A Napoli la riapertura delle scuole, seppur a singhiozzo e con orari ridotti, ha messo a nudo le criticità storiche del trasporto pubblico. “I problemi maggiori si registrano senza dubbio per il tpl su ferro – spiega Marco Sansone autista ANM e sindacalista USB – sia sulle tratte della metropolitana gestite da ANM (la società dei trasporti del Comune di Napoli) che su quelle regionali gestite dall’EAV i problemi sono gli stessi, le corse saltano, i mezzi sono limitati e vecchi ed in determinati orari è impossibile mantenere il distanziamento”. Non va meglio però al trasporto su gomma.

Per gli studenti erano state pensate delle linee esclusivamente dedicate a loro, ma dopo 3 giorni il bilancio non è positivo. “Sono 9 linee scolastiche che hanno semplicemente preso il posto delle linee ordinarie – spiega Sansone – l’idea è buona, ma questi autobus dovrebbero far salire solo gli studenti, invece salgono anche tutti gli altri cittadini, del resto sarebbe impossibile per noi autisti fare una cernita di chi può salire e chi no, dovremmo essere supportati. Quindi essendo linee utilizzate da tutta l’utenza, capita spesso che il limite dell’80% della capienza venga raggiunto subito e gli autobus dedicati agli studenti – conclude Sansone – siano spesso costretti a non far salire proprio gli studenti a cui queste linee sarebbero dedicate”. Una situazione difficile riconosciuta anche dagli stessi studenti che, sentiti dal Fatto.it, hanno sottolineato il controsenso del dover mantenere le distanze in classe, ma di non poterlo fare raggiungendo la scuola.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Nei bus scolastici ammassati: in attesa di una soluzione è scaricabarile tra ministeri, regioni e presidi. I video da Bergamo, Roma e Napoli

next
Articolo Successivo

“Io vuole imparare italiano bene”. Ecco la vignetta “dello scandalo” contestualizzata nell’intero libro: che educa all’inclusione

next