Si è molto parlato delle discoteche questa estate, finite nell’occhio del ciclone a causa delle misure di sicurezza anti Covid-19, disattese da parte di alcuni locali. Per questo si è deciso di chiuderle in tutta Italia fino a contrordine. Al di là delle polemiche, c’è una storia importante e interessante dietro i club tanto che molti hanno segnato un’epoca in maniera trasversale toccando la moda, la musica, l’arte e la cultura. Un esempio è stata Milano centro delle cultura del “clubbing” (“andare per locali”, ndr) dagli Anni 70 fino ai 2000.

A documentare la storia e la trasformazione di questo fenomeno arriva nei cinema italiani per tre giorni il 28, 29 e 30 settembre, il documentario “Sono in lista”, da un’idea di Stefano Fontana, diretto da Andrea Paulicelli con Albi Scotti che ha curato le interviste con dj promoter, proprietari di locali, organizzatori di serate, clubber eccellenti e protagonisti storici della notte milanese. Tra i tanti che hanno prestato la loro testimonianza: Claudio Cecchetto, Natasha Slater, Ringo, Stefano Fontana, Nicola Guiducci, Mara Prandato, Joe T Vannelli, Obi Baby, Massimiliano Ruffolo, Marcelo Burlon e Rocco Civitelli.

La narrazione spiega e racconta come le sfere della contro-cultura, della televisione e della moda con molti personaggi famosi e non, siano gravitate in discoteca, luogo di sospensione del giudizio e dove spesso si sono anticipate le tendenze sociali.

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