I cittadini hanno subito decenni di scelte sbagliate, tutte sulla loro pelle. Hanno visto assottigliare i loro diritti, smantellare istruzione, sanità, lavoro e questo ha portato ad una progressiva distanza con il mondo della politica. Poi un giorno, una variabile imprevedibile come Beppe Grillo ha innescato uno tsunami e ogni cittadino è diventata goccia e onda e quindi protagonista di un grande moto di cambiamento nel nostro Paese.

Così cittadini sconosciuti alle Procure sono entrati nelle istituzioni per colmare il solco tra popolo incensurato e quella politica corrotta che nell’ultimo decennio aveva trasformato in un vanto la collezione di indagini e condanne a suo carico, come è ritornato oggi a fare Matteo Salvini.

Ancora oggi sullo scenario politico siamo gli unici che si continuano a tagliare lo stipendio per reinvestirlo in progetti su microcredito per piccole imprese, per lotta alla povertà educativa, per finanziare strade e scuole. Io sono addirittura riuscito a ricevere l’appellativo di “ghandiano” da parte di alcune testate nazionali per essere stato il parlamentare che ha tagliato le cifre più alte del proprio stipendio. Così, ritornando umili, ritornando ad essere parlamentari tra la gente, in strada, nei mercati stiamo diventando la terra che ha provato a colmare il solco che divide cittadini e istituzione.

Oggi il Movimento 5 Stelle è ancora una volta megafono della volontà popolare con la riforma costituzionale che ha proposto per ridurre il numero di parlamentari e che è riuscito a far approvare con 4 letture in Parlamento con un voto favorevole da parte di tutte le forze politiche.

Il nuovo assetto istituzionale che il 20 e 21 settembre i cittadini confermeranno è in sintonia con un percorso che ridà credibilità alla politica e riduce le distanze tra istituzioni e cittadini, nell’epoca in cui siamo sempre connessi con i nostri smartphone e pc, tornando a vibrare sulle stesse frequenze.

C’è tuttavia ancora un pezzo di terra profondo che intendo colmare per riconciliare definitivamente cittadini e Parlamento ed è l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale. E’ quanto ho chiesto al Presidente della Commissioni Affari Costituzionali della Camera e primo firmatario del nuovo testo di legge elettorale, Giuseppe Brescia, ed è quanto a stretto giro, dopo la mia sollecitazione, lui ha dichiarato in tv e alla stampa.

Per questo in questi giorni ho lavorato alla scrittura dell’emendamento che reintroduce la doppia preferenza di genere (un uomo e una donna) che è l’ultima sfida che dobbiamo vincere per riconsegnare le chiavi del Parlamento in mano ai cittadini, l’unica istituzione rimasta in Italia che non garantisce al cittadino la possibilità di scegliere direttamente la candidata o il candidato da portare in Parlamento.

Tredici anni fa il desiderio di incidere e portare onorabilità nelle istituzioni ha dato vita ad un raduno straordinario di oltre 300mila persone in un solo giorno. Nella giornata che fu chiamata “V-Day” io ero uno delle 336.144 che firmò la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica della legge elettorale attraverso l’introduzione del voto di preferenza. Dopo tredici anni è arrivato il momento di raggiungere l’obiettivo di riportare il potere in mano ai cittadini e liberare i futuri parlamentari da condizionamenti troppo forti dei partiti.

Il dialogo sulle riforme istituzionali deve continuare, deve dare centralità al parlamento, con l’introduzione della preferenza nella legge elettorale e fornendo più strumenti ad un Parlamento che deve avvalersi sempre di più di esperti che supportano i parlamentari nel controllo e scrittura delle leggi, nello studio di documenti, comparazioni e proposte internazionali ed europee per garantire i giusti contrappesi tra governo e democrazia parlamentare. E’ così che continueremo a difendere e rafforzare i diritti e la sovranità del popolo.

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