Dal 15 giugno hanno deciso che riapriranno ai movimenti turistici, ma non agli svedesi. Norvegia e Danimarca hanno annunciato che da metà del mese prossimo le restrizioni varranno ancora per l’unico Paese d’Europa che non ha imposto misure severe contro la diffusione del contagio e che ha registrato il numero di vittime da Covid-19 – oltre 4mila, con oltre 36mila infezioni – di gran lunga più alto tra i Paesi scandinavi. La premier danese Mette Frederiksen ha dichiarato in conferenza stampa a Copenhagen che Danimarca e Svezia si trovano in fasi diverse per quanto riguarda la pandemia e la Danimarca sta aprendo ai flussi turistici anche con Germania e Islanda. In Svezia migliaia di vittime sono state registrate nelle case di riposo – dove gli operatori hanno denunciato la mancanza di guanti e mascherine – e l’epidemiologo computazionale Alessandro Vespignani ha spiegato che la logica di rendere “sacrificabili” gli over 65 in nome dell’immunità di gregge sarebbe stata “inaccettabile” nei paesi latini.

Riapertura delle scuole – Intanto gli studenti di università e scuole superiori in Svezia ritorneranno in aula dal 15 giugno dopo mesi di lezioni a distanza per contenere la diffusione del coronavirus, visto che soltanto i bambini e ragazzi under 16 hanno continuato ad andare a scuola. In realtà, la maggior parte degli istituti ha già chiuso per le vacanze estive e quindi la maggior parte degli studenti non rientrerà in classe prima dell’autunno ma coloro i quali devono seguire corsi di recupero potranno farlo dal vivo. Riprenderanno anche alcune lezioni nelle scuole per adulti ma il resto dei corsi continuerà sulle piattaforme online. “Voglio essere chiara, siamo ancora nel pieno della pandemia“, ha sottolineato il ministro dell’Istruzione svedese Matilda Ernkrans, precisando che in tutte le scuole saranno attuate misure di sicurezza e vietati gli assembramenti con più di 50 persone.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

George Floyd, l’autopsia: “Non è morto per asfissia né strangolamento”. Poteste infiammano gli Usa: uccisi 19enne e un agente, centinaia di arresti. Casa Bianca sotto assedio. Pentagono prepara i militari

next