Per ridurre il contagio meglio far sesso all’aperto. Non poteva essere più involontariamente bizzarro, e addirittura fuorilegge, il suggerimento dell’Assessorato alla salute della Catalogna. In una pagina web dedicata al delicatissimo tema del sesso ai tempi del Covid-19 i massimi esperti sanitari catalani si esprimono tra la scoperta dell’acqua calda e, appunto, straordinarie sorprese. Intanto è utile riepilogare, dicono dall’assessorato, che attraverso il sesso vaginale e anale non si trasmette il Coronavirus, “sebbene il virus sia stato ritrovato nel liquido seminale e nelle feci di diversi infetti … quindi la trasmissione di Covid-19 attraverso il sesso è considerata improbabile”.

Bene, passiamo ai baci. Argomento di cui conosciamo già l’esito: niente baci sulla bocca con gli sconosciuti (e anche con i conosciuti attenzione) perché attraverso la saliva il Coronavirus sguazza. Però la specifica dell’assessorato catalano stuzzica la fantasia di molti: “Se vengono mantenute pratiche di sesso orale/anale si consiglia di usare preservativi o barriere dentali”. Parentesi: le barriere dentali sono le cosiddette “dental dam”, ovvero quei lenzuolini in lattice sottilissimi che usa il dentista e che pare si possano usare anche nel sesso orale.

Ma andiamo avanti. Tra le pratiche sessuali “sicure” vengono elencate: la masturbazione (sic!), la visione di video porno (stra-sic!), il sexting (yawn…) e gli incontri virtuali (buonanotte). Infine il pezzo di bravura. Alla domanda Faq “Lo spazio in cui si fa sesso è importante?”, ecco il capolavoro sanitario dadaista: “Sì il rischio è minore se le relazioni vengono effettuate in spazi aperti e ben ventilati”. Va bene che oramai la temperatura media di settembre e ottobre in Spagna staziona oltre i 30 gradi, ma l’attesa per i luoghi all’aperto in cui fare sesso senza incappare nelle manette della polizia e nel registro di qualche magistrato rimarrà tanta. Almeno fino ai prossimi consigli di sesso all’epoca del Covid-19.

Memoriale Coronavirus

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