(Adnkronos) - A Roma la camera ardente dello stilista Valentino Garavani, morto lunedì 19 gennaio. Allestita presso PM23 in piazza Mignanelli 23 a Roma, si potrà entrare giovedì 22 gennaio dalle 11 alle 18.
Mercoledì tra i primi ad arrivare è stato l’assessore alla cultura del Comune di Roma, Alessandro Onorato e la stilista Maria Grazia Chiuri, che ha collaborato con Valentino per tanto tempo.
“Valentino ha incarnato Roma, è stato ispirato da Roma e ha portato Roma nel mondo. Aveva una personalità nella moda, ma anche nell’arte. Roma lo dovrà ricordare come merita, gli siamo immensamente grati”. Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri entrando alla camera ardente di Valentino. “La sua fondazione, e queste mostre che ha realizzato sono l’ultimo regalo alla città. I suoi colori, la sua luce, un grande che ha portato Roma nel mondo e Roma le è grata e lo ricorda con commozione”, ha aggiunto il primo cittadino della Capitale.
“Il nostro Paese piange un talento unico, non dimenticheremo la sua generosità verso la capitale d'Italia”, ha detto Onorato aggiungendo: “Questa fondazione è l'ultimo atto d'amore che Valentino e Giammetti hanno lasciato alla nostra città, e sarà sempre punto di riferimento di formazione per le nuove generazioni".
“Una persona speciale, mancherà tanto, ho avuto il privilegio di essere vestita da lui, di essere anche un’amica, ed è un’emozione”. Così l'étoile Eleonora Abbagnato, arrivata in piazza Mignanelli.
Nella camera ardente, dove si può entrare senza fare alcuna ripresa né intervista, il colore scelto per l’allestimento è il bianco: dalle rose - il fiore preferito dallo stilista che puntellano il percorso di arrivo, alle pareti, fino all’installazione appesa che scende dal soffitto ricoperta di fiori bianchi sopra il feretro.
A quanto apprende l’Adnkronos, si è trattato di un desiderio dello stesso stilista, trattandosi di uno dei suoi colori preferiti insieme al celebre rosso. All’esterno del Palazzo in piazza Mignanelli che ospita la sua Fondazione e nella camera ardente, tutto è candido. All’interno, nell’installazione sospesa sul soffitto che ricade sul feretro con fiori stabilizzati e di stoffa ci sono papaveri, anemoni, camelie, rose avalanche, dahlie, delphinium, Bouganville. Per i giardini di fiori veri a terra ci sono invece ranuncoli anemoni, rose inglesi, rose avalanche, violaciocche. Fuori, campeggiano invece corone di fiori bianchi da parte di Donatella Versace, del sindaco di Roma, dell’equipaggio privato del suo yacht, dell’ospedale Gemelli e del teatro dell’Opera di Roma.
All’interno, davanti alla bara di colore chiaro, seduti ci sono, tra gli altri, l’alter ego e collaboratore di una vita Giancarlo Giammetti, il compagno dello stilista Bruce Hoeksema e lo stilista Alessandro Michele. "Cosa mi ha colpito di più? Tanto amore da parte della gente. Non mi aspettavo l’affetto della gente così forte, mi aspettavo i giornali, ma non tutto questo amore”, ha detto Giammetti che commenta anche il tripudio di bianco ovunque: “Il bianco era uno dei suoi colori, ed era il più adatto a questa occasione”. "Abbiamo cominciato qua dentro", ha sottolineato. Questo palazzo, "ha rappresentato la vita, dove siamo cresciuti, un nido da dove abbiamo spiccato il volo ma tornavamo sempre qui”. La caratteristica fondamentale di Valentino era “l’insistenza di voler imbellire la donna, della quale voleva eliminare anche i possibili difetti attraverso i dettagli, questa è la chiave del suo successo”, ha aggiunto.
"Io sono arrivato qui, quando Valentino non c'era già più, non abbiamo avuto modo di lavorare insieme però mi è sempre sembrato una persona delicatissima, gentile, anche ironico", le parole del direttore creativo di Valentino. “Penso che sia una grande perdita, un grande uomo, una persona straordinaria, credo per tutti - ha detto dal canto suo Michele - un grande esempio di passione e amore. Un'eredità grande da portare avanti. Ma non mi sento di prendere il suo posto, lui è un grande padre fondatore, oramai è mitologia pura, quindi lo penseremo come un essere magico. Io non ho lavorato con lui, quindi non mi arrogo nessun tipo di diritto, però tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo".
