L’odio è più forte dell’afa, e anche nelle calde giornate d’agosto ogni occasione è buona per attaccare il sindacato. Ancora una volta, prendendo al volo l’assist della ministra Azzolina – “Nei sindacati c’è chi sabota” – dalle pagine del Corriere Ernesto Galli della Loggia bastona il sindacato. E’ una costante. Alcuni mesi fa, con perfetta scelta di tempo, prima che gli insegnanti scioperassero (8 giugno), ha scritto un testo per demolire il sindacato-scuola e maltrattare i docenti: Gli insegnanti prigionieri dei sindacati della scuola (Corriere, 5 giugno). Difficile trovare, negli ultimi anni, attacchi così violenti – offese, forzature, bugie – al sindacato-scuola e alla funzione di mediazione organizzata del sindacato in generale.

Nel recente Lo strapotere dei sindacati nella scuola (Corriere, 22 agosto) il Nostro parla d’irresponsabilità e “demagogiche richieste ultimative” che starebbero “facendo da tempo i sindacati della scuola”. E’ il chiodo fisso di Galli della Loggia, un’ossessione che lo induce a falsificare la realtà: i sindacati criticano – scrive – ma non dicono “che cosa farebbero loro al posto della titolare del ministero”. Non è così. Stanno mostrando serietà, i sindacati, con suggerimenti in parte accolte dalla ministra. La Cgil-scuola e altre sigle, per dire, hanno firmato alcune settimane fa il Protocollo per il rientro in classe: ciò mostra – insieme ad altri accordi – la volontà di collaborare con la ministra, nella distinzione dei ruoli, in un momento così difficile per il Paese.

Ma a Galli della Loggia non va giù, e da “coerente” liberale crede che le libertà sindacali – gli scioperi, le rivendicazioni – siano vecchiume. Tempo fa denigrò i docenti parlando di “silenzio cronico” degli insegnanti: la loro voce è assente “da sempre”, scrisse, “dal confronto pubblico”. Falso. Dal ’68 a oggi la voce degli insegnanti s’è fatta sentire con movimenti, programmi, proposte, e ha fatto cadere più di un governo. Incredibile poi l’odio del Nostro per i precari della scuola. Insomma, senza negare la necessità di concorsi per i neo laureati, il problema dei precari va risolto; i precari sono insegnanti che hanno fatto la gavetta, che da anni mandano avanti la scuola, che hanno accumulato competenze preziose. “S’impara a insegnare – dice Bruner – l’esperienza della classe è fondamentale”. Perché non tenerne conto?

Troppo facile sparare a zero sui sindacati, dimenticando il ruolo riconosciuto dall’art. 39 della Costituzione. Ho difeso più volte la ministra Azzolina oggetto di attacchi spesso pretestuosi. Oggi è diverso.

La sua frase sul sindacato che sabota non mi piace. Giusta la posizione di Zingaretti: “Il governo utilizzi la collaborazione e non alimenti divisioni. Bisogna lavorare insieme al mondo della scuola per raggiungere l’obiettivo”. Parole sagge. Che la ministra e certi opinionisti dei giornaloni farebbero bene ad ascoltare. Quest’ultimi, che sparano sui sindacati e la scuola pubblica, per favorire Confindustria e la scuola privata, sono insopportabili e hanno da tempo gettato la maschera.

La superficialità di Galli della Loggia emerge ancor di più quando passa dalle critiche alle proposte. Tempo fa scrisse un articolo proponendo soluzioni risibili sulla scuola (“Cattedre più alte per tutti i professori”, Corriere, 5 giugno 2018). Non voglio infierire, ma le sue farneticazioni (le commentai in Riformare la scuola ascoltando i docenti, Il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2018) erano davvero ridicole.

La strada giusta è – soprattutto nell’epoca del coronavirus – il confronto e la collaborazione tra sindacati e ministra: “Se avessimo deciso di fare i sabotatori – dice Francesco Sinopoli, segretario nazionale della Cgil-scuola – non saremmo arrivati a questo punto. Abbiamo cercato da mesi di dare indicazioni, sostenendo le nostre proposte con iniziative di mobilitazione, e le risorse sono arrivate: tardi, e poche… ma sono arrivate anche grazie a noi”. Insomma, il sindacato si muove già nell’ottica della collaborazione; la ministra ne prenda atto e non alimenti polemiche; Galli della Loggia continui pure a farneticare proponendo cattedre più alte per i prof. Gli insegnanti per fortuna hanno capito da tempo che la scuola non si salva reintroducendo nelle aule la predella.

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