Se ricordiamo oggi Luis Sepulveda è perché questo grande scrittore cileno ha dato un grande contributo al pensiero e alle battaglie ambientaliste. Un vero “guerriero dell’arcobaleno”.

Dopo il golpe di Pinochet visse il carcere, le torture, la dittatura militare. Per sette mesi restò chiuso in una cella così stretta e bassa da non potersi neanche alzare in piedi. Disse: “È difficile immaginare come una mente umana possa resistere e non svanire nella follia, in simili condizioni”.

Dopo il Cile, la lotta politica in Nicaragua e diversi viaggi in America Latina, Sepulveda si trasferì in Germania, ad Amburgo, e si unì a Greenpeace. In una intervista al Corriere della Sera, racconterà: “Ho imparato molto dalla generosità dei miei compagni, volontari che sacrificavano le vacanze per prender parte a qualcosa di importante. Ricorderò sempre quando, nel 1982, bloccammo il porto di Yokohama, per impedire l’uscita della flotta baleniera giapponese. Quasi due mesi in acqua. Era freddo, faticoso, e non si mangiava bene a bordo [della nave di Greenpeace]. Ma eravamo convinti che fosse importante. Nessuno ha detto: lascio, non ce la faccio. Finché abbiamo vinto. Non solo la flotta non lasciò il porto, ma nell’84 la Commissione baleniera internazionale dichiarò la moratoria della caccia alle balene”.

È un tipo di lotta che ha ancora senso? Sepulveda ne è convinto: “Allora ho imparato che, se c’è una coscienza forte, la lotta può essere vincente. La politica la fa anche ciascuno di noi, dal basso, con le proprie scelte quotidiane, per come e quanto può. Se c’è un’idea forte è possibile vincere, anche contro la brutalità dei governi. Purtroppo non sempre nell’immediato”.

I suoi libri sono sempre stati fonte di ispirazione per tanti. Il vecchio che leggeva romanzi d’amore è dedicato a Chico Mendes – sindacalista brasiliano vittima dei latifondisti interessati alla deforestazione dell’Amazzonia – dove lo scrittore visse sette mesi con i popoli indigeni prima di scrivere il libro. Il mondo alla fine del mondo è un romanzo sulla distruzione del pianeta in nome del profitto ed è tutto incentrato sulle battaglie di Greenpeace contro la caccia alle balene. Ogni opera è però influenzata dalla coscienza ambientalista di Sepulveda, anche i libri per ragazzi, come La gabbianella e il gatto dove vengono evocate le navi “ornate dai colori dell’arcobaleno che non sempre arrivano in tempo per impedire l’avvelenamento dei mari”.

L’ultimo libro per bambini pubblicato in Italia, Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, insegna ai bambini il valore del rispetto e dell’amore per sé e per l’ambiente che ci circonda. Parte da un’antica leggenda che lega la storia di Moby Dick raccontata da Melville alla storia di un piccolo popolo del Sud del mondo, in Cile. C’è una balena bianca imprendibile per tutti i balenieri, crudeli e avidi, senza scrupoli nel danneggiare gli oceani.

Greenpeace continuerà a difendere gli oceani anche nel ricordo di Sepulveda. Buon vento Luis!

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sicilia, la relazione dell’Antimafia sul ciclo dei rifiuti: “In 20 anni impunita deregulation e intreccio di interessi penetrato dai clan”

next
Articolo Successivo

Foreste, la richiesta di non tagliare altri alberi è caduta nel vuoto ma andrebbe spiegato perché

next