Il dilemma della mascherina, l’obbligo del distanziamento, le classi “chiuse” in cui gli studenti non hanno contatti con altri ragazzi per facilitare i tracciamenti in caso di contagio. L’Europa si lascia alle spalle l’estate, ma non la diffusione del Covid-19 che – complici le vacanze e gli assembramenti – in queste settimane ha registrato numeri in aumento. È in questo contesto di incertezza che ogni Paese deve fare i conti con la riapertura delle scuole, in un quadro flessibile appeso all’andamento nazionale o locale della pandemia. Anche in Italia domande e dubbi restano aperti su più fronti, tanto che il Miur ha deciso di attivare un numero verde per rispondere ai presidi, confusi sulle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, dalla sorveglianza sanitaria fino ai banchi e ai test sierologici. Dal Ministero, intanto, fanno sapere che la ricerca degli spazi aggiuntivi per l’attività didattica sia uscita dalla fase più critica, mentre è stato fissato l’obbligo della mascherina sopra i 6 anni per spostarsi negli istituti, ma non in classe se gli spazi permettono il distanziamento. Il primo vero stress test post-lockdown, però, saranno i trasporti, come testimonia la tensione evidenziata dai rappresentanti delle regioni nell’incontro con governo e comitato tecnico scientifico. Ecco qual è la situazione nei principali Paesi europei.

Francia – Obbligo di mascherina per tutti gli adulti nelle scuole
Nessuna distinzione dagli asili nido alle secondarie: tutti gli adulti all’interno dei plessi scolastici dovranno indossare la mascherina. Insegnanti inclusi dunque, che dovranno portarla anche durante le lezioni. Un obbligo che vale pure per tutti gli studenti a partire dagli 11 anni. Il ministro dell’Istruzione francese, Jean-Michel Blanquer, ha fatto chiarezza sull’avvio dell’anno scolastico, che riparte il primo settembre. Il governo ha però chiarito che non ci saranno mascherine gratis per tutti gli allievi perché, ha precisato il premier Jean Castex “nessun Paese al mondo fornisce mascherine gratuite”. Ma a smentirlo è proprio il caso italiano, dove il commissario all’emergenza Domenico Arcuri ha garantito l’invio quotidiano e gratuito di 11 milioni di mascherine “a tutte le scuole del nostro territorio” (oltre 40mila plessi scolastici), a cui si aggiungono 170mila litri di gel igienizzante a settimana, sempre a titolo gratuito”. Quanto al ritorno in classe, in Francia non è più previsto un limite per classe al numero di studenti e il distanziamento non è obbligatorio se la scuola non è in grado di garantirlo. Le scuole inoltre sono invitate a scaglionare gli orari di ingresso e di uscita e devono assicurare la sanificazione di pavimenti, banchi, maniglie e superfici almeno una volta al giorno.

Germania – Ripartenza con stop e la Merkel spinge sull’obbligo della mascherina
La ministra dell’Istruzione Anja Karliczek si è detta soddisfatta della riavvio dell’anno in Germania, dove le scuole hanno riaperto in 9 Laender su 16. Nel sistema federale tedesco, l’istruzione è di competenza regionale, sottoposto a linee guida condivise e concordate dalla conferenza congiunta dei ministri dell’Istruzione di tutti i Laender. Ognuno di loro ha quindi stabilito le sue regole, tra incertezze, ritardi e retromarce. L’anno scolastico per i primi studenti tedeschi – nel Meclemburgo – è cominciato il 3 agosto, mentre la maggior parte dei giovani sono tornati in aula tra il 10 e il 17 agosto. Ma già al 22 agosto erano state richiuse oltre 100 scuole, con 350 docenti e 6mila alunni messi in quarantena. Nessuna uniformità sull’adozione delle mascherine: nel Brandeburgo agli alunni non serve, a Berlino invece la dovranno indossare nei corridoi e al bagno, nel Nord-Reno Vestfalia la dovranno tenere anche in classe. Tutti in ordine sparso anche se per la Cancelliera Angela Merkel “è meglio l’obbligo di mascherina piuttosto che richiudere le scuole”, così come Karliczek ha sottolineato la necessità di usarle fuori dalle aule, perché “al momento non c’è alternativa“. Il consiglio ai governi regionali resta quello di intensificare le misure di igiene nei locali scolastici e di invitare a un frequente lavaggio delle mani, oltre alla raccomandazione di non toccare i corrimano lungo le scale. Disponibili tamponi gratis per gli insegnanti.