Molta commozione anche tra le persone comuni, che si avvicinano in lacrime al feretro salutando i familiari e i collaboratori più stretti. All’interno della camera ardente, dove davanti al feretro campeggia una maxi foto dello stilista, a rendere omaggio a Valentino ci sono anche i due iconici carlini amatissimi dallo stilista, tenuti da alcuni parenti.
I funerali di Valentino, deceduto a Roma a 93 anni, si terranno invece venerdì 23 gennaio, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica 8 a Roma, alle 11.
Al tempo dei romani scorrazzavano sull’isola galline selvatiche – da cui, secondo gli antichi, il nome – poi diventò rifugio di Papi e sede di una potentissima abbazia. Privatizzata nell’Ottocento, rifugio dei nazisti nel Novecento, infine proprietà di nove famiglie di facoltosi liguri e piemontesi. Ora Gallinara, l’unica vera isola della Liguria, cambia di nuovo proprietà. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, è stata acquistata per oltre 10 milioni di euro da un magnate nato in Ucraina, residente nel Principato di Montecarlo ma con la nazionalità a Grenada, Stato insulare delle Piccole Antille.
Il nuovo proprietario dell’isola si chiama Olexandr Boguslayev, ha 42 anni, e ha comprato l’isola attraverso le “Gallinette“, la società di Montecarlo che ha materialmente effettuato l’acquisto. In più, Boguslayev è proprietario di diverse altre società immobiliari in Costa Azzurra. Suo padre, Vyacheslav Boguslayev, è un politico e industriale ucraino di 81 anni, nonché guida della Motor Sich, storica azienda fornitrice dell’aviazione russa e tra i più grandi produttori mondiali di motori per aerei, missili ed elicotteri. La vendita da 10 milioni di euro è stata finalizzata dai nove gruppi familiari piemontesi e liguri che l’hanno posseduta in comproprietà per oltre 40 anni.
A causa dei vincoli paesaggistici, essendo parte della Riserva Naturale Regionale, sull’isola di Gallinara non si può costruire. Nell’unica villa presente sull’isola vennero ricavate le proprietà immobiliari dei nuovi proprietari e l’approdo è vietato ai turisti. Ora, grazie al lavoro di un giovane avvocato di Nizza, Yannick Le Maux, e un legale di Torino, Alberto Cortassa, Boguslayev è riuscito a far maturare l’acquisto e dal 17 luglio, segnando un nuovo capitolo della complicata e tortuosa storia dell’isola a forma di tartaruga, nel Santuario marino dei Cetacei. L’atto è sottoposto a prelazione da parte di Stato, Regione e Comune e sarà perfezionato nei prossimi mesi.
Alta 87 metri, lunga 470 e larga 450, l’isola della Gallinara è inaccessibile ai turisti.Secondo Catone e Varrone, si chiama così perché anticamente abitata solo da galline selvatiche. Nel corso del Medioevo divenne prima rifugio di San Martino di Tours, nel quarto secolo dopo Cristo, quindi di papa Alessandro III, in fuga da Federico Barbarossa nel 1162. Divenuta un territorio del Vaticano, divenne sede di un’abbazia affidata ai monaci benedettini, che conobbe il suo apice d’influenza tra il VIII e il XIV secolo. Solo alla metà dell’800 l’isola venne, infine, privatizzata, e passò in proprietà al banchiere di Imperia Leonardo Gastaldi. Nella seconda guerra mondiale fu usata come insediamento da un battaglione della Wehrmacht che scavò numerose gallerie e grotte per nascondere le armi. Nel 1960 venne quindi acquistata dall’industriale genovese Riccardo Diana, che ci condusse acqua ed elettricità, trasformò l’unico approdo tra le rocce in un porto e fece costruire Villa Diana. Una ventina d’anni dopo la proprietà passò di nuovo di mano in quanto venne rilevata da un gruppo di nove famiglie facoltose della Liguria e del Piemonte. A causa dei vincoli imposti sulla costruzione, dall’unica villa presente sull’isola, fatta costruire poco prima, vennero ricavate le proprietà immobiliari dei nuovi padroni.