La forzata permanenza a casa di milioni di utenti a causa della pandemia da Coronavirus ha portato a un accresciuto utilizzo di social network e app di messaggistica istantanea come principale mezzo di informazione e comunicazione, per sentire i propri cari, restare in contatto con gli amici e scambiarsi informazioni. Non è un caso dunque se la piattaforma Facebook, una delle più grandi e diffuse in Occidente – proprietaria anche di Messenger, Instagram e WhatsApp – abbia registrato un incremento di oltre il 50% dei messaggi presenti sulle sue piattaforme. A renderlo noto è stata l’azienda stessa con un post ufficiale, in cui affronta anche l’argomento legato al pericolo di collasso delle proprie infrastrutture.

Oltre al social network infatti anche app come WhatsApp, utilizzata soprattutto per le videochiamate, e Messenger, hanno conosciuto un’impennata superiore al 50%. Nonostante i dati rilevati continuino ad essere da record ogni giorno, la società di Mark Zuckerberg ci ha tenuto a rassicurare i propri utenti sulla capacità di gestione dei picchi, garantendo il massimo impegno preventivo per evitare malfunzionamenti che potrebbero culminare in una totale interruzione del servizio.

“Mantenere la stabilità durante questi picchi di utilizzo è più difficile del solito ora che la maggior parte dei nostri dipendenti lavora da casa. Stiamo lavorando per mantenere le nostre app funzionanti senza problemi, dando anche la priorità a funzionalità come il nostro Centro informazioni COVID-19 su Facebook e l’avviso di salute dell’Organizzazione mondiale della sanità su WhatsApp” si legge nel post ufficiale.

L’azienda ha anche spiegato come, nonostante gli sforzi che metterà in campo, nessuno può sapere cosa accadrà. Benché infatti l’infrastruttura sia preparata ad affrontare picchi legati ad eventi mondiali come ad esempio el Olimpiadi, questi sono infrequenti e, soprattutto, limitati nel tempo. Da questo punto di vista la riduzione della qualità dello streaming video anche su facebook può essere un’ulteriore misura preventiva, ma non è detto che sia sufficiente.

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