A un certo punto uno si stufa pure di citare Black Mirror, serie tv su un inquietante futuro superata in scioltezza dal presente quanto a fatti indesiderati e imprevedibili, degni di un romanzo di Lansdale. Tipo fare acquisti da Zara. Uno entra, guarda, si prova quello che ha scelto, paga e se ne va. E se ci sono delle regole da rispettare causa pandemia, le rispetta. Parrebbe facile. Succede invece che in uno dei punti vendita Zara di Saragozza, in Spagna, a una ragazza viene impedito di entrare in camerino con più di un certo numero di capi, perché così dicono le regole anti-covid. Succede che da lì allo scatenarsi di una maxi rissa è questione di un attimo. Alla 30enne viene chiesto di entrare con 4 capi. Lei non ci sta e li butta indignata addosso al commesso. Ad assistere alla scena, altre donne. Chi è stato da Zara non dimentica la fila per entrare nei camerini i Zara: un po’ come ‘le regole del Fight Club’ preferisce non parlarne ma sa di che si tratta. Code probabilmente ora ridimensionate post pandemia ma un tempo lunghe qualcosa meno della Muraglia Cinese. Ed è proprio una delle signore, una donna sulla cinquantina, in attesa del proprio turno per provare gli abiti che ha “scatenato l’inferno”: si è rivolta alla giovane facendole notare la sua maleducazione e arroganza. Come in un ciak di Sergio Leone, le due si sono ritrovate a terra: schiaffi, pugni, tirate di capelli. È a questo punto dell’azzuffatina che una terza donna, 60 anni, ha provato a intervenire ma niente da fare: calci e pugni anche a lei. Che fare? La polizia locale, naturalmente. Gli agenti sono intervenuti e hanno accompagnato le donne all’ospedale Montecelo, dove sono state visitate. Poi, scambio di denunce. Per un pugno di vestiti di Zara.

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