Fabrizio Corona dovrà scontare di nuovo 9 mesi che aveva già scontato in affidamento terapeutico, tra febbraio e novembre 2018. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, accogliendo la linea della Procura generale rappresentata dal sostituto pg Antonio Lamanna. “Se va bene a dicembre mi mancherebbero da scontare 1 anno e 8 mesi, vedo la libertà a breve“, aveva detto l’ex agente fotografico prima dell’udienza di due giorni fa. Ma le cose non sono andate così e ora sui social sfoga tutta la sua rabbia e il suo disappunto, supportato anche dal suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa, e minaccia addirittura il suicidio.

“Violazione dei principi di giustizia. Per l’ennesima volta. Ora basta! Basta!!! E’ una vita che subisco ingiustizie. Pronto a tutto, anche a sacrificare la mia vita. Giuro, non sono mai stato così”, è tuonato Corona nelle sue storie di Instagram. E sul suo profilo è intervenuto anche l’avvocato Ivano Chiesa: “Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato che Fabrizio ha fatto 9 mesi in affido per niente perché sono stati revocati con effetto retroattivo. Sono senza parole e anche inca**ato nero perché la sentenza si basa su un errore giuridico marchiano, grossolano. (…). Tornano in mezzo le violazioni… Il Tribunale di Sorveglianza ha smentito se stesso, prima dice che non erano importanti, ora dice che lo sono. Ma non era questo il tema su cui decidere. Fabrizio è senza parole. Tornerò in Cassazione per la terza volta. In 35 anni non mi era mai capitato“.

Il provvedimento dei giudici è l’ennesima decisione su questa vicenda dei nove mesi, revocati per violazioni da parte di Corona, ora in detenzione domiciliare, nel percorso di affidamento. Ci sono stati anche due ‘passaggi’ in Cassazione, alla quale ora la difesa potrà di nuovo ricorrere. La Cassazione a giugno aveva annullato, con rinvio ad una nuova valutazione della Sorveglianza (quella arrivata giovedì), il provvedimento con cui i magistrati milanesi avevano stabilito che Corona avrebbe dovuto scontare in carcere di nuovo 9 mesi che aveva già scontato in affidamento terapeutico.

A fine aprile 2019, la Sorveglianza aveva deciso di revocare l’affidamento terapeutico per le cure dalla dipendenza dalla cocaina concesso all’ex agente fotografico nel febbraio 2018 e poi sospeso col ritorno in carcere, date le sue continue violazioni delle regole. I giudici avevano anche stabilito che l’ex re dei paparazzi doveva scontare nuovamente gli ultimi quasi cinque mesi passati in affidamento, in sostanza annullati dai giudici. E avevano salvato quel periodo tra febbraio e novembre 2018, ma la Procura generale ha chiesto la revoca anche di quei nove mesi. La Cassazione ha annullato con rinvio la prima decisione della Sorveglianza e nel novembre 2019 è arrivato il nuovo provvedimento dei magistrati milanesi che ha accolto la richiesta della Procura generale.

Dopo il secondo annullamento deciso della Cassazione, su ricorso dei legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra, la ‘palla’ è tornata nuovamente alla Sorveglianza, che ha deciso oggi. I legali di Corona hanno sempre spiegato che non c’erano “i presupposti di fatto” per annullare anche quei nove mesi già scontati, anche perché nella nota vicenda dei contanti trovati nel controsoffitto era arrivata un’assoluzione nel merito. Corona attualmente si trova in detenzione domiciliare nella sua abitazione. Lo scorso dicembre, infatti, l’ex re dei paparazzi per la terza volta nel giro degli ultimi anni era uscito dal carcere. “Ora ho 46 anni e se oggi qua mi va bene a 48 anni torno ad essere un uomo libero”, aveva detto prima dell’udienza.

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