La Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per tutta la seduta odierna a causa di un malfunzionamento tecnico che ha impedito l’avvio degli scambi a inizio seduta. Il guasto tecnico non si è risolto fino a tarda mattinata, costringendo l’operatore del Tokyo Stock Exchange (Tse) a decidere l’interruzione delle contrattazioni fino al termine della giornata.

Circa 3.700 società sono quotate sulla piazza azionaria di Tokyo e la sospensione degli scambi ha causato diversi problemi ai mercati di Sapporo, Nagoya e Fukuoka che hanno dovuto arrestare le attività perché non risultava possibile registrare l’esecuzione delle transazioni al Tse. La Borsa di Tokyo non riscontrava problemi di questo genere dal gennaio del 2006. In quel caso, la sospensione fu causata da un input eccessivo degli ordinativi che creò un collasso del sistema elettronico.

Sulla vicenda odierna si è pronunciato anche il capo di Gabinetto Katsunobu Kato, precisando che l’Autorità dei Servizi finanziari indaga sulla vicenda e continuerà a monitorare l’accaduto con il Tse. Per il momento sono stati esclusi attacchi cibernetici, tipo quello avvenuto in Nuova Zelanda lo scorso agosto che causò il conseguente blocco delle contrattazioni per diversi giorni.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Caso Tridico, la lettera di 30 prof universitari: “Ipocrita chi lo attacca, la sua unica colpa è aver attuato Rdc e decreto dignità”

next
Articolo Successivo

La concorrenza è scomoda e non piace a nessuno. Ma senza non c’è crescita

next