“Ancora piangiamo i nostri morti, ci siamo chiusi in casa tre mesi e abbiamo accettato l’elemosina dei 600 euro“. Si apriva così l’intervento di Elena Murelli, che a nome del proprio gruppo parlamentare, la Lega, interveniva alla Camera durante il dibattito sull’istituzione della giornata della memoria per la vittime da Covid-19 (fissata per il 18 di marzo, la notte delle bare sui camion dell’esercito che sfilavano per Bergamo). Murelli è una dei tre deputati ad aver richiesto e ottenuto proprio quel bonus da 600 euro (poi aumentati a mille) che lo Stato ha garantito in piena emergenza a partite Iva e autonomi e che lei stessa ha definito “elemosina”. Ora la Lega ha deciso di sospenderla insieme al collega Dara, anche lui beneficiario del contributo. Più avanti, quel giorno, la parlamentare leghista attaccherà anche la maggioranza con un “pur di tenervi le poltrone importate il coronavirus“. A quel punto il Pd, il Movimento 5 stelle e Leu avevano abbandonato l’aula

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