C’era molta attesa per il Decreto Rilancio, presentato ieri sera in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte. Anche la filiera del mondo della musica aspettava risposte, dopo aver proposto dieci punti lo scorso 20 aprile con le associazioni firmatarie AFI, Anem, Assomusica, FEM, FIMI e PMI. E qualcosa si è fatto. Nonostante la frase infelice del premier “i nostri artisti che ci fanno tanto divertire”, una svista nell’etichettare in maniera riduttiva il mondo dello spettacolo, sono state accolte alcune istanze delle associazioni. “Tra le dieci richieste del settore musicale oggi possiamo dire che diverse misure sono state accolte – ha dichiarato il CEO di FIMI Enzo Mazza -. Anche se restano ancora spazi di intervento in sede parlamentare. Tutti i provvedimenti adottati devono essere applicati con estrema urgenza perché le difficoltà del settore sono davanti agli occhi di tutti e non c’è più tempo”.

Cattive notizie sul versante dei live perché non c’è ancora una data per capire come e quando i concerti estivi possono essere riprogrammati, nonostante il calcio abbia già una ipotesi concreta fissata per la ripresa ossia il 13 giugno, sempre che il governo dia l’ok. Tiziano Ferro, tra i primi artisti a sensibilizzare sulla questione, stamattina è tornato sull’argomento con un post sui social: “Per le migliaia di persone che mi chiedono dei concerti negli stadi. Stiamo aspettando nuove disposizioni governative e senza direttive non possiamo muoverci.- ha spiegato l’artista – Le speranze che ci siano concerti quest’estate sono ridotte al minimo, direi. Ciononostante non abbiamo notizie in merito a come procedere per tutelare lavoratori e acquirenti. Assurdo ma vero. Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo. Ovviamente sarete i primi ad essere informati, appena una risposta arriverà. Grazie per la pazienza, che è anche la nostra”. Intanto è stato esteso da 12 a 18 mesi il voucher per i biglietti dei concerti, da utilizzare in caso di spostamento dei concerti estivi e non solo.

“Stiamo ancora ragionando sui protocolli di sicurezza che dovremo adottare in futuro – dichiara a FqMagazine il presidente di Assomusica Vincenzo Spera -. Il comitato tecnico scientifico ha dato le linee guida di massimo 200 persone in un teatro e mille persone in piedi all’aperto. Poi ci dovranno essere i dispenser di gel all’ingresso, l’accesso sarà contingentato, non si potrà andare al bagno o quantomeno bisognerà organizzarsi. Ma queste sono situazioni pensabili per live jazz, da camera, di classica. Per il pop è impossibile attuare queste norme. Ma vediamo cosa accadrà nelle prossime settimane. Il ministro Franceschini per ora ha accolto molti dei punti che abbiamo presentato lo scorso mese”.

Analizzando il decreto nello specifico sul piano della liquidità l’intervento a fondo perduto per le piccole imprese fino a 5 milioni di euro, con quote variabili a seconda del fatturato e proporzionale alle perdite, sarà uno strumento utile anche alle piccole e medie etichette discografiche. L’indennizzo è del 20% fino a 400mila euro di fatturato e del 15% per quelli fra 400mila euro e il milione, 10% sopra il milione di euro.

Accolta anche la cancellazione dell’IRAP estesa anche alla imprese fino a 250 milioni di fatturato e il rinvio a settembre dei tributi va nelle direzione richiesta anche se per la proposta iniziale era di estenderla sino a dicembre. Annunciati anche importanti provvedimenti per tutti i lavoratori fragili, a partita Iva o intermittenti, che erano stati esclusi dal primo decreto Cura Italia. Continua l’iter di recepimento della legge delega che contiene la direttiva copyright. FIMI sarà sentita proprio oggi in audizione.

Infine sull’estensione del fondo spettacolo resta ancora esclusa l’industria discografica ed editoriale, mentre è stata aggiunta quella del libro. Molte forze politiche si sono attivate per far inserire i settori nella norma, in sede di conversione in Parlamento.

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