“La prossima epidemia? Non siamo pronti”. Grazie alla sinistra e inquietante previsione del 2015 oggi Bill Gates vince la classifica del più citato dai cospirazionisti. Secondo un’indagine del New York Times e di Zignal Labs è proprio il cofondatore di Microsoft a guadagnare il premio bersaglio del trimestre nei giorni di lockdown mondiale. Ricordiamolo ancora una volta. Durante un evento Ted del marzo 2015, Gates ragionò attorno ad una possibile epidemia globale. L’inventore di Windows spiegava come nel 2014 si fosse evitato per puro caso l’espandersi dell’ebola grazie al sacrificio di migliaia di operatori sanitari immolati in tragici contesti di epidemia in Africa. Gates poi aggiungeva che in futuro sarebbe potuto capitare qualcosa di peggiore per cui non avevamo ancora compiuto le giuste scelte sanitarie. Insomma, un semplice grido d’allarme seguendo l’antico motto prevenire meglio che curare, ma anche una lucida previsione di ciò che stiamo vivendo fin dai primi mesi del 2020. Il 13 marzo scorso, oltretutto, in piena diffusione del Covid-19 il miliardario americano aveva dato le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Microsoft dedicandosi, come direbbero i complottisti “guarda caso”, alla sua fondazione benefica Bill & Melinda Gates Foundation che solo a gennaio 2020 aveva donato 10 milioni di dollari per la ricerca di un vaccino antiCoronavirus. Per questo, come segnala il NYT, c’è chi lo accusa di aver cospirato per fabbricare il virus in laboratorio (per poi speculare sul vaccino); di essere parte attiva di una società internazionale che intende sterminare l’umanità (e qui sbucano i rapporti tra Gates e l’ex magnate suicida condannato per pedofilia Jeffrey Epstein); o ancora di volere organizzare una sorta di società ipertecnologica e ipercontrollata che sfruttando la scusa della pandemia vorrebbe impiantare microchip in mezzo mondo. Tra febbraio e aprile, secondo la ricerca, le teorie della cospirazione che legano Gates alla diffusione volontaria del virus sono state citate tra tv e social oltre un milione e duecentomila volte, ben il 33% in più di un altro must del cospirazionismo che collega la pandemia virale con l’avvento della nuova tecnologia del 5G.

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