E pensare che voleva fare il medico, pur giocando a calcio. Poi è arrivata la folgorazione – quella vera – appena ha iniziato a frequentare il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, diplomandosi in tromba (era figlio di un trombettista originario di Arpino, in provincia di Frosinone), e la musica non l’ha più lasciata. Il maestro Ennio Morricone in oltre sessant’anni di carriera ha firmato oltre 500 colonne sonore e collezionato David di Donatello, un Oscar alla carriera, l’Oscar per la Miglior Colonna sonora del film “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, Premi Bafta, Golden Globe, Grammy Award, il Prado d’oro alla carriera (1989), l’Efebo d’argento, il Leone d’oro alla carriera (1995) e il Polar Music Prize, primo italiano nel 2010 a riceverlo.

Ennio Morricone ha dedicato tutta la sua vita alla musica tra composizioni e incisioni, vendendo oltre 70 milioni di dischi. “Vivere con uno che fa il mio mestiere non è facile.- affermava il maestro – Attenzione militare. Orari rigorosi. Giornate intere senza vedere nessuno. Sono un tipo duro, innanzitutto con me stesso e di conseguenza con chi mi sta attorno”. Più di 70 anni di matrimonio con l’adorata moglie Maria Travia che gli ha dato quattro figli. Un amore nato piano piano. I due si sono conosciuti nel 1950, Maria era amica della sorella del Maestro. Poi la ragazza ha avuto un incidente grave in macchina col padre ed è rimasta ingessata dal collo alla vita. Morricone le è rimasto al fianco in ospedale e nella convalescenza, così piano piano è nato il loro amore. Proprio a Maria, Morricone ha dedicato l’Oscar per la Miglior Colonna Sonora nel 2016: “Lo dedico a mia moglie Maria Travia, mio mentore”, aveva dichiarato davanti a tutta la platea il Maestro. “Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. – amava dire il Maestro – Non se se esistano il colpo di fulmine o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata”.

Non c’era solo la musica. Ennio Morricone amava moltissimo il gioco degli scacchi, tanto da rientrare nella seconda categoria nazionale. Una passione nata all’età di 18 anni, dopo l’acquisto di un manuale. Il compositore era anche un appassionato di calcio e tifava per la Roma. Pragmatico ma anche riflessivo, Morricone ha sempre messo sullo stesso piano la musica e la fede. “La fede e la spiritualità sono state importanti nella mia vita. – ha dichiarato a Vanity Fair – Anche il rapporto della mia musica con la spiritualità è naturale. In alcune occasioni l’incontro è stato più ravvicinato. Come quando mi è stato chiesto di scrivere una Messa per papa Francesco. È una cosa che mi ha fatto molto piacere”. Nonostante abbia incontrato nel corso della sua carriera tantissimi uomini potenti, Morricone non si è mai esposto né chiesto un favore: “Li ho incontrati più di una volta e non ho chiesto loro mai nulla”. Unica incursione politica nel 2007, quando ha partecipato alle primarie del Partito Democratico come candidato in una lista di sostegno a Walter Veltroni. Ma è stata una decisione mossa da un intenzione ben precisa: far sì che l’insegnamento della musica avesse un posto dignitoso tra le materie scolastiche.

Morricone è soprattutto il Maestro che faceva sognare con le sue colonne sonore. Si è dedicato anche alla musica per la radio, la tv e il teatro. Sono suoi brani come “Se telefonando”, portato al successo da da Mina e molti arrangiamenti per Gianni Morandi. Le idee musicali, le grandi intuizioni, appena si palesavano venivano concretizzate: “Organizzo tutto nella testa. Poi scrivo. Un musicista vero non ha bisogno di registratori, né di uno strumento per comporre. Non si va mica a cercare le note sulla tastiera”

Ha collaborato con registi straordinari del calibro di Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone (erano compagni alle elementari e come non ricordare il capolavoro della colonna sonora di ‘C’era una volta il west’), Bernardo Bertolucci, Brian De Palma, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Pedro Almodovar e Warren Beatty. In particolare Giuseppe Tornatore non solo ha stretto un rapporto professionale, ben tredici film insieme, ma anche di amicizia. Tanto che il regista premio Oscar per “Nuovo cinema Paradiso” (le musiche firmate ovviamente dal Maestro) ha pubblicato nel 2018 il volume “Ennio – The Maestro”. Un libro-intervista in cui Morricone si è messo a nudo, confessando di non amare molto ascoltare i dischi degli altri. Sarebbe dovuto uscire un documentario, con i contributi di Quentin Tarantino, Bruce Springsteen e Clint Eastwood, tratto dal libro e firmato proprio da Tornatore, poi la pandemia ha bloccato tutto e fatto slittare, presumibilmente al prossimo anno, il progetto. “È rigorosissimo, questo sì, ma generoso, instancabile, sempre pronto ad approfondire per ottenere il meglio. Non ama sentirsi dire ‘bravo’ anzi gli piace avere giudizi critici. Quando lavoro con lui so che posso chiedergli tutto. Sa essere umilissimo. Sa essere artigiano”, così lo ha descritto l’amico Tornatore.

Schivo, riservato, gentile, mai fuori posto. Ennio Morricone ha sempre dato una immagine di sé forte e di successo. Alla domanda come un uomo potesse superare i momenti difficili sia della vita privata che della carriera privata, lui rispondeva senza alcun dubbio: “Avere fiducia in se stesso”.

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