Una app in 24 lingue, quelle dell’Unione europea, che piacerà sicuramente a Greta Thunberg perché dà voce ai bambini e ai ragazzi del vecchio continente. I quali dal primo luglio possono lanciare chiaro e forte il loro messaggio sull’ambiente: di rabbia per il poco che si fa, di paura per un mondo inquinato, di voglia di fare per cambiare le cose. Ma non saranno loro ad apparire sullo schermo bensì oggetti come piante, edifici, tronchi, scarpe con la loro faccia e con la loro stessa voce.

Il progetto si chiama Earth Speakr, l’autore è l’artista visuale islandese-danese Olafur Eliasson. Il quale ha pensato – visto che a vivere le conseguenze più acute del riscaldamento globale saranno i bambini e i ragazzi di oggi – che toccasse a loro parlare. Ed è ciò che, infatti, fa Earth Speakr, un’opera d’arte inedita, realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut e inaugurata il primo luglio in coincidenza con l’avvio della presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea (di cui rappresenta il cuore del programma culturale).

Eart Speakr è un sito interattivo – www.earthspeakr.art – e insieme una app gratuita tramite cui il bambino può disegnare il suo volto a piacere e registrare la sua voce per animare letteralmente l’ambiente – piante, tronchi, fiumi, ma anche il cielo o una buccia di banana – con una tecnologia interattiva. I messaggi dei bambini verranno condivisi sul sito e vivranno tramite Realtà Aumentata (AP). “Non c’è qualcosa di giusto o sbagliato ed è facile per tutti partecipare – ha detto l’autore – La mia opera invita i bambini a parlare del cambiamento climatico, con preoccupazione oppure con speranza, riunisce le loro voci e amplifica ciò che hanno da dire e noi, adulti e decisori politici, dobbiamo prenderli sul serio”.

E appunto, gli adulti che ruolo hanno? Su Earth Speakr possono dimostrare che i messaggi dei bambini vengono ascoltati creando i cosiddetti Loud Speakrs, dove vengono raccolti i messaggi grazie alla Realtà Aumentata e che vengono posizionati su una mappa virtuale – in piazze, parchi, presso edifici istituzionali – per incoraggiare anche altri ad ascoltare. Non solo. I messaggi dei bambini vengono anche trasmessi in streaming a Bruxelles presso l’edificio Justus Lipsius e l’edificio Europa, presso il Parlamento europeo a Bruxelles e Strasburgo e a Berlino presso il Lichthof dell’Ufficio Federale degli Affari Esteri. Un concerto di voci che dovrebbe spingere chi fa le leggi a tenere conto dei diritti di chi oggi non vota. Ma che domani sarà chiamato a riparare ciò che i grandi hanno, e forse in maniera irreparabile, danneggiato.

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