“In piedi campeggiatori, camperisti e campanari, mettetevi gli scarponi oggi fa freddo”. Se domattina dalla radiosveglia, proprio alle 6 spaccate, partisse I got you baby di Sonny Bono, non preoccupatevi: è il 2 febbraio, è il Giorno della Marmotta, e Bill Murray potrebbe farvi compagnia di fianco al letto. La citazione di Beppe Grillo su Twitter (“Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo, pensavo di aver visto tutto…ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film ‘Il giorno della marmotta’ ”) fa riecheggiare il ricordo di Ricomincio da capo, una commedia parecchio bizzarra del 1993 diretta da Harold Ramis e interpretata da Murray e Andie MacDowell che ci fece davvero ridere.

Il caustico e burbero meteorologo Phil Connors è giunto a Punxsutawney in Pennsylvania assieme al suo cameraman e alla sua produttrice per un servizio su Phil la marmotta. È infatti dalla mattina del 2 febbraio del 1887 che ogni anno si segue il rito dell’apertura della tana dell’animale: se Phil quando esce non riesce a vedere la sua ombra perché nuvoloso l’inverno finirà presto; se vede la sua ombra perché è una bella giornata l’inverno andrà di lungo per altre sei settimane. Chiaro, di scientifico non c’è nulla, tanto che spesso Phil prende, pardon, grossi granchi. Ma è anche vero, proprio come ricorda Connors/Murray in un momento del film, che siamo di fronte ad uno dei più grandi “eventi” nazionalpopolari statunitensi.

Il bello, anzi la trovata geniale dello sceneggiatore Danny Rubin fu proprio quella di far ripetere al povero Connors tutti i giorni al risveglio la stessa giornata: quella del 2 febbraio. Stessa nenia alla radio, stesso tizio incontrato per le scale, stessa proprietaria tonta nella sala della colazione (battuta memorabile al secondo giorno in cui si ripete il 2 febbraio con Connors che le chiede “Ha già avuto un déjà vu signora? E lei: No, ma vado a chiedere in cucina”), stesso homeless all’angolo della strada, stesso petulante compagno di scuola assicuratore rivisto dopo malvolentieri dopo secoli (forse il più grande caratterista di Hollywood Stephen Tobolowsky), stesso piede che finisce nella pozzanghera ghiacciata. Una quotidianità che si ripete in loop. Sempre identica, sempre uguale, sempre ripetuta all’infinto. Il meccanismo comico è servito ma non eccede mai. Perché Murray, ancora loquace e gigione in modo comprensibile, un filo oltre l’apice della sua carriera, prova a modificare il reiterato trantran di Punxsutawney combinandone di tutte i colori. Compresi i tentativi di far cadere tra le sue braccia la bella MacDowell (ancora non all’apice perché Quattro matrimoni e un funerale deve ancora arrivare).

Insomma, in attesa di comprendere a cosa si riferisse Grillo (Si ripetono sempre gli stessi errori? Il tempo per il Movimento non passa mai? Il pallone è mio e lo porto via io?) ricordiamo qualche aneddoto da uno dei titoli dei primi anni novanta che hanno segnato in maniera indelebile una generazione. Leggenda vuole che Rubin avesse proposto lo script del film – tale e quale, giusto qualche battuta in meno – ad almeno una cinquantina di produttori, ma che alla fine sia stato Ramis a produrlo, cosceneggiarlo e dirigerlo. Prima di Murray nel ruolo di Phil erano stati sondati Tom Hanks e Michael Keaton. Il film venne girato non a Punxsutawney ma in una cittadina dell’Illinois – Woodstock – dove il piccolo ristorante Tip Top e il l’hotel dove alloggia il protagonista (all’epoca una casa privata) sono diventati in breve tempo luoghi di attrazione per migliaia di turisti. Si racconta infine che Ramis e Murray abbiano litigato come bestie per tre quarti di film. I due, assieme a John Belushi diedero vita, nei primi anni settanta alla rivista comico surreale stampata ad Harvard del National Lampoon. Esperienza che poi generò un programma radiofonico e uno spettacolo teatrale (più avanti anche un film) e che si fuse, attraverso l’ingaggio di Ramis, Murray e Belushi, al celeberrimo programma tv Saturday Night Live. Murray e Ramis interpretarono ne 1984 assieme a Dan Aykroyd il trio degli acchiappa fantasmi in Ghostbusters. Insomma le premesse per la riuscita comica tra regista e interprete di Ricomincio da capo c’erano tutte. Ma Murray che è sempre stato piuttosto folle e stralunato aveva parecchi problemi sentimentali all’epoca con la moglie da cui si separò alcuni anni dopo.

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