Eh sì, è arrivato il momento di salutarsi: avremmo voluto farlo raccontando le ultime maxi squalifiche dopo infuocate finali playoff per salire dalla terza categoria in seconda, le intemperanze di tifosi che complice il gran caldo e il pathos del match avrebbero rubato la pompa per irrigare il campo e innaffiato arbitri, guardalinee e loro stessi (sì, è accaduto anche questo), ma non è stato possibile. E allora prima dei saluti ripercorriamo, immaginando come sottofondo di queste righe la colonna sonora di “momenti di gloria” in perfetto stile Gialappa’s, tutte le chicche che in questa stagione, purtroppo interrotta dal Covid, ci ha regalato il calcio “pane e mortadella”.

EXCALIBUR
Impossibile non ricordare l’assistente dell’arbitro che usava la bandierina come spada, travolgendo tutti, durante un match di prima categoria del Trentino. Vale la pena riportare semplicemente quel referto scolpito nella storia: “In qualità di assistente arbitrale, per tutta la durata della rissa verificatasi al termine della gara, picchiava con inaudita violenza tanti giocatori avversari, alzandoli di peso, buttandoli a terra e colpendoli con forti pugni e calci alle costole, dando l’impressione di voler massacrare chiunque gli si parasse davanti. In possesso della bandierina, la usava a mo’ di bastone per colpire e a mo’ di spada per trafiggere. Quanto sopra avveniva fino a che, altri dirigenti, lo portavano via di peso”.

LA LEGGIADRIA DELLE REGINE SENZA TRONO
Come dimenticare l’eleganza e la leggiadria di una tifosa della Nuova Polisportiva Popolare Cep, seconda categoria toscana: gentile donzella che in polemica con l’arbitro gli scaglia contro una sedia, lo offende e lo minaccia. 250 euro di multa per la Nuova Polisportiva e un trono da sostituire per l’irascibile regina.

LA TRINCEA
E poi la trincea veneta. Ovviamente parliamo di campi: di quando, cioè a Ponte San Nicolò prima di una gara di seconda categoria ci si accorge che una porta è più alta dell’altra di 14 centimetri. Dunque? E dunque “c’è da scavà na busa”, esattamente sulla linea di porta, con giocatori, arbitri, magazzinieri e tutti gli altri impegnati nell’opera e negli scavi: poesia del calcio minore.

I DOLORI DEL GIOVANE CHRUSCEV
“So young, so good” il giovanotto dell’under 15 dell’Olmo, entrato nei nostri cuori quando ha deciso di imitare il segretario del Pcus Nikita Chruscev. Il leader sovietico infatti in un’assemblea delle nazioni unite tolse la scarpa sbattendola sul suo banco, il giovane calciatore invece in polemica col pubblico la scarpa gliela lanciava, intimandogli di stare zitti. Non importa dunque se si usi per chiedere la parola o per toglierla: il primo passo di ogni rivoluzione, sia la destalinizzazione o il sol de l’avvenire calcistico, parte sempre da una scarpa.

E vorremmo continuare ancora, tra lanci di portafogli, noccioline, mosse di karate, articoli verbosi o sgrammaticati, le interviste al mitico Sasà Soviero, Rosario Oristanio, al nonno bomber Angelo Ricca, ma ci fermiamo qui, il passato è un campo di gioco avversario con i tifosi che lanciano oggetti contundenti e all’orizzonte ci sono altre domeniche bestiali, perché noi siamo come la pancia del centravanti di terza categoria: passano gli anni, cambiano i mister ma a settembre ci troverete sempre lì.

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