“Pronto? Scusi ma come ci dobbiamo comportare se un alunno è un presunto contagiato da Covid-19? Come si organizza l’ingresso e l’uscita dalla scuola?”. Dall’altra parte della cornetta telefonica in genere c’è un dirigente scolastico o un docente referente. A rispondere è l’help desk del ministero dell’istruzione messo in campo dal dipartimento per le risorse umane e finanziarie capitanato da Giovanna Boda. Il servizio è partito lunedì e in una sola giornata ha registrato oltre 300 chiamate che hanno trovato le risposte dai funzionari del Miur al telefono ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

A interpellare gli uffici di viale Trastevere sono presidi che ancora non hanno chiare le indicazioni del Comitato tecnico scientifico o le linee guida oppure capi d’istituto che stanno registrando qualche difficoltà nell’applicare le regole indicate da Roma. La maggior parte delle questioni sollevate nelle prime giornate riguarda le disposizioni relative alla sorveglianza sanitaria e al medico competente; l’organizzazione delle attività didattiche; la modalità di gestione degli spazi comuni; le disposizioni per gli alunni con disabilità e per i lavoratori fragili. Ma non solo. Molte chiamate arrivano al Miur per sapere quando arriveranno i banchi promessi o per sapere qualcosa in più in merito ai test sierologici e molecolari.

Le domande rivolte ai funzionari del dipartimento delle risorse umane sono davvero molte. Non manca chi si prepara ad un eventuale nuovo lockdown e chiede informazioni sugli strumenti digitali. I presidi vogliono sapere spesso precisazioni in merito alla pulizia e alla sanificazione ma non mancano di verificare gli ultimi provvedimenti sulle supplenze brevi e saltuarie. Qualcuno si spinge anche più in là nel tempo e inizia a chiedere che fare per i viaggi d’istruzione; dall’altro canto molti istituti già nel mese di settembre-ottobre definiscono le cosiddette “gite”.

Il servizio di help desk che risponde al numero verde 800903080, continuerà a funzionare per dare un aiuto concreto alle scuole che devono affrontare la ripartenza prevista per il 14 settembre: fino al termine dell’emergenza maestri, professori e presidi potranno contare su questo servizio che è stato definito nel protocollo sulla sicurezza firmato dal ministero con le organizzazioni sindacali il 6 agosto scorso.

A meno di venti giorni dalla riapertura, purtroppo, non tutte le realtà sono riuscite a far fronte al distanziamento previsto, a trovare spazi alternativi alle aule, a organizzare gli ingressi scaglionati. Gli enti locali hanno lavorato per tutta l’estate con i dirigenti scolastici ma il tempo a loro disposizione è stato decisamente poco per poter intervenire su alcune strutture. Non ultima la questione del personale. In queste ore i presidi stanno definendo l’organigramma delle loro scuole e hanno bisogno di notizie certe in merito ai docenti che saranno loro assegnati quest’anno.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus e scuola, il pediatra Alberto Villani (Cts) spiega il ruolo dei bambini nel contagio: rischi e buone prassi. E perché chi ha sintomi influenzali deve stare a casa

next
Articolo Successivo

Scuola, preparativi per la riapertura presso il convitto Umberto Primo di Torino: “Con mille alunni organizzazione complicata”

next