Dopo i 10 milioni di euro per la musica dal vivo messi a disposizione dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, utilizzando le risorse del fondo per le emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo istituito con il decreto Cura Italia e potenziato con il decreto Rilancio, si pensa già al piano di attacco con il Recovery Fund. Assomusica (l’associazione dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo) è già in prima linea con una denuncia pesante che fotografa la pesante situazione del comparto ad oggi: “Sono 250.000 le famiglie senza lavoro. – afferma il presidente di Assomusica Spera – Il circuito ha perso 650 milioni di euro tra febbraio e settembre e oltre 1.5 miliardi di euro di indotto. Sono stati registrati cali di fatturato vicini al 100% rispetto all’anno scorso. Molte figure professionali, tra tecnici e light designer, stanno già scomparendo e non si vede all’orizzonte un momento preciso in cui si potrà ricominciare a lavorare. Sono danni che per noi organizzatori, e per ogni singola persona coinvolta, non hanno precedenti. Ora è necessario introdurre nel Recovery Fund misure specifiche a sostegno delle Industrie Culturali e Creative e alla musica popolare contemporanea. La rivoluzione digitale e il capitolo degli investimenti sulla sostenibilità ambientale ipotizzati nel Recovery Fund sono temi sui quali vorremo ragionare con il Governo e ci auguriamo di venire ascoltati nelle sedi opportune”.

Sul tavolo del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola ci sono sin da fine giugno proposte concrete per fronteggiare e creare un piano di attacco nell’ambito del Recovery Fund. Assomusica chiede di includere, nel quadro delle proposte che verranno presentate sull’uso delle risorse del Recovery Fund, misure specificamente destinate alle Industrie Culturali e Creative e alla musica popolare contemporanea. Un appello all’impegno affinché i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, assecondando le richieste del Parlamento europeo, decidano di incrementare a 2,8 miliardi di euro il budget destinato al Programma Europa Creativa nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. L’introduzione dell’IVA agevolata al 4% sui biglietti per gli spettacoli dal vivo. Per Assomusica è importante anche destinare alle industrie e ai settori culturali e creativi, in funzione delle loro esigenze specifiche, almeno il 2% del dispositivo per la ripresa e la resilienza dedicato alla ripresa. Infine si chiede di prevedere un fondo emergenze per i lavoratori degli spettacoli dal vivo, alimentato da risorse europee e piani finanziari precisi.

Dopo la settimana della musica che si è tenuta all’Arena di Verona con i due grandi eventi “Seat Music Awards” e “Heroes” (primo show in streaming a pagamento in Italia) le tre grandi agenzie dal vivo Live Nation, Vivo Concerti e Friends And Partners hanno chiesto che il Governo operasse affinché si trovassero delle soluzioni per risollevare la situazione del comparto “perché un altro anno così e falliremo”, hanno tuonato all’unisono.

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