazione tra i due, sempre nell’ufficio dell’ex manager da oggi ai domiciliari. “Ma ti rendi conto che avete rifatto l’omologazione…c’è la resina non marcata CE!!! Ma ti rendi conto?! Ma ti rendi conto?!”, dice Ferretti. “Ma ti rendi conto che non tiene il vento quella cazzo di barriera?!“. Donferri replica: “Più fai così…e più è peggio”. Ferretti insiste per valutare la soluzione da lui proposta, ma dopo diversi minuti di botta e risposta Donferri dice chiaramente: “Se io devo fà 400 km non è la soluzione…so circa un centinaio di milioni di euro”.

In una successiva conversazione Donferri ribadisce che le barriere si sono “imbarcate” e spiega di aver trovato un’altra soluzione: “Ho ragionato in una logica aziendale“. Nel corso della riunione, si legge nell’ordinanza, entra anche Paolo Berti (l’altro ex manager da oggi ai domiciliari) e insieme parlano della soluzione trovata che consiste, spiega il gip, nell’abbassare in maniera definitiva le ribaltine, cioè la parte superiore delle barriere, in modo che sia inferiore la superficie e quindi minore l’effetto del vento. “Quante sono le ribaltine scese – chiede Donferri – e quanti i Comuni che hanno rotto il c…? Solo Rapallo ha rotto il c…”. E poi, ridendo: “Gliele abbiamo ritirate su e ci siamo inventati il criterio della manutenzione…“. Una frase da cui emerge come solo il Comune di Rapallo si sia lamentato dell’abbassamento delle barriere: Aspi si è giustificata, scrive il Gip, “con false necessità di manutenzione”. Tali interventi, si legge inoltre nell’ordinanza, “oltre a non avere eliminato la pericolosità delle barriere integrate, non banno neppure permesso alle stesse di esercitare la funzione di limitazione del rumore proveniente dal traffico veicolare autostradale”, causando quindi “notevole disagio ai cittadini residenti nelle vicinanze”.

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