Per la prima – e unica – volta in trent’anni di storia, il Concertone del Primo Maggio, causa pandemia, ha dovuto rinunciare a Piazza San Giovanni, alla maratona interminabile dal pomeriggio fino a notte fonda, al caldo, alla pioggia, al sudore, alle migliaia di persone. Quello che si è visto ieri è stato uno show televisivo di oltre quattro ore, ben confezionato e diretto, ma che nulla ha a che vedere con l’anima stessa dei concerti: la forza della condivisione e l’emozione di massa. Però l’organizzazione, capeggiata sempre da Massimo Bonelli, ha avuto un merito: ha salvato la musica dalla dimensione della “cameretta”, a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane causa quarantena di tutti gli artisti, restituendola alla dignità del palco con una band vera. Il cast scelto è stato volutamente più nazionalpopolare, rispetto al classico Concertone, “volevamo che la gente a casa cantasse con noi”, aveva dichiarato Bonelli. Così il pubblico a casa ha promosso questa nuova formula del Concertone con 2.264.000 spettatori e 8.7% di share, lo scorso anno erano 1.210.000 e 5.7%.

Sono molti i momenti emozionanti, che hanno segnato le quattro ore della maratona musicale. A Vasco Rossi l’onore di aprire le danze con un messaggio veloce di saluti e le note di “Un senso”, Gianna Nannini emoziona subito sui tetti di Milano, grazie alla vista mozzafiato dalle Terrazze Martini e le note di successi come “Notti senza cuore”, “Donne in amore”, “Meravigliosa Creatura” e “Sei nell’anima”. Un altro momento toccante l’esibizione de Lo Stato Sociale in Piazza Maggiore a Bologna, con una versione inedita di “Una vita in vacanza” e con “La canzone del pane”, omaggio a Mirko ‘Zagor’ Bertuccioli co-fondatore dei Camillas (band di Pesaro, nata nel 2004) morto a soli 46 anni lo scorso aprile per Coronavirus. Dalla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si sono esibiti tutti gli altri artisti, tra cui Niccolò Fabi che ha regalato un momento intenso con “Una buona idea” e “Costruire” e Noemi in gran forma con “Sono solo parole” e “Vuoto a perdere”.

La poetessa del rock Patti Smith ha mandato la sua esibizione con un video verticale, girato col suo telefonino, regalando “Grateful”, suonato con la chitarra, mentre la figlia Jesse l’ha accompagnata al pianoforte. “Happy Labour day to everyone, happy Labour day to Italy“, ha detto al termine della esibizione. Lo stesso ha fatto Sting che ha letto in italiano un messaggio prima di cantare: “Vorrei celebrare tutti i lavoratori, i guidatori di bus e treni, i fattorini e i postini, i maestri di scuola, specialmente gli infermieri e i medici bravissimi tutti!“. E arrivano le note con voce e chitarra di “Don’t stand so close to me” (“Non stare così vicino a me”), un titolo più che mai attuale.

In uno studio a parte dal Teatro delle Vittorie, Ambra ha condotto da sola la serata, collegandosi con diversi ospiti tra addetti ai lavori e gente comune per farsi raccontare le diverse realtà sociali che sono state colpite e dunque trasformate dalla pandemia. Ambra, che si è anche commossa ad inizio serata in collegamento da Piazza San Giovanni vuota, ha dimostrato, ancora una volta, di reggere uno show e di saperlo fare molto bene. L’attrice ha dato appuntamento al prossimo anno, con Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, proprio in piazza per cantare tutti assieme la sua “T’Appartengo”.

Quando si tratta di rimboccarsi le maniche anche in tempi duri, la Rai mostra tutto il suo potenziale da “mamma” della televisione italiana. In pochissimo tempo la squadra tecnica, non solo ha rispettato le rigidissime misure di sicurezza, ma ha anche offerto un prodotto più che dignitoso, sia dal punto di vista visivo che qualitativo. Dal Teatro delle Vittorie la regia è stata di Max Di Nicola, mentre all’Auditorium c’era Cristiano D’Alisera, che ha curato la regia del Primo Maggio in piazza. “Volevo mettere su una piccola opera d’arte collettiva, tanto musicale quanto visiva, così ho scelto una serie di registi che stimo e con cui spesso ho già lavorato. – ci ha spiegato Bonelli, raccontando le bellissime immagini girate in esterna – Ho mandato a tutti delle reference per spiegare nel dettaglio il tipo di linguaggio audio e video che avrei voluto ottenere, ed il resto è successo da sé”.

Così per Gianna Nannini è stato Marcello Perego ha girare le bellissime immagini dai tetti di Milano, Davide Spina ha curato le riprese in piazza Maggiore a Bologna per Lo Stato Sociale, Matilde Composta e Lorenzo Invernici invece si sono occupati delle immagini in esterna a Bassano del Grappa per Francesca Michielin. Irene Grandi era in Piazza della Signoria a Firenze, per la regia di Stefano Poggioni. Infine da segnalare Matteo Bonacci per aver curato le immagini dal Museo del 900 di Milano per Dardust.

Sono state tutte immagini che rimarranno nella storia televisiva. Irripetibili. La solitudine imponente delle città messe a dura prova, l’Auditorium della Musica vuoto. Una malinconia pesante, a ricordarci quanto ci mancano i concerti.

LA SCALETTA Vasco Rossi (Un senso), Gianna Nannini (Notti senza cuore – Donne in amore – Meravigliosa Creatura- Sei nell’anima), Alex Britti (7000 caffè), Francesco Gabbani (Viceversa – Il sudore ci appiccia), Lo Stato Sociale (Una vita in vacanza – La canzone del pane), Aiello (Arsenico), Le Vibrazioni (Dov’è), Zucchero (La canzone che se ne va), Paola Turci (Fatti bella per te – Bambini), Francesca Michielin (Cheyenne), Fasma (Per sentirmi vivo), Edoardo ed Eugenio Bennato (L’isola che non c’è – La realtà non può essere questa), Irene Grandi (La cometa di Halley – Finalmente Io), Tosca (Bella ciao – Ho amato tutto), Ermal Meta (Finirà bene), Bugo (Mi manca – Sincero), Patti Smith (Grateful), Niccolò Fabi (Una buona idea – Costruire), Luca Barbarossa (Ritornerai), Sting (Don’t stand so close to me), Noemi (Sono solo parole – Vuoto a perdere), Leo Gassmann (Vai bene così), Fulminacci (San Giovanni), Fabrizio Moro (Pace – Portami via), Gianna Nannini (Assenza), Rocco Papaleo (Azzurro), Dardust (Lost And Found), Margherita Vicario (Mandela), Cristiano Godano dei Marlene Kuntz (La canzone che scrivo per te), Orchestra di Santa Cecilia (Nuovo cinema paradiso), Alex Britti (Hey Joe)

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