A Mondragone negli ultimi giorni si sono sommate in peggior modo tutte le ipocrisie e tutte le fragilità del nostro Paese. Gli ingredienti ci sono tutti: una emergenza sanitaria e una crisi economica che terrorizzano le persone, gestite in malo modo, le elezioni regionali e la consueta abitudine dei politici di manipolare senza vergogna ogni evento, l’omertà di tutta la società nei confronti delle mafie e dello sfruttamento e della schiavizzazione dei più deboli individuando i capri espiatori e i colpevoli nelle vittime di questo sistema, e come se non bastasse, ci sono pure gli “zingari” di mezzo.

In questi giorni ho cercato di parlare con più protagonisti possibili di questa storia per capire meglio, con istituzioni locali, sindacati e associazioni, giornalisti locali che seguono tutta la vicenda, e infine con gli stessi “bulgari”. E’ sempre raccontata così: ‘Sì, alcuni lavorano in nero, poi vai a scavare e capisci che sono tutti che lavorano in nero, alcuni sì, hanno un contratto, ma per 10 giorni lavorativi all’anno e lavorano 200 giorni all’anno, e 10-12 ore al giorno. No, i bambini non lavorano, vengono portati nei campi e negli allevamenti di bufale dalle mamme che non sanno dove lasciarli, ma non lavorano proprio, lavorano soltanto da 14 anni in su (per 2 euro all’ora)’. Viene da chiedersi che concetto hanno del lavoro minorile.

Sì, vengono pagati 2-3 euro all’ora, gli uomini anche 4, ma questo è il Sud, tutti lavorano a questi prezzi, camerieri, pizzaioli, tutti quelli che non hanno un contratto regolare. Sì, pagano 100 euro al mese un posto letto nelle case fatiscenti e sovraffollate, di cui nessuno dei miei interlocutori sa o vuole dire chi siano i proprietari: dicono solo “italiani”, ma non tutti in nero. Poi vai a scavare e capisci che sì, ci sono i contratti, ma non con loro, loro vivono in subaffitto.

Poi parlano di degrado, di criminalità, di spaccio di droga. Ma quando gli chiedo come mai le persone che spacciano e praticano attività criminali non guadagnano abbastanza con queste attività piuttosto proficua in quella parte d’Italia e hanno bisogno di andare a lavorare nei campi 12 ore al giorno per 2-3 euro all’ora, il ragionamento si blocca.

Sì, ma non sono loro a spacciare, sono altri, ma fa parte del degrado generale. C’è qualcuno che dice che per decenni quel litorale è stato fortemente inquinato e che il turismo non c’era. Il principale interesse economico della zona era nell’agricoltura. Ora ci sono i depuratori, il litorale è bonificato, gli interessi sono cambiati, bisogna portare i turisti e in una zona centrale di Mondragone ora loro danno fastidio, bisogna mandarli via da lì.

Vincenzo De Luca dice: “Buona parte sono di etnia rom, cioè le persone che vivono non so come”. Per il consigliere regionale del Pd Giovanni Zannini sono zingari, non è facile farsi capire. Per il console bulgaro, i bulgari di etnia rom hanno una mentalità particolare. Invece Matteo Salvini dichiara che la Lega darà le case a chi merita le case, il lavoro a chi merita il lavoro, e libererà Mondragone dai rom.

Ma chi sono questi rom, zingari, bulgari, ignoranti con mentalità particolare? Più che lavoratori, sono schiavi! Che hanno provato a protestare per poter lavorare, non solo perché in quarantena obbligata gli sono mancati i viveri, non solo perché non hanno diritto ai giorni di malattia pagati, ma soprattutto perché sono terrorizzati che durante il periodo di quarantena i loro “padroni” si procurino altri schiavi dai paesi vicini, e che loro dopo la quarantena non possano più ritrovare il posto.

Sono 700 di circa 25.000 moderni schiavi di etnia rom provenienti dalle zone rurali più povere della Bulgaria, nelle quali, oltre che di povertà, soffrono di una fortissima ed esplicita discriminazione razziale, che lavorano nei campi italiani producendo insieme ad altri schiavi di altre etnie le delizie e specialità di origine italiana e sui quali ascoltiamo infinite pubblicità la sera davanti alla televisione: prodotto in Italia, la qualità italiana, l’eccellenza italiana…

Ma vengono tutti qui, dal sud della Bulgaria nel Sud Italia? No, in Inghilterra sono sempre tra 20 e 25mila che lavorano in condizioni simili. Ma la maggior parte va in Germania. Lì, il numero di lavoratori in condizioni quasi identiche a quelli di Mondragone sono circa 40mila. L’ultimo caso di focolaio del Covid-19 si è verificato in uno dei più grandi mattatoi della Germania, di proprietà del signor Toennies, nel quale 1500 lavoratori si sono ammalati – mille dei quali sono bulgari di etnia rom, della stessa zona della Bulgaria dalla quale arrivano i nostri amici di Mondragone.

Anche lì pagano 100 euro per posto letto al mese, per ogni giorno di malattia l’affitto sale di 10 euro, lavorano con turni notturni fino a 16 ore, con la temperatura a 22 gradi sotto zero. In nero. Per 600 euro al mese. Il che è più del doppio di quanto guadagnano a casa loro per lo stesso tipo di lavoro per le stesse ore lavorative.

Nikolaj Kirilov, rappresentante della più grande organizzazione rom bulgara, Roma Standing Conference, mi fornisce tutti questi numeri e dice che hanno inviato ufficialmente una lettera di protesta al Ministero degli Affari Esteri in Bulgaria perché il console della Bulgaria non ha difeso i propri cittadini in una situazione drammatica. Ma noi, a chi scriviamo?

A De Luca e ai suoi consiglieri? Per dire di aprire gli occhi, che anche i sassi vedono come “questi” vivono, e come vive, da sempre, tutta la sua regione, chi subisce, chi guadagna e chi comanda!? A Salvini, per dire che l’illegalità di quelle zone non riguarda per nulla i rom? Ma anche questo lo sanno i sassi. Chi si merita una casa? Chi si merita un lavoro? Chi lo decide? Salvini o la nostra Costituzione?

L’Italia continua a chiudere gli occhi, o sceglie di abbassarli o di guardare dall’altra parte. E’ scomodo, un po’ per tutti, affrontare la verità, così com’è: meglio mediare, scaricare le colpe, manipolare la realtà. Purtroppo, sono solo gli sfruttati e i più deboli, ogni tanto, a mettere un dito nell’occhio dicendo la verità, ma dura poco, e poi si ritorna a parlare dei massimi sistemi, delle condizioni generali, del razzismo negli Stati Uniti e via, fino alla prossima campagna elettorale.

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