“Le parole usate dalla ministra Lucia Azzolina nell’intervista a Repubblica sono da irresponsabile. Sulla partita della scuola si rischia di far cadere il governo“. A puntare il dito contro l’inquilina di viale Trastevere che stamattina ha parlato di “sabotatori” nel sindacato è, in teoria, una sua alleata in maggioranza: Valeria Fedeli, ex sindacalista ed ex ministra dell’Istruzione in quota Pd dal 12 dicembre 2016 al 31 maggio 2018. Contestata da molti, derisa in passato per la questione del titolo di studio (aveva dichiarato di aver conseguito il diploma di laurea in Scienze sociali presso la Scuola per assistenti sociali di Milano nonostante si trattasse di un diploma, poi equiparato) e decisa nell’usare a tutti i costi il sostantivo “ministra” al femminile, un risultato l’ha sicuramente portato a casa: dopo l’epoca Stefania Giannini era riuscita a riallacciare i rapporti con le organizzazioni sindacali. Un’intesa che ora con Lucia Azzolina sembra essere sfumata.

Senatrice, ha letto l’intervista di oggi della ministra Azzolina?

Certo. A dire il vero la stanno leggendo tutti pensando alla ministra come una irresponsabile non solo perché il 21 agosto fa un’operazione così ma per il modo che ha usato di scaricare su altri responsabilità che sono sue. In questo momento il suo compito è creare le condizioni perché tutti i soggetti siano coinvolti per riaprire le scuole. Questa intervista è immorale, eticamente oltre che politicamente sbagliata. A dieci giorni dalla riapertura, con i problemi che ci sono, non puoi dire certe cose: è da irresponsabile. Si deve operare non per dividere ecco perché è un intervista sbagliata, è troppo divisiva.

Il rapporto tra le organizzazioni sindacali e Azzolina non è mai stato felice.

I sindacati hanno cercato da subito il dialogo ma per i primi mesi lei non ha mai voluto parlare. I dirigenti scolastici sono altrettanto arrabbiati. Lei dice solo “Non mi dovete attaccare” ma poi non risolve i problemi.

Le dichiarazioni di oggi avranno delle conseguenze gravi?

Non avendo programmato per tempo le azioni da mettere in campo (non a caso si è arrivati all’intesa con il sindacato il 6 agosto), non vi saranno conseguenze ma sulla scuola c’è il rischio di una crisi di governo. Se ci sono problemi nella riapertura, tutti hanno una parte di responsabilità a partire dalla ministra.

Stanno vivendo tutti con il mal di pancia: presidi, insegnanti, sindacati, uffici scolastici.

Sono tutti preoccupati. Lucia Azzolina ha preso in mano tardi le questioni più importanti. Ha lavorato per inimicarsi tutti. I sindacati non sono perfetti, non l’ho mai detto ma li devi coinvolgere. Bisognava avere in testa cosa vuol dire aprire le scuole in condizioni di sicurezza. Purtroppo la ministra ascolta solo poche persone.

Va detto, tuttavia, che è stata lasciata sola. La viceministra Anna Ascani “studia” da ministra.

Non è vero. Anna Ascani ha sempre cercato di parlare con lei ma non l’ha mai ascoltata. Ha fatto tutto da sola. Azzolina non parla con nessuno.

Senatrice Fedeli, eppure per arrivare a certe affermazioni ci dev’essere qualcosa di reale?

Non c’è alcun fondo di verità. La ministra ha usato un linguaggio pazzesco: sabotare. È come se dicesse che ci sono persone pagate che impediscono il funzionamento della scuola con la loro professionalità. La parola “sabotatori” è inaccettabile. È un linguaggio improprio. Ha generalizzato sul sindacato: doveva fare i nomi, se li ha in mano.

A settembre si ricomincia davvero. Si torna in aula?

Il 14 si riapre: come vediamo, se tutti sono davvero in classe, sicuri. L’ultima novità è quella di un referente Covid per scuola: perché non si è usato il Mes per prendere medici e infermieri per ogni scuola? È un investimento che andava fatto. La ministra è confusa, fa slogan.

Eppure anche lei avrà fatto qualche errore con i sindacati. Non mi dica che tutto è filato liscio.

Ho sbagliato a non aver portato a compimento l’attuazione dei decreti legislativi. In parte non ho avuto il tempo di far rilanciare a loro una funzione innovativa nella rappresentanza del mondo della scuola. Servono confronti seri con scontri chiari, posizioni esplicite e differenti. Azzolina non sa cos’è il confronto. I sindacati e tutte le rappresentanze vanno coinvolte. Se vuoi avere risultati devi coinvolgere, convincere. Non c’è innovazione e cambiamento dall’alto, serve dialogo e rispetto.

Senatrice, quanto tempo ha ancora Lucia Azzolina per stare a viale Trastevere?

Non lo so. Bisogna vedere quanto dura il Governo. Aspettiamo le elezioni di settembre.

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