E’ scontro tra la Regione Veneto e gli studenti degli atenei. A scatenare la guerra è il mancato pagamento delle borse di studio assegnate ogni anno da palazzo Balbi. A denunciare il caso è l’Unione degli universitari (Udu). A Venezia il 21% degli aventi diritto non l’ha ricevuta, su 3431 studenti sono infatti 716 quelli a cui non è arrivato nulla. A Verona a non vedere un centesimo di euro sono il 37% dei giovani, su 2.594 studenti che ne avevano diritto, ben 948 non l’hanno avuta. Virtuosa invece Padova dove tutti i beneficiari hanno ricevuto quanto loro spettava.

Numeri che l’assessore all’istruzione regionale Elena Donazzan considera anomali: “Ho chiesto agli uffici degli atenei una verifica puntuale su questi dati. C’è qualcosa che non mi torna”. A fare i conti con la mancata ricezione dei soldi sono proprio gli studenti veneti. Si tratta di denaro indispensabile per i ragazzi per far fronte alle spese di alloggio, mensa, libri e altro ancora. I soldi assegnati possono variare a seconda dello status (studente fuori sede o no) e del reddito annuale. Un giovane fuori sede con un reddito di 13mila euro può arrivare ad avere anche cinque mila euro di borsa di studio, mentre uno studente che risiede nella città dell’ateneo può ricevere anche meno di mille euro. In Veneto, secondo i numeri forniti dall’Udu, i borsisti in sede sono 3048 (22%); i pendolari 5972 (43%) e i fuori sede 4763 (35%).

“La borsa di studio – spiega Pietro Notar, coordinatore dell’Udu di Padova e membro del Senato accademico dell’ateneo – viene finanziata dalla Regione sulla base dei fondi delle tasse universitarie regionali, del fondo integrativo statale (Fis) e del fondo di integrazione regionale che per Legge dev’essere il 40% del Fis. I soldi delle borse di studio dovrebbero arrivare all’inizio dell’anno accademico ovvero a ottobre ma quest’anno in molti non l’hanno ancora ricevuta”. Un ritardo che l’assessore Donazzan giustifica: “Gli studenti sanno che le Regioni assegnano i finanziamenti alle Università verso il mese di marzo”.

Notar e l’Udu fanno appello alla Regione perché intervenga al più presto: “Stiamo parlando di diritto allo studio. I fuori sede grazie alla borsa hanno la mensa gratis dal momento che viene pagata con la detrazione sulla borsa di 600 euro. Nello stesso modo – spiega il coordinatore dell’Udu Padova – funziona per l’alloggio. I miei colleghi che non ricevono la borsa sono costretti a lavorare per poter sostenere tutte le spese. Ma lo studente lavoratore spesso non riesce a seguire le lezioni. Inoltre a volte il suo percorso di studi spesso subisce dei ritardi”. L’Udu veneto in passato ha incontrato l’assessore all’istruzione Donazzan. Anche durante i mesi di lockdown si sono confrontati ad un tavolo con la Regione: “Abbiamo avuto – sottolinea Notar – solo delle promesse alle quali non è mai seguito alcun impegno effettivo”.

Da qui il lancio del sito www.unaregioneper.it che si rivolge ai candidati alle elezioni regionali per avanzare loro delle proposte concrete in tema di diritto allo studio.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Scuola, preparativi per la riapertura presso il convitto Umberto Primo di Torino: “Con mille alunni organizzazione complicata”

next