Cinquecentoquarantaquattro, un numero che dall’inizio dell’emergenza non era mai stato raggiunto nel bollettino. Sempre sotto i 500, spesso in fondo alla lista, tra le aree del Paese meno colpite. Adesso invece il contagio in Campania corre, in termini assoluti e in rapporto ai tamponi testati. Da giorni la regione guidata da Vincenzo De Luca è la più colpita dal coronavirus. I dati preoccupano, la rendono una “osservata speciale” della seconda ondata spesso annunciata e ora davvero alle porte. Anche se l’Unità di crisi regionale tranquillizza riguardo all’occupazione dei posti letti dedicati ai malati Covid-19, anche nelle terapie intensive.

La crescita, tuttavia, è nei numeri. I 544 contagi accertati (3.678 il totale nazionale) sono l’incremento più alto nelle 24 ore da febbraio ad oggi. Sono stati rintracciati grazie a 7.504 tamponi effettuati. Tradotto: un caso positivo ogni 13,79 test. Il trend degli ultimi giorni è simile: il 4 ottobre i nuovi positivi erano stati 412 con 7.250 tamponi (16,1), il giorno successivo 431 con 4.867 (11,29) e il 6 nei laboratori erano risultati positivi 395 tamponi su 5.064 (12,82). Se si contano anche i 401 casi del 3 ottobre, sono 2.193 le positività accertate negli ultimi 5 giorni. Dall’1 ottobre sono 2.966, cioè oltre la metà dei 5.717 registrati a settembre che, a loro volta, erano più del totale accertato tra febbraio e luglio. Nelle ultime cinque settimane, insomma, la Campania ha fatto registrare oltre il 50% dei suoi casi totali. E nell’ultima settimana ha rintracciato circa un quinto dei 15.707 contagi accertati dall’inizio dell’emergenza.

L’aumento dei casi ha portato a una crescita dei posti letto occupati: 521 le persone ricoverate nei reparti e altre 52 in terapia intensiva. Ma l’Unità di crisi della Regione spiega che su base regionale restano altri 99 letti liberi in terapia intensiva e altri 663 posti in degenza. “Come programmato, a questi posti letto disponibili si aggiungono, in caso di necessità, quelli della Fase C – spiega il bollettino – che prevede l’attivazione di 600 posti letto di degenza, 200 di sub-intensiva e 200 di terapia intensiva”. Una situazione sostanzialmente gestibile, ad avviso del dipartimento. Di certo la diffusione del contagio in Campania è più ampia che in altre aree assimilabili: la Lombardia ha un rapporto tra tamponi fatti e positivi oltre il 40, idem il Veneto. Fa addirittura meglio l’Emilia-Romagna (uno su 77), mentre non se la passano bene la Liguria (176 casi, uno su 21) e la Puglia (196 positivi, uno su 24).

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