Le lettere, che ho definito epiche, alticce, slave, diventano un romanzo cartaceo. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui. Vi invito a leggere il romanzo per intero, “Vodka siberiana” è il titolo, romanzo che ho deciso di pubblicare da me. Le lettere raccontano la solitudine storica di un tempo, metà anni ’90, dopo la caduta del muro, il tempo finito nella Storia dei paesi dell’ex cortina. Dal disordine – ovvero l’avventata democrazia che piomba simile a un vento disturbante sopra l’elegia comunista oramai esangue, inchiodata finalmente al vero crimine – a quel caos la cui tragicità ha i contorni di una profezia biblica, nutrono generazioni di spostati, la cosiddetta torma di uomini ics. Vagabondi, travasati nel pingue e distratto Occidente, bevitori, portatori di lutti perenni. Oscenità da estinguere in un parco di una metropoli o di una modesta città di provincia, europea, italiana. Nello specifico, ovvero, nel mio romanzo, una città di provincia siciliana.

Scrivo con la febbre della testimone, maldestra, inadeguata. Continua a bruciare, indicandomi la fossa dove giacciono ombre da inforcare, fiocinare, mostruosità minacciate dall’oblio. Bevitori destinati a morire su cui cucire sopra una narrazione, o peggio edificare una lapide, autorizzata a rappresentare il lutto collettivo, storico, di più, secolare.

Avrei forse in un primo momento desiderato pubblicare – come dire – secondo strade canoniche. L’editoria preferisce altri nomi, altre trame, può darsi, avrei dovuto aspettare la solita obiezione, il rifiuto, la cialtroneria o non so. Ho preferito pubblicare da sola.

Era importante, era fin troppo importante, per me, farlo. Lascio i bei nomi aurei alle strade canoniche della felice editoria. Io piuttosto mi avventuro, con fierezza, in una via solitaria. Eppure i lettori, i miei lettori, sono già con me. Dunque se vi sono piaciute le Lettere, potete leggere tutto per intero l’ordine o il disordine degli eventi, l’amore, la tragedia, la stoltezza che diventa esoso perdono, un filo vibrante e sottile che lega una trama capovolta, allucinata, alticcia (mi piace molto questo aggettivo), ordinando a me il romanzo cartaceo che ne scaturirà. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui.

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