Spagna – A Madrid ingressi scaglionati e mascherina obbligatoria dai sei anni in su
Il governo ha convocato per giovedì 27 agosto una riunione insieme alle comunità autonome per capire come gestire la riapertura. In generale, l’uso della mascherina è previsto all’esterno delle classi se non si riesce a rispettare il metro e mezzo di distanza, e anche in classe qualora gli alunni interagiscano con altre classi e non riescano a mantenere la distanza “di sicurezza”. Niente mascherina né distanziamento invece nelle classi “burbuja” (“Bolla”) cioè quelle fino a 25 studenti della scuola o dell’infanzia o della primaria, che sono gruppi chiusi che non hanno incontri con altre classi. Un metodo per contenere la diffusione del virus e facilitare il tracciamento. Poi test per il personale sanitario e sanificazione dei bagni tre volte al giorno, mentre solo Catalogna, Andalusia e La Rioja prevedono la quarantena dell’intera classe in caso di un contagio. Nelle altre regioni, decideranno le autorità in base alla situazione epidemiologica. La Catalogna intanto, la regione più colpita dalla pandemia insieme a Madrid, ha già chiarito che le sue scuole riapriranno dal 14 settembre. Per tutti gli alunni della secondaria sarà obbligatorio indossare la mascherina, in aula e fuori. Un obbligo che potrà essere esteso a partire dai sei anni di età se la situazione dovesse peggiorare. In più gli ingressi saranno scaglionati, sarà provata la temperatura agli studenti e saranno effettuati un totale di 500mila tamponi a docenti, personale amministrativo e studenti: 8mila al giorno dal 15 settembre al 9 ottobre e 20mila dal 10 ottobre al 15 novembre. Difficile essere più precisi, ha spiegato il ministro dell’Istruzione catalano Josep Bargallò, perché “la situazione di oggi non è come quella che avevamo previsto 15 giorni fa”. La Comunità di Madrid, invece, ha già stabilito un rientro scaglionato, dal 4 al 28 settembre, e i primi a iniziare saranno i bimbi del nido (da zero a tre anni). L’obbligo di mascherina per tutta la durata della permanenza a scuola vale per tutti gli studenti a partire dai 6 anni. Un limite che sarà alzato a 11 anni quando e se la curva dei contagi migliorerà.

Regno Unito – Johnson minaccia multe a chi non manda i figli a scuola e fa marcia indietro sulla mascherina
A una settimana dall’apertura delle scuole in Inghilterra, Boris Johnson fa retromarcia sulle mascherine, tema al centro del dibattito. Se prima era convinto che a scuola non fosse “necessario coprirsi il viso”, ora ha deciso di imporre l’obbligo agli studenti delle secondarie in Inghilterra nei corridoi e nelle aree comuni, ma non in classe. Il ministro dell’Istruzione britannico Gavin Williamson ha specificato però che l’implementazione del protocollo si baserà su pareri medico-scientifici, e che in Inghilterra l’obbligo di mascherina riguarda solo le scuole localizzate nelle aree ad alto contagio che sono rientrate in quarantena, come ad esempio Manchester e Leicester. Nel resto dell’Inghilterra, il paese europeo con più alto numero di decessi per Covid, la questione ‘mascherina sì – mascherina no’ è demandata alla discrezione dei presidi. Una linea aspramente criticata dai sindacati, contrari a demandare ai singoli istituti responsabilità così gravose. Il dietrofront di Johnson arriva dopo che martedì Nicola Sturgeon, leader della Scozia, ha deciso che dal 31 agosto applicherà le recenti direttive dell’Oms alle scuole scozzesi (aperte dall’11 agosto) estendendo a tutti gli studenti sopra i 12 anni l’obbligo di usare i dispositivi di protezione individuale negli ambienti comuni dei plessi, dove il distanziamento sociale vige solo per gli insegnanti. L’Irlanda del Nord, che ha riaperto le scuole questa settimana, ha subito seguito l’esempio di Edimburgo. e anche il Galles ha deciso l’obbligo delle mascherine per gli studenti con più di 11 anni. Johnson ha anche minacciato una multa di circa 135 euro ai genitori che terranno i figli a casa da scuola, ma insegnanti e sindacati accusano Downing Street di lanciare messaggi contraddittori e confusi, che infondono ansia negli studenti in procinto di tornare in classe dopo 5 mesi di assenza. (di Giorgia Scaturro)

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