Wirecard ritira i risultati 2019 e il cda ha ammesso “dopo ulteriori verifiche” che 1,9 miliardi di euro nel bilancio “molto probabilmente non esistono“. Gli sviluppi degli ultimi giorni, con prima la mancata certificazione del bilancio 2019 da parte del revisione E&Y e poi le banche filippine in cui avrebbe dovuto essere depositata quella liquidità che hanno smentito l’esistenza di quel denaro, hanno affossato il titolo alla Borsa di Francoforte mettendo in serio dubbio la continuità aziendale. Il titolo perde al Dax oltre il 30%. Ora, scrivono i quotidiani tedeschi, il tribunale di Monaco valuta l’accusa di falso in bilancio e per i due precedenti amministratori delegati, il fondatore Markus Braun e Jan Marsalek, potrebbe arrivare un mandato d’arresto.

In una nota la fintech bavarese afferma che il consiglio di amministrazione ha valutato, sulla base di un ulteriore esame, che esiste una probabilità prevalente che non esistano saldi dei conti fiduciari bancari per un importo di 1,9 miliardi. Oltre al ritiro dei conti 2019, la Wirecard ha ritirato anche i conti preliminari del primo trimestre 2020, la stima dell’Ebitda per l’esercizio 2020 e la guidance al 2025 su volume delle transazioni, ricavi ed ebitda. “Non si possono escludere potenziali effetti sui conti finanziari annuali degli anni precedenti”, aggiunge la società nella nota diramata stamattina. Intanto l’agenzia americana Moody’s ha deciso di ritirare i rating su Wirecard sottolineando che “le informazioni a supporto del mantenimento del rating sono insufficienti o inadeguate”.

“È un completo disastro e una vergogna quello che è accaduto”, ha detto Felix Hufeld, presidente del Bafin, l’autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca, in una conferenza a Francoforte commentando il caso di Wirecard. “Non siamo stati abbastanza efficaci da impedire che succedesse una cosa del genere” ha ammesso il presidente della vigilanza, rispondendo alle critiche sul ruolo dell’organismo di controllo. “Siamo nel mezzo della situazione più orribile che abbia mai visto una società del Dax”, ha rincarato il presidente. Il numero uno di Deutsche Bank, Christian Sewing, ha parlato di una “situazione seria” le cui conseguenze andranno ben oltre Wirecard.

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