E’ morto a New York a 91 anni l’artista e illustratore Milton Glaser. Fu il maestro e principe dei graphic designer del secondo Novecento. Anche e soprattutto grazie a lui si deve il cambio di vocabolario della cultura visiva degli anni ’60 e ’70 con manifesti, riviste, copertine di libri e dischi estroverse dai colori vivaci. Tra le sue opere più celebri: il poster del 1967 di Bob Dylan con i capelli psichedelici e l’ormai inconfondibile logo “I love New York” (1976). L’annuncio della scomparsa, avvenuta nel giorno del suo 91esimo compleanno (il 26 giugno), è stato dato nelle scorse ore dalla moglie Shirley al “New York Times”.

Glaser, punto di riferimento nella grafica contemporanea, si è distinto per la capacità di innovazione espressiva, unita all’utilizzo di tecniche sempre nuove. Il suo tratto schematico ed essenziale spesso si è richiamato alle avanguardie artistiche novecentesche, che ha conosciuto grazie a Giorgio Morandi, di cui fu allievo durante un giovanile soggiorno in Italia.

E’ stato il fondatore con Clay Felker nel 1968 del “New York Magazine”, facendone una palestra di invenzioni grafiche fino al 1977, anno in cui ha lasciato la direzione della rivista. L’anno precedente Glaser aveva disegnato il poster promozionale per il lancio del nuovo disco di Dylan, poi diventato la copertina dell’album “Bob Dylan’s Greatest Hits” (1967): un semplice contorno della testa del cantautore, basato su una sagoma di autoritratto in bianco e nero di Marcel Duchamp, a cui aggiunse fasce ondulate di colore per i capelli, con un richiamo mutuato dall’arte islamica. Il poster divenne un simbolo della controcultura, vendendo oltre 6 milioni di copie nel mondo. Altri iconici poster sono stati realizzati da Glaser per Olivetti e Campari.

Nato a New York il 26 giugno 1929, dopo la laurea in storia dell’arte alla Cooper Union di New York, con una borsa di studio (1951) Glaser frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove studia incisione con il pittore Giorgio Morandi. Al ritorno, nel 1954, a New York fonda con Seymour Chwast, Reynolds Ruffins ed Edward Sorel il Push Pin Studio, uno studio che si occupa di grafica creativa: nello staff entreranno i più dotati grafici dell’epoca come Paul Davis, John Alcorn e James McMullan. “Push Pin Style” è stato poi il titolo di una grande mostra collettiva allestita nel 1970 al museo parigino del Louvre con il sostegno di Olivetti.

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