di Luisa Cozzi*

Ormai siamo consapevoli del fatto che tutte le transizioni della vita, come per esempio la maternità e la paternità o l’assistere familiari non autosufficienti, sono momenti talmente intensi da portare con sé nuove energie, risorse e competenze. Sono una naturale evoluzione dell’uomo e quindi una risorsa in più, non un problema da gestire.

Maternità, paternità e assistenza a familiari anziani o disabili diventano un Master di vita.
Esiste un metodo chiamato Life Based Learning, cioè apprendimento basato sulla vita, che aiuta le persone che passano questi momenti fondamentali di transizione, spesso visti come un minus dalle organizzazioni, a evidenziali, viverli al meglio facendoli diventare degli asset di business, per le persone e per le aziende.

Cosa pensereste se la vostra azienda, sapendo che state per diventare neo-mamma o che accudite un familiare anziano non autosufficiente (caregiver) vi affiancasse un professionista che vi aiuta, attraverso la formazione a distanza, ad affrontare al meglio questo momento esaltando l’arricchimento umano ma anche organizzativo che lo stesso produce?

Riccarda Zezza, CEO di Lifeed, ideatrice e fondatrice di MAAM (Maternity as a Master) che affianca le organizzazioni nell’erogare master a distanza racconta che i loro iscritti accedono ai contenuti attraverso l’online: qui si sfrutta la pratica della vita quotidiana, a casa o al lavoro, per applicare (e allenare) alcune competenze soft, come l’empatia, il problem solving, la creatività, l’orientamento al risultato. In questo modo le persone non hanno bisogno di entrare in aula, vengono accompagnate a distanza nell’acquisire consapevolezza sul come queste stesse competenze – particolarmente apprezzate nel mondo del lavoro – possano essere apprese e allenate nella vita quotidiana; ciò diventa un metodo che insegna a trasferire sul lavoro quel che viene appreso nella vita, e viceversa.

Evoluzione uguale a leadership generativa

Numerose ricerche ci dicono che il nostro cervello si è evoluto in accordo con i ruoli che uomini e donne hanno avuto nelle centinaia di migliaia di anni da cui esiste la nostra specie. Questi “istinti”, ovviamente, non sono tutto: l’esperienza, il contesto, la formazione, le intenzioni possono fare molto per aggiungere e migliorare le nostre capacità. Ma è giusto sapere che per molto tempo una vita estremamente più semplice ha “cablato” i nostri cervelli in un certo modo.

Le donne – ma non solo – sono portatrici di una nuova forma di leadership, che l’organizzazione della Zezza chiama “leadership generativa”: è una leadership che non si basa solo sui risultati, sulle performance, ma che aiuta le persone e i progetti a crescere forti (più forti del leader stesso!). Le donne e, in generale, i caregiver possono essere ottimi manager e leader, poiché hanno le giuste qualità – empatia, flessibilità, capacità di far fronte con calma a situazioni di forte stress, di creare alleanze e aiutarsi reciprocamente.

Eppure i caregiver sono ancora oggi penalizzati nel mondo del lavoro. Proprio nel momento in cui diventano caregiver, le donne escono dal mondo del lavoro poiché quella è la fase in cui l’equilibrio vita-lavoro comincia a vacillare: ciò si traduce in una perdita di talenti e di opportunità enorme.

Ricerche sui caregivers

Da una recente ricerca dell’Harvard Business University, il 73% dei dipendenti in un’azienda è un caregiver e in media dedica circa 24 ore a settimana a questo vero e proprio “secondo lavoro”. Con l’allungamento della vita attiva, è facile presupporre che questi numeri siano destinati ad aumentare, imponendo alle aziende di mettere in campo iniziative in loro sostegno (per evitare costi ingenti legati alla ridotta o mancata produttività), volte a valorizzare questa esperienza della vita che, se adeguatamente gestita, può rivelarsi fonte di nuova energia, crescita professionale, benessere organizzativo.

* Libera professionista nel mondo della comunicazione digitale, promuove eventi e incontri che coniughino cultura e business. Scrive per blog e portali professionali su tematiche quali salute & benessere, innovazione, imprenditoria al femminile e start-up. È del 2017 il suo “La Logica del Fluire; che mercato saremo”, Lupetti Editore. Ricopre il ruolo di direttore editoriale del format multimediale Poetando Video-Poesia.

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