Nessuna novità sulle riaperture dei “confini” ma un “no” secco al passaporto sanitario. È l’opinione del viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni che ha parlato a margine dell’inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano. “Ho letto del passaporto sanitario e credo che qualche presidente di Regione debba usare meno la bocca e di più il cervello“, ha commentato, sottolineando che “in questa fase bisogna fidarsi della scienza”. “Sarebbe meglio partire tutti insieme il 3 giugno? Io me lo auguro, non dipende da me”, ha concluso. Immediata la risposta del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, il primo a proporre l’idea del passaporto. “L’affermazione di Buffagni ha un valore universale condivisibile. Credo si possa ben applicare anche ai viceministri”, ha commentato il governatore, aggiungendo che “anche se non è scientificamente né tanto meno politicamente provato che l’utilizzo del cervello da parte di alcuni possa migliorare la qualità delle loro dichiarazioni”. Sul tema è intervenuto anche il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha ribadito il suo “no” al passaporto sanitario. “Sarebbe ingestibile, ma come fai? – spiega durante una videointervista sulla pagina Facebook di Cantiere Bologna – Ci vuole una misura nazionale, uno non la può decidere a misura del proprio territorio. Poi come fai a gestire? Dobbiamo anche stare attenti a non dare dell’untore a una Regione piuttosto che ad un’altra”.

